Donne Pensanti

Pubblicità svilente a Sanremo: mail bombing

Ne faccio volentieri a meno, grazie

Ne faccio volentieri a meno, grazie

Lorenza, su Facebook, segnala questa immagine che ha fotografato a San Remo.

Siamo alle solite: il corpo di una donna è usato come “amo” in maniera svilente e offensiva.

Ma oggi noi abbiamo una grande possibilità: diciamo la nostra con un mail bombing all’Azienda che ha ideato questo geniale messaggio.

Ognuno di noi scarichi la foto, la alleghi a un messaggio (oppure metta il link a questo post) e mandi il testo che copio sotto, firmandolo in fondo,

ai seguenti indirizzi web (che ho trovato sul sito dell’azienda e che quindi sono pubblici):

gianluca.g@digigraphica.net
maria.r@digigraphica.net
gabriele.r@digigraphica.net
amministrazione@digigraphica.net
  • gianluca.g@digigraphica.net
  • maria.r@digigraphica.net
  • gabriele.r@digigraphica.net
  • amministrazione@digigraphica.net

Ecco il testo della mail:

Buongiorno a tutti voi di Digigraphica.it,

un utente di Facebook ha postato la foto che sta facendo il giro di quel social network e che ritrae uno dei vostri cartelloni promozionali  affissi a San Remo-  e che trovate in allegato – di fronte alla quale sono (siamo) rimasta senza parole.

Viviamo in un Paese dove la mercificazione del corpo femminile e lo svilimento della donna è all’ordine del giorno e purtroppo la vostra infelice scelta dimostra che avete sposato anche voi questo trend, di guadagno sicuro.

Però viviamo anche in un’epoca dove la viralità della Rete – per fortuna – agevola il passa parola.

Vi ricordo anche lo stesso Presidente Napolitano ha recentemente dichiarato che:

“Uno stile di comunicazione che offende le donne “nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi” (fonte Ansa)  e che come voi stessi dichiarate sul vostro sito:

“Anche gli oggetti, le posture, gli atteggiamenti, il modo in cui ci vestiamo e ovviamente il modo in cui parliamo comunicano qualcosa di noi”.

Bhè, quello che state comunicando delle scelte e della serietà sociale della Vostra Azienda ci sembra abbastanza opinabile!

Cordialmente

Firma

Continuate a segnalarmi con foto o link questo genere di campagne e procediamo con azioni di massa che facciano sentire la nostra voce.  Da soli siamo un granello, ma tutti insieme contiamo molto e vi assicuro che le Aziende sanno quanto una cattiva pubblicità possa minarne la credibilità!

Invisibili mitomani, o del rimanere incinta ai tempi del precariato E ora scriviamo al Comune di SanRemo!

80 Responses to “Pubblicità svilente a Sanremo: mail bombing”

  1. Jolanda scrive:

    Bella… Complimenti.
    In effetti se lo dicono anche da soli: CERVELLI AL PASCOLO. Sono animali…

  2. Panzallaria scrive:

    @jolanda: si, avevo notato anche io questa cosa dei cervelli al pascolo…

  3. Però se posso dire la mia questo cartellone non è affatto peggio della media, almeno la tipa ha un costume e non un tanga…
    Non per difendere lo stile, ci mancherebbe, io sono d’accordissimo con te, però secondo me è inutile attaccare un pesciolino, piccolo, poco offensivo, e forse anche un po’ sfigatello. Nel caso bisogna attaccare i grandi, quelli che fanno volumi e creano i trend, i piccoli si adegueranno, o si adeguerebbero, il condizionale è d’obbligo.

    Su temi come questo non nascondo di essere un po’ pessimista, perchè purtroppo la gente (almeno gli uomini, ma le donne gli vanno dietro) vuole questo, e i politici… vi prego non ne parliamo…

    L.
    http://www.blinguepergioco.com

  4. Panzallaria scrive:

    ciao bilingue, a me sembra che l’associazione culo e messaggio “questo può essere tuo” sia abbastanza esplicitamente svilente. se pensi poi che è collocata in posizione a vista in un luogo di vacanze come sanremo, secondo me tanga o non tanga, fa emergere un messaggio abbastanza inquietante. per quanto riguarda i temi di cui parli, donne pensanti è nato proprio per contrastarli con azioni collettive e fare emergere positivamente modelli alternativi di femminile. non so se sia ottimismo, di certo è un modo, seppur molto piccolo, per tentare di fare qualcosa.

  5. Fabrizio scrive:

    UNA COSA E’ CERTA!!!
    HANNO OTTENUTO QUELLO CHE VOLEVANO!!!

    VISIBILITA’

    SONO DEI GENI!!!!!

  6. Panzallaria scrive:

    @fabrizio: c’è una bella differenza tra visibilità e personal branding o reputazione che dir si voglia. ;-)
    e quella, se te la sputtani in rete, non è bello

  7. Sibia scrive:

    @ Jolanda: dai, non offendiamo gli animali non umani!

    Grazie per la segnalazione!

  8. gabriele.r scrive:

    Sinceramente non capisco cosa ci sia di volgare in quella fotografia.

    Non mi sembra che la frase “QUESTO PUO’ ESSERE TUO” si riferisca al deretano della ragazza e comunque, il suddetto, sarà stato concesso all’obiettivo del fotografo proprio dalla ragazza stessa.

    Lo slogan ha molteplici chiavi di lettura e lo scopo del messaggio è proprio quello di provocare una reazione in chi lo legge. Se voi avete una percezione del messaggio SBAGLIATA e VOLGARE (lo scopo è quello di vendere uno spazio pubblicitario che si trova sulla parete di uno stabilimento balneare) è solo un vostro problema.

    Un consiglio: se volete opporvi alla mercificazione del corpo femminile non utilizzate “mail bombing” verso chi, secondo il vostro insindacabile giudizio, può aver urtato la vostra sensibilità (peraltro facendo copia/incolla dello stesso testo), ma cercate di farvi strada con un altro strumento più pacifico: IL DIALOGO

  9. Panzallaria scrive:

    Sarebbe passato di qua se non le fossero arrivate molte mail?
    Donne Pensanti è un social net (http://donnepensanti.ning.com) di cui le ho lasciato indicazione anche in mail, per cui direi che siamo nativamente predisposti al dialogo.
    Le pongo, per iniziare, alcune domande a cui ci piacerebbe avere una risposta:

    il deretano e la vendita di spazi pubblicitari in che connessione sono?
    lei ci conferma che non avete giocato sull’ambiguità del messaggio culo-vendita?
    non crede che in tempi tanto gravi nel messaggio che viene inviato sul femminile, pubblicità come queste non siano svilenti e pericolose come dice il Presidente?

    Per quanto riguarda l’assenso della padrona del sedere, nei confronti della foto, mi sembra che il focus non sia questo: come uomo di pubblicità sa meglio di me che è l’unione del sedere e del messaggio: “questo può essere TUO” a generare il sospetto che abbiate volontariamente giocato sull’ambiguità di cosa può essere tuo.

    Immagino che le siano arrivate molte mail, per ciò credo che non si tratti di un insindacabile giudizio di una persona (io che scrivo) ma del disgusto provato da molti di fronte a una pubblicità così offensiva e lesiva dell’immagine femminile.

    Mi meraviglio inoltre del Comune di San Remo e della Commissione Pari Opportunità che nulla fa per evitare questi messaggi distorti.
    Essere in democrazia non significa mancare di rispetto agli altri perché, come dicevano saggiamente gli antichi: la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri

  10. Silvia scrive:

    Forse una bella lettera al Presidente della Repubblica e alle varie commissioni pari opportunità sparse in tutte le regioni e province, nella speranza che qualcuno prenda a cuore e abbia “l’occhio critico” contro queste pubblicità svilenti del corpo della donna.

  11. Panzallaria scrive:

    @silvia: mi sembra un’ottima idea. Io avevo cercato nel sito del Comune di Sanremo (dove è stata scattata questa foto) un riferimento per le Pari Opportunità, ma non trovo nulla (o non lo vedo). http://www.comunedisanremo.it/?q=node/view/9

  12. marzia scrive:

    partire dalla soggettività.
    non è un uomo, gabriele, che può decidere se una pubblicità è offensiva o più semplicemente distorsiva dell’immagine che io, come donna, voglio dare di me.
    puoi fruire ed apprezzare quell’immagine.
    puoi, come fammo altri tuoi colleghi di genere, invece desiderare di avere accanto delle donne pensanti che facciano di te un uomo pensante.
    libero
    continuate così ragazze

  13. Panzallaria scrive:

    Gabriele R è il referente per l’azienda che ha creato la pubblicità anche se non lo scrive esplicitamente (n.d.r)

  14. Francesca scrive:

    io segnalerei la cosa al Comune di Sanremo e alla Commissione Pari Opportunità e perchè no anche al Gran Giurì della Pubblicità

  15. Marcella Mastrorocco scrive:

    C’è molta ignoranza in questo modo di fare comunicazione. E questo non è un giudizio ma un dato di fatto. Studi recenti hanno evidenziato che il potere d’acquito sta passando lentamente ma inesorabilmente nelle mani delle donne. Non è più l’uomo di casa a fare gli acquisti, ma la donna, anche per acquisti tecnologici o automobili. I “grandi” della comunicazione lo sanno e già da tempo e agiscono nel rispetto della sensibilità femminile.
    Se, come dice Gabriele, lo scopo del messaggio è quello di provocare una reazione in chi lo legge, la mia reazione è il seguente pensiero: questi qua non hanno altre idee che il solito culo sparato in primo piano! Vedete un po’ voi se gioca a favore della vostra azienda, che sicuramente ha competenze tecniche e professionali che questo modo di comunicare svilisce.

  16. Sara scrive:

    D’accordo con la maggior parte delle cose scritte ma non nel far mia/nostra e citare la frase del Presidente. Forse perché non sono giovane, penso che non può esserci una motivazione o una giustificazione nelle molestie e nella violenza sessuale. Giustificazione nel senso letterario: rendere una cosa giusta. Se avvallo questa tesi restringo la mia libertà personale. Cordialmente.

  17. sara scrive:

    l’ho trovato, è la vice sindaco ad avere la delega x le pari opportunità è a lei che occorre segnalare la cosa

    Il Vice Sindaco
    stampa questa pagina invia questa pagina tramite e-mail

    Claudia Lolli

    Deleghe: assessorato alla pubblica istruzione : rapporti con l’università – pari opportunità

  18. sara scrive:

    l’ho trovato, è la vice sindaco ad avere la delega x le pari opportunità è a lei che occorre segnalare la cosa

    dal sito del comune di sanremo:

    Il Vice Sindaco
    Claudia Lolli

    Deleghe: assessorato alla pubblica istruzione : rapporti con l’università – pari opportunità

  19. Panzallaria scrive:

    @sara: grazie! Proviamo ad abbozzare una mail? Avanti chi vuole fare proposte, nei commenti

  20. Raskolnikov scrive:

    indecente. una considerazione:

    ma quando una parte del parlamento vota SI secondo questi signori significa che non c’è stato dialogo prima della votazione e sono tutti pecoroni?

    ma cosa state dicendo?!

    piuttosto io sottolinierei la scarsezza di idee degli autori del manifesto. sforzarsi un pochino no eh?

  21. chiara scrive:

    penso che il fatto che ci sia un costume abbastanza casto renda ancora più grave la cosa.. se fosse stato un perizoma o se la modella avesse assunto una posizione più volgare la foto non sarebbe mai passata, in quanto non accettabile… è proprio maggiormente grave il far passare come normale un messaggio così subdolamente prestato al “doppio senso”.. perché non metterci un bell’uomo di schiena o un coppia??? sono d’accordo che nei ragazzi giovani questa continua svalorizzazione del corpo e della donna come individuo solo “da far proprio” a uso e consumo dei pruriti maschili ingeneri tutta una gamma di gesti e comportamenti che denotano mancanza di rispetto dal semplice “apostrofare verbalmente” fino alla violenza!
    Sono ormai sconsolata…
    cosa posso fare per questa campagna?
    Chiara

  22. Giorgia scrive:

    Due considerazioni personali:

    - Come si fa a dire che lo slogan “questo può essere tuo” con un sedere in bella mostra non si riferisca in qualche modo al sedere medesimo giocando piuttosto esplicitamente sull’ambiguità delle immagini?

    - Come si fa a dire che l’invio di una mail non è uno strumento pacifico e di dialogo? E come avrebbero dovuto far sapere all’azienda la loro opinione tutte le persone che si sono sentite urtate dalla loro pubblicità, usando un piccione viaggiatore? Se il testo è sempre uguale, inoltre, evidentemente è perché molte persone ne avranno condiviso i contenuti!

    Attraverso la possibilità di inserire un commento pubblico al post, il blog di Donne Pensanti è già di per sè uno strumento di confronto, in cui l’impresa ha l’incredibile occasione di spiegare i propri comportamenti ed ascoltare il parere dei fruitori della sua comunicazione. La Rete è dialogo, e il dialogo prevede anche la critica e il dissenso. E’ comunque una grande opportunità per capirsi e per migliorarsi, soprattutto per le imprese.

    Peccato che non sempre molte lo capiscano!

  23. Panzallaria scrive:

    @chiara: scrivi una mail all’azienda e aiutaci a redarre una lettera per l’assessore alle pari opportunità del comune dove è apparsa.
    e poi fai girare, aiutaci a diffondere

  24. Antonio scrive:

    Riporto quando scritto altrove:
    Aggiungo: secondo me oltre alla questione che avete detto tutti della mercificazione femminile, una cosa che raramente emerge e che invece credo sia altrettanto importante, riguarda il ruolo dell’uomo. Insomma, basta “poco” per conquistarci. Come se fossimo stupidi. Per carità, lo siamo spesso… ma è facile confondere il ruolo di “preda” e “predatore” ;-)

  25. Panzallaria scrive:

    @antonio: hai messo il focus su una cosa sacrosanta. Proprio per questo la questione femminile è una questione/emergenza di TUTTI. perché svilisce la donna ma svilisce anche l’uomo.
    grazie di essere approdato. se ti va, stiamo facendo tante cose sul tema (in modo trasversale e con uomini e donne) anche sul social net
    http://donnepensanti.ning.com

  26. anna scrive:

    Per stanare le più recondite intenzioni degli ideatori del messaggio, propongo di sostituire con sedere maschile; così, se valutano che quello ‘tira’ di meno…

  27. Antonio scrive:

    eheh: allora ci vorrebbe un gruppo “persone pensanti” oppure “uomini pensanti” e fare una partnership :-p

  28. Veronica scrive:

    Fatto….

    “Non mi sembra che la frase “QUESTO PUO’ ESSERE TUO” si riferisca al deretano della ragazza”. Certo la signorina passava di lì per caso, lo scatto fotografico di quella parte anatomica è casuale, poteva tranquillamente essere un gomito.

    “e comunque, il suddetto, sarà stato concesso all’obiettivo del fotografo proprio dalla ragazza stessa.” Agnellino….ci provate sempre a metterci le une contro le altre eh? Attento, la storia sta cambiando…

    “Lo slogan ha molteplici chiavi di lettura e lo scopo del messaggio è proprio quello di provocare una reazione in chi lo legge.” Bravo, ci sei riuscito: disgusto, per come si svilisce la donna in questo paese.

    “Se voi avete una percezione del messaggio SBAGLIATA e VOLGARE è solo un vostro problema.” Bigotte e pervertite! Noi, poveri, che reavamo indecisi se mettere il culo o una pagina di Simone Weil…

    Grazie ragazze della segnalazione e, mi raccomando, ZITTE MAI!!

  29. RiccardoP scrive:

    Ci sono modi intelligenti, creativi e artistici per mettere un bel culo su un cartellone o su una pubblicità e farci pure una bella figura. E ci sono modi assolutamente stupidi, come questo. Indipendentemente dal fatto che il culo sia maschile o femminile. La stupidità è unisex. ;-)

  30. Erica Eruanna scrive:

    Per gabriele.r
    Mi dispiace ma il mail bombing è meritato a pieno titolo e anzi è il minimo che possa capitare. La fotografia in sé non sarebbe volgare, ma l’uso che ne è stato fatto ed il messaggio volutamente ambiguo sono raccapriccianti. Chi non se ne accorge, ammesso che dica il vero, ha l’etica di di uno squalo psicopatico.

  31. Marco scrive:

    E’ difficile non essere convinti dell’intensionalità dell’ambiguità del messaggio, quando la parola “QUESTO” è posta a sottolineatura del culo della ragazza.

    Inoltre, il fatto che il corpo femminile non fa più presa perché la spesa la fanno le donne non sminuisce il discorso, anzi lo allarga.

    Fermare queste iniziative, seppur di minimo impatto rispetto alla massa sessista delle pubblicità veicolate nei mass media è un’ottimo punto di partenza.

    Brave le donne pensanti!

  32. Romina scrive:

    AH AH AH!!!

    IO AVREI SCELTO UN SEDERE MASCHILE…

    MA SAREBBE STATO SVILENTE PER I MASCHIETTI!!!!!!

  33. Rossana scrive:

    Purtroppo non c’è un preciso recapito a cui potersi rivolgere in questi casi, come invece nel 2007 è nato a Torino: « Passeggiando per le strade del centro o, in autobus, per le vie della periferia, ti è capitato di vedere un cartellone pubblicitario non di tuo gradimento? In particolare, lesivo nei confronti dell’immagine femminile? Ora puoi segnalarlo! Infatti il Comune di Torino, con la partecipazione di GTT e l’Agenzia Orange, ha iniziato una battaglia contro quelle immagini che macchiano la dignità della donna. In occasione del “2007, Anno Europeo delle Pari Opportunità”, si tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tipo di discriminazione difficile da estirpare. Le segnalazioni si possono fare via internet scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: presidente.pariopportunita@comune.torino.it o via fax al numero 011 4422633>
    Comunque va assolutamente segnalata.

  34. Antigonexxx scrive:

    Da notare inoltre che il Sig. Gabriele sottolinea come sia la nostra percezione ad essere volgare e non la pubblicità. Ergo, la volgarità sarebbe insita in noi anziché in questo tipo di pubblicità…

  35. Panzallaria scrive:

    @antigone: bravissima, hai sottolineato una cosa straimportante!

  36. Fatto :) dobbiamo essere in molte!!

  37. ho visto che nel sito che segnalava Panzallaria (quello del comune di sanremo), nell’area SERVIZI COMUNALI, è scaricabile un pdf che si chiama “modulo segnalazioni suggerimenti e reclami”.
    L’informativa all’interno dice chiaramente che si può utilizzare anche per segalazioni riguardo enti esterni al comune.

    … un mail bombing anche da lì?

  38. Giuliana Giusti scrive:

    Propongo di prendere seriamente in considerazione IL DIALOGO con il sig. Gabriele e dunque seguento il suo ragionamento gli chiedo
    1) quali sono le molteplici chiavi di lettura (ne deve dare almeno 3 o quattro se sono molteplici
    2) può escludere con certezza assoluta che una delle interpretazioni non includesse anche la mostra di ragazze avvenenti seminude?
    3) è sicuro che la ragazza sia capitata per caso e che il fotografo non abbia avuto altri scatti meno volgari da proporre?
    4) alla luce dell’interpretazione da parte di alcune (parecchie a quanto pare) donne non voluta, non ritiene che sia la foto a produrre quello che lui ritiene essere un fraintendimento? (In questo caso sarebbe un errore di comunicazione da parte di chi vuole comunicare e come errore andrebbe corretto).
    Il dialogo si fa dialogando. Spero che il sig. Gabriele sia di parola e sia disposto a discutere.

  39. Claudia Spallacci scrive:

    Sono allibita dalla risposta arrivata dall’azienda, si sentono pure di aver fatto un lavoro onesto e dignitoso per vendere uno spazio pubblicitario!! l’inganno e la superficialità mi sconcertano, dovremmo noi rinunciare ai principi del rispetto?mai…! appoggio in pieno le vostre iniziative.

  40. Lorenza scrive:

    http://www.facebook.com/group.php?gid=170746000693

    Claudia Lolli su facebook.
    C’è anche la sua email. Iniziamo il bombardamento anche lì?
    :)

  41. paola gemma scrive:

    fatto … grazie.
    Ma non dovremmo cominciare a fare mail bombing con le redazioni di programmi televisivi terrificanti (pupe e secchioni ad es?)

  42. Max scrive:

    Ma non avete proprio nulla di meglio da fare nella vita? Mah!!

  43. Panzallaria scrive:

    @max: è proprio questo il bello: di cose da fare nella vita ne abbiamo TANTISSIME ma ci sembra importante occuparci anche di queste. ;-) si chiama senso civico

  44. Claudio scrive:

    Bravo Max !!!
    Io chiedo a queste pie e pudiche persone che stanno facendo una crociata contro questa pubblicità “oscena”, perchè non si mobilitano anche per combattere i programmi della Rai, di Mediaset, di Sky dove di continuo si vedono ragazze seminude o nude del tutto?. Ah, ma forse non vedono la televisione. Perchè queste persone non si mobilitano contro le redazioni dei settimanali di moda o di quelli scandalistici all’interno dei quali vi sono pagine e pagine di nudi sia maschili che femminili? Ah, ma forse non leggono i giornali !! Chissa queste persone cosa faranno quando quest’estate, sulle spiagge, vedranno culi e tette in abbondanza e uomini con fisici statuari: si gireranno dall’altra parte oppure un’occhiatina ce la daranno anche loro?
    Accettate un mio modesto parere: se non volete apparire come dei falsi moralisti, bensì come persone credibili, le battaglie fatele per cose veramente importanti e credetemi che ce ne sono tante.

  45. Antonella scrive:

    Appoggio pienamente la vostra iniziativa.
    Ma penso che le persone come Gabriele non meritino la nostra attenzione.
    Sono omuncoli.
    Questo tipo di pubblicità non dovrebbe essere consentito da chi dovrebbe avere il dovere di controllare.

    Vogliamo fare un po’ di chiarezza?

    La situazione delle donne è triste e va sempre peggio, almeno qui in Italia.

    Ma che fare per migliorarla?

    1. Chiarire la differenza e combattere in primo luogo le donne che utilizzano il sesso per avere dei vantaggi. Basta con l’ipocrisia. Vanno smascherate. Sono donne che fanno molto male alle altre donne.

    2. Lavorare nelle famiglie: smettiamo di educare i figli come i nostri genitori hanno educato noi. Pensiamoci. Facciamo crescere le ragazze con la consapevolezza delle difficoltà, delle scelte e delle discriminazioni che subiranno. Insegniamo ai ragazzi a capire e a confrontarsi con le donne, ad essere in grado di fare le stesse cose e di collaborare nel modo migliore.

    3. Ragioniamo su un fatto: parte della discriminazione, soprattutto al lavoro, deriva dal fatto che gli uomini hanno “paura” delle donne. Mi spiego meglio. Un capo uomo sa (o è convinto di sapere) esattamente come si comporterà un suo collaboratore uomo, nelle varie situazioni critiche che si possono manifestare. Non è lo stesso nei confronti di una donna. Noi donne siamo diverse, lo sappiamo benissimo. Bene, tiriamo fuori questo problema. Tranquillizziamo questi signori, fornendo sia una chiave di lettura (semplice) che un comportamento più lineare. E facciamolo prima che un uomo mediocre ci passi avanti.

    4. Puntiamo sulle persone migliori: uomini o donne che siano. La capacità inesplorata delle donne è l’innovazione. Noi viviamo in un mondo pensato da uomini. Noi non lo avremmo mai progettato così. Forse siamo in grado di cambiarlo.

  46. Francesca. scrive:

    non leggo tutti i commenti, mi basta quella dell’”ironico” Gabriele, che dice che siamo noi ad avere un’immagine distorta e volgare della foto. BEne. la prossima volta si faccia fotografare Lei, di schiena, con analoga scritta.
    Saluti.

  47. Panzallaria scrive:

    @claudio: se avrai la voglia di venire qui: http://donnepensanti.ning.com ti accorgerai che abbiamo istituito un laboratorio permanente proprio per segnalare abusi in tutte le forme, per ciò stai tranquillo che la nostra mobilitazione è assolutamente trasversale ai Media. Detto questo, non si tratta di pudicizia (l’essere pii non vedo poi cosa c’entri, io per esempio sono atea)ne’ di perbenismo.
    Vi consiglierei di vedere il documentario “Il corpo delle donne” che trovate in rete e che spiega bene come in maniera diffusa, sottile ma molto pervasiva, ormai si fa ricorso al corpo delle donne in maniera totalmente “abusiva”. Non è un culo a scandalizzarci ma l’associazione culo + messaggio: “questo sarà tuo”. Lo capirebbe (e purtroppo lo capisce) anche un bambino che questa pubblicità (che per altro non vende costumi da bagno ma spazi pubblicitari!) gioca sull’ambiguo messaggio.

    Comunque, per tornare alle mobilitazioni, tranquillo che una cosa per volta, ci mobilitiamo in maniera precisa, per segnalare e dibattere su questi temi.

    In ultimo: un manifesto per strada LO VEDONO TUTTI e per ciò aggredisce lo sguardo di chiunque, anche senza bisogno di comprare un giornale. Il rotocalco se lo compra chi vuole. Direi che anche questo fa un po’ di differenza.

    Grazie di essere passato a discutere con noi

  48. Claudio scrive:

    Cara Panzallaria, grazie della risposta finalmente posta in termini civili ed educati, a differenza di altre dirette al Sig. Gabriele, piene di parole gratuitamente offensive tipo: omuncolo, animale, squalo psicopatico etc..etc. E’ vero che il manifesto è visibile a chiunque vi passi accanto, mentre i settimanali, li devi comperare, ma passando davanti alle edicole non ha mai notato in bellavista i DVD porno con immagini molto ma molto più esplicite di questa ? E ribadisco: dei programmi televisivi, come la Pupa e il secchione, dove si evince che siete considerate solo per la bellezza e non certo per l’intelligenza, ne vogliamo parlare?
    Questo sì che lo trovo offensivo ed estremamante grave nei confronti della donna.
    Per cui ribadisco: fate le “guerre” laddove abbiano un senso e non per delle stupidate, perchè correte il rischio di perdere di credibilità e di essere giudicate persone che odiano la “razza uomo” a prescindere. Non vogliate a tutti i costi indossare i panni di vittime anche quando vittime non siete, perchè alla lunga questo ruolo può divenire pesante e antipatico.

  49. Panzallaria - Francesca Sanzo scrive:

    @claudio: intanto preciso per correttezza (quando sono collegata succede sul profilo panzallaria, ma qui mi conoscono più nella mia vera identità) che sono francesca sanzo (ideatrice di donne pensanti).
    Credo che il dialogo DEBBA essere fondato sulla gentilezza e sull’ascolto reciproco e mi offendono ugualmente coloro che – e le assicuro sono tanti – hanno derubricato la nostra presa di posizione come “le solite femministe bigotte” che coloro che usano parole offensive nei confronti di altri.
    Premesso questo, sulla Pupa e il Secchione ci stiamo già attivando.
    Però non capisco perché questa è una “stupidata” che ci fa perdere di credibilità mentre la pupa e il secchione no.
    Cioé, entrambe le cose, in forma diversa, non sviliscono un po’ la donna?

    A me pare di si.

  50. supermambanana scrive:

    caro gabriele,

    la sua risposta, di cui la ringrazio molto, non è comune avere un interlocutore purtroppo, è oltremodo interessante perché mette in luce il cuore del problema. Lei non vede. Forse ha ragione, forse no, sa, mi piace pensare, quando sono ottimista, che siamo in fase transitoria, in una fase di “paradigm shift”, mi perdoni l’inglesismo. Vogliamo metter da parte la questione femminile? Possiamo, non ci sono problemi: ma quand’anche la accantonassimo per un momento, il senso di dissonanza che comunica questo manifesto non sparirebbe. Provo a spiegarmi lanciandomi in una analogia. Ha presente del periodo quando, secoli fa, far rumori corporali a tavola era non solo non maleducato ma anche segno di approvazione e galanteria verso il padrone di casa? Ecco. Se uno di questo secolo si fosse seduto a quei deschi e avesse iniziato a pontificare sull’opportunità del peto, il padrone di casa e i suoi ospiti lo avrebbero guardato in totale stupore. Perché, loro, non avrebbero capito la manfrina. Loro, NON VEDEVANO, appunto. Ci sarà stato un momento, chissà come e quando, di paradigm shift. Un momento in cui siamo traghettati dall’altra parte in termini di galateo a tavola. Nel periodo intorno a quel momento, ci saranno stati quelli che avevano ormai acquisito la sensibilità di dire che il peto era sconveniente, insieme a quelli fedelmente ancorati alla sana tradizione degli antichi. Ora, a distanza di secoli, il problema non si pone, almeno nel nostro stanco occidente. La cosa è acquisita: il peto a tavola è sconveniente. Non è falso moralismo, non è pudicizia, è soltanto che siamo andati oltre, abbiamo altri modi di esprimerci e comunicare, per fortuna. Io penso, con tutto il rispetto, che lei sia ancora in epoca-peto, e forse non si rende conto che queste immagini, per molti (e molti!) dei suoi interlocutori sono altrettanto rozze e grossolane di un rumore corporale. Non sono piu’ segno di opulenza e grazia, sono proprio brutte, son sconvenienti, son qualcosa che non si dovrebbe fare, se uno fosse educato a modo. Non se l’abbia a male, quindi, se le facciamo presente il nostro moto di disgusto. E se poi consideriamo che sono quasi esclusivamente femminili, queste immagini, ecco che la questione femminile che avevamo fatto uscire dalla porta ritorna prepotente dalla finestra, perché se un peto è sconveniente di per se, quando lo si chiede soltanto ad una categoria diventa anche svilente e degradante. E rifiutarsi di farlo, o denunciarlo, diventa un dovere morale, non solo una forma di galateo. Nella speranza che il paradigm shift non sia troppo lontano ormai (vero, Max e Claudio?), la saluto cordialmente.

  51. Antigonexxx scrive:

    Mi sa che tutti questi commenti negativi su questo tipo di iniziative dimenticano un aspetto cruciale: la crescita e l’educazione delle bambine.

  52. Antigonexxx scrive:

    L’educazione delle bambine è un problema poco importante?Davvero queste proteste sono futili oppure nella prospettiva della crescita delle generazioni future acquistano una nuova luce?quella che le rende proteste non solo utili ma anche necessarie?

  53. Claudio scrive:

    Cara supermambanana, mi permetta brevemente: il peto a tavola è sconveniente, come lei giustamente ricorda, ma è forse un reato ? Qualcuno si potrà offendere e qualcun’altro ci riderà sopra. Vuol dire che se alcuni dei commensali si ritterranno offesi, liberi di andarsene come siete liberi voi di criticare il modo di comunicare del Sig. Gabriele, purchè non si cada nelle offese.

  54. Panzallaria scrive:

    @claudio: nessuno – mi pare – ha offeso qui il sig. Gabriele. Stiamo discutendo. Ci si confronta. E come dici tu, claudio, stiamo esercitando liberamente il nostro spirito critico e la possibilità di sentirci svilite da un messaggio in cui la monetizzazione e un culo vengono associati. il culo è di una donna, fosse stato di un uomo sarebbe stata comunque discultura. ma è di una donna. sospetto che quello di un uomo avrebbe attratto meno potenziali clienti

  55. Claudio scrive:

    Cara francesca sanzo (ideatrice di donne pensanti),
    se lei non percepisce la differenza tra la pubblicità sul manifesto di Sanremo e il programma de “la pupa e il secchione” mi pare inutile continuare a discutere. Penso che come fanno apparire le donne in quel programma sia imparagonabile a tutto il resto.
    Quindi tutti addosso al Sig. Gabriele e come una certa pubblicità menziona: vi piace vincere facile !!!!

  56. Claudio scrive:

    Cara Francesca ,
    assolutamente non critico nulla delle sue affermazioni, nè i toni nè il contenuto. è così che ci si deve confrontare.

  57. Panzallaria scrive:

    @claudio: mi sembra un po’ capzioso e manipolatorio il suo commento per ciò non mi dilungherò che mi sembra che non ci sia volontà di confronto e ascolto. Non stiamo facendo una guerra e non c’è nulla da vincere. stiamo solo tentando di far emergere qualsiasi forma di comunicazione svilisce le donne e ribadisco, programmi orribili come quello e pubblicità come queste la sviliscono. A casa mia lo svilimento non è quantificato in maggiore o minore grado no?

  58. polly scrive:

    la prima impressione che ho avuto di questo slogan, che definire svilente è eufemistico, è stata: “si rivolgono alle donne, vorrebbero farci credere che tutte desideriamo un culo così, che ci renderebbe forse più…scopabili? il solito, triste e abusato retaggio della televisione e della pubblicità che ci dice: tu vuoi una cucina xxx, tu vuoi un ferro da stiro yyy, tu vuoi essere figa.”
    poi ho cliccato, sono entrata in DP e ho osservato meglio il cartellone. E’ allucinante, si stanno rivolgendo agli uomini: tu vuoi possedere quel bel culo.
    E’ una cosa raccapricciante e svilente anche per l’uomo, considerato alla stregua di un animale da riproduzione.
    E poi il tutto è di una volgarità veramente vergognosa.

  59. Panzallaria scrive:

    @claudio: se vorrà continuare a seguire il nostro lavoro vedrà che cercheremo di occuparci di tutte le segnalazioni arriveranno (tv, cartellonistica, ecc). Si tratta di impegno volontario, per ciò ci scusi se non siamo abbastanza veloci ed efficienti come lei ci vorrebbe ;-) Le consiglio di osservare di nuovo attentamente la pubblicità del signor Gabriele e chiedersi insieme a noi cosa c’entra un culo con “questo è tuo”. Può essere ironia, è vero, ma è evidente che è ironia giocata sull’ambiguità sessuale che suscita. A chi piace vincere facile dunque?

  60. francesca passerini scrive:

    E basta. Che si viva la propria vita sessuale in maniera personale, profonda, libera e, possibilmente, matura.
    Certo per tutti il piacere sarebbe meno superficiale ed effimero.
    A me vien da dire…poverino il maschio che ha bisgno di vedere il culo sul cartellone e riderne con l’amico. Probabilmente non ha mai avuto uno tutto suo a cui affezionarsi. O una donna (o uomo) che si affezioni al suo. E povera quella donna che si lascia identificare con il solo deretano.
    Bello l’Amore quando e’ un tutt’uno con piacere RECIPROCO e rispetto RECIPROCO.
    (By the way….”sono stata in Finlandia, paese sessualmente molto free… non esistono cartelloni in giro con donne seminude e in tv non passano sto genere di cose…a buon intenditor…” commento di Alberto letto in “Informare per resistere” e che sottoscrivo=)

  61. supermambanana scrive:

    non e’ reato, infatti. Nessuno vuol mettere in galera nessuno. Cerchiamo solo un modo di far capire, visto che evidentemente non si capisce, il senso di fastidio.

  62. laura a. scrive:

    Ciao a tutte, segnalo che L’UDI sta portando avanti una campagna contro le pubblicità offensive a cui è possibile partecipare in vari modi. Di tutte le iniziative che verranno intraprese hanno in programma di fare dei Quaderni Bianchi da portare a Bruxelles:
    http://unionedonne.altervista.org/index.php/campagne/immagini-amiche.html

  63. dol scrive:

    E semplicemente un’altra ( di miglaia ) pubblicità fatto da persone senza un pizzico di fantasia nè grande individualità. Che tristezza!

  64. Martina scrive:

    Incredibile, sono capitata su questa notizia x caso.. ennesima pubblicità destinata ad un pubblico esclusivamnte maschile: cosa me ne frega, a me che sono donna, di un culo femminile? Cioè, vendono solo agli uomini? Cos’è, un dopobarba?
    Dove sta la sede di questa agenzia di grand’uomini?
    Altro che mail bombing, andiamo ad aspettarli all’entrata!
    Facessero i “creativi” con il culo delle loro nonne…
    La devono smettere, non se ne può più.

  65. freak scrive:

    State ancora a discutere con gente come Claudio?
    Che mi dia il suo indirizzo: vado a spaccargli la faccia.
    Ne ho piene le ovaie, è ora di usare la violenza.
    Tanto questa gente non capisce altro.

  66. Mauro scrive:

    @ freak e Martina
    credevo che il sito si chiamasse donnepensanti, non credo che i vostri commenti fossero coerenti con ciò che si propone questa iniziativa, già a partire dal nome. “Ne ho piene le ovaie, è ora di usare la violenza” sembra quasi scimmiottare una ben nota espressione marcatamente machista; non mi sembra un gran risultato.

  67. francesca sanzo - panzallaria scrive:

    @freak, martina: in effetti concordo con Mauro. I vostri commenti sono violenti e quello che si prefigge donne pensanti è invece il dialogo e la possibilità di sviluppare spirito critico su questi temi che purtroppo sono lo specchio di una grave emergenza culturale italiana che riguarda tutti, donne e uomini. Ci piace la pluralità dei punti di vista ma ricordo a tutti che se si travalica, non è nelle nostre corde, per cui ulteriori commenti di questo genere verranno cancellati.

  68. freak scrive:

    Certo, dialoghiamo…
    la violenza genera violenza, come ha detto qualcuno più grande di me.
    Dopo essere stata molestata da bambina e violentata da grande, mi si chiede di dialogare, pacatamente, ragionevolmente.
    Nessuno dei due uomini che hanno abusato di me ha subìto la benché minima conseguenza: dialoghiamo.
    Guardare immagini che invitano ad usare il corpo di una donna, come è stato usato il mio, è violenza, è oppressione, e io non ho nessuna pietà per chi ne fa uso a fini pubblicitari: si, arriverei anche al punto di spaccargli la faccia.
    Ci mettessero il loro, di culo.

  69. freak scrive:

    Chiediamoci che effetto hanno queste immagini sulla coscienza di un adolescente che ha appena costretto la sua ragazza ad un rapporto.
    Come può questo inquinamento visivo non contribuire a “giustificare”, se non a incentivare, l’uso e l’abuso della donna?
    Cosa succede nell’inconscio di un ragazzo che fin da piccolo si abitua a considerare normali queste immagini? Che uomo diventerà?
    E’ giusto veicolare impunemente questi messaggi, giustificandosi con un “non è illegale”?
    Beh, sapete cosa vi dico? Se non è illegale, dovrebbe esserlo.
    PS
    Scusate i post a raffica, non voglio impestare il blog, ma la violenza di questi spot mi colpisce da vicino, e ancora più mi fa infuriare la cecità di chi (soprattutto se maschio) non vuol vedere quanto sia grave il problema, e che parla superficialmente di censura e moralismo. Ho finito.

  70. Panzallaria - Francesca Sanzo scrive:

    @freak: mi rendo conto che per chi è passato da una violenza sia particolarmente difficile e duro rapportarsi con immagini tanto lesive della donna come persona e trovi in questo gruppo totale accordo sul fatto che si tratti di una gravissima emergenza culturale. Proprio per questo ogni giorno cerchiamo di fare resistenza attiva. La strada del dialogo è la scelta che facciamo anche per differenziarci: rispondere a immagini violente con slogan o azioni violente renderebbe vana la lotta quotidiana per elevarci a persone che sono in grado di proporre alternative diverse.

  71. freak scrive:

    Cara Francesca:
    nonostante il mio sfogo incontrollato, sono d’accordo sul fatto che rispondere con la violenza sia una sciocchezza. D’altronde le mie esperienze personali non hanno nulla a che vedere con l’argomento trattato. Ho solo sbroccato.
    Ma le alternative, ti chiedo, la protesta attiva, non dovrebbero essere più visibili?
    Premetto che apprezzo moltissimo le attività e le iniziative dei vari siti online, blog e quant’altro, che trattano di parità e violenza alle donne, e che seguo e frequento assiduamente.
    Tuttavia, controbattere ai megacartelloni che campeggiano nelle città con iniziative -se pur lodevoli- telematiche, o dibattiti e filmati di cui in pochi fruiscono, è efficace?
    La nostra protesta non dovrebbe uscire dalla rete e rendersi evidente nella realtà?
    La maggior parte della gente che ogni giorno posa lo sguardo su queste immagini non ha nessuna consapevolezza dei problemi di genere: le guardano con indifferenza, come elementi del paesaggio, sono assuefatti.
    Quello che vorrei, nella mia ingenuità, è la diffusione di manifesti, o volantini, o adesivi, o semplici scritte a pennarello, per “marchiare” questi cartelloni.
    Qualcosa che sia visibile a ogni passante, un piccolo sberleffo ironico alla commercializzazione del corpo, un’attività di subvertising.
    Come questa: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/09/22/la-supremazia-della-taglia
    Sto facendo un discorso stupido o già proposto? Troppo ingenuo o irrealizzabile?

  72. Panzallaria - Francesca Sanzo scrive:

    @freak: grazie dei tuoi due ultimi e bellissimi interventi. con donne pensanti stiamo proprio cercando di uscire dall’autoreferenzialità della rete con incontri in luoghi non consueti (lettura delle testimonianze di “Testimonia il femminile” nei parchi, nelle osterie ecc) e con altri progetti che si stanno concretizzando nella real life. Bisogna che sviluppiamo anticorpi, che facciamo in modo – come dici giustamente tu – che questi problemi tocchino la gente comune, quelli che non percepiscono nemmeno la distonia.
    l’idea di marchiare le pubblicità è bella e rischiosa insieme: secondo me bisogna trovare un modo alternativo e dialogico di affrontare la questione (di tutti) perché quello che dobbiamo proporre è un superamento, non la censura. Ma se riusciamo a studiare strade adeguate per azioni provocatorie, sarebbe molto bello. Perché intanto non ti iscrivi alla newsletter o al social net? così puoi anche entrare in un gruppo territoriale e soprattutto fare proposte al vaglio della collettività

  73. Caterina scrive:

    Ciao a tutti, vi ringrazio di continuare nel tentativo di critica e polemica contro questa oggettivizzazione del corpo femminile.
    Siamo tutti stanchi che venga usato e strausato per pubblicizzare persino oggetti che non c’entrano nulla (divani? vacanze? telefonini?)
    Caterina

  74. elena carrano scrive:

    ..UN CONSIGLIO E UNA DOMANDA AL SIG. GABRIELE R….
    “Ha mai pensato che se ci metteva il suo di culo…lo spazio pubblicitario vendeva di più?”…PARLIAMONE..!

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