Se Melody ha potuto evitare il disastro che in questi giorni sta schiacciando la sua Haiti lo deve soltanto a una persona e questa persona si chiama Pilar. Lo dico chiaro e tondo subito perché la storia che sto per raccontarvi ha parecchi punti opachi e non è di quelle che ti fanno andare a letto con la certezza che, se il mondo non è un bel posto, almeno sappiamo dove sta il bene e dove sta il male. È la voce che Angela ha voluto aggiungere al nostro coro di assoli, un pezzetto delle tante vite che lascia intrecciare con la sua, e che magari stanno scorrendo nell’appartamento accanto al nostro proprio ora. Avrebbe potuto sceglierne una più coerente, Angela, con dentro, che ne so, una bella eroina senza macchia, di quelle a cui non puoi non affezionarti, tanto per rassicurarci sul fatto che gli immigrati sono persone ineguagliabili, dotate di una sensibilità eccezionale e di una generosità senza indugi. Di quelle storie che agevolino il processo d’integrazione, suvvia, non vorranno mica anche il diritto di essere persone normali adesso?! Ha voluto raccontare questa, invece. Forse perché Melody le manca molto o forse perché vorrebbe entrare nella testa di Pilar, se solo sapesse che fine ha fatto.
Ma andiamo con ordine. Read the rest of this entry »

