Donne Pensanti

Io promuovo il rispetto – Appello CONTRO i FEMMINICIDI

banner_femminicidi_webI recenti fatti di cronaca che vedono tragicamente protagoniste numerose donne, vittime di omicidi per mano di uomini impongono una riflessione collettiva.

Con alcune donne variamente impegnate nella questione di genere abbiamo stilato un Appello Contro i femminicidi, per promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul VALORE delle PERSONE che non sono cose da POSSEDERE sia una speranza di cambiamento.

Ognuno di noi ha una responsabilità e dobbiamo ricordarci che promuovendo il rispetto, possiamo contribuire a fermare questa MATTANZA.

Se ti riconosci nell’Appello, ti chiediamo di sottoscriverlo lasciando un commento a questo post e SOPRATTUTTO di DIFFONDERLO in maniera CAPILLARE su blog, organi di stampa, mailing agli amici.

Puoi utilizzare anche il banner e includerlo sul tuo blog, sito copiando questo codice:

Non è ABBASTANZA ma è FONDAMENTALE per creare un po’ di CONSAPEVOLEZZA.

“Una donna uccisa dal proprio uomo, compagno, fidanzato, ogni tre giorni è una guerra a bassa intensità che accade tutti i giorni sotto gli occhi di tutti ma della quale non si parla.”
Sandro Bellassai – Maschile Plurale

Dal 20 giugno scorso, in poco più di venti giorni sono state assassinate undici donne dal

compagno o dall’ex.

Tra le vittime anche un uomo, il nuovo fidanzato di una delle vittime. La più giovane aveva sedici anni, la più ‘vecchia’ poco più di quaranta.

In base ai dati statistici raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna, in Italia una donna muore assassinata dal partner ogni due/tre giorni. Sono oltre 100 le donne che ogni anno, dopo anni di violenze e stalking vengono assassinate per mano di un familiare, oppure mentre stanno affrontando la separazione.

E’ significativo che il rischio di essere assassinata per una donna aumenti proprio quando sta affermando la propria volontà di interrompere la relazione. Il fenomeno del ‘femminicidio’ in Europa aumenta mentre complessivamente sono in calo gli omicidi anche quelli attuati dalla criminalità.

Che dire?

Dopo un bollettino siffatto i non-italiani potrebbero chiedersi se si tratta di un’escalation pakistana, dall’acido solforico all’assassinio.

Invece, è Italia.

In questi ultimi giorni, molti sono i commentatori ed i blogger che offrono un’analisi del fenomeno.

Non tutte convincenti.

Ovviamente, c’è anche chi straparla: “Se la sono cercata”, “Le donne fomentano”, “Le donne esasperano”. C’è anche un blogger elvetico che chiede parità di informazione per uomini malversati e picchiati dalle donne. Addirittura, la Legge italiana sentenzia attenuanti alle condanne se la donna picchiata sapeva reagire o si dimostrava ‘poco vittima’.

Sembra, a volte, che si indulga più facilmente a capire questi delitti che non a condannarli tout.

Per la nostra proteiforme opinione pubblica potrebbe andare bene quasi tutto – dall’insicurezza maschile, al contagio comportamentale (tipo le ondate di suicidi), dalla debolezza affettiva, all’attaccamento materno mai risolto – ma delle lacune (lagune, potremmo dire!) di cultura e civiltà non se ne può parlare?

Nonostante ci si riempia di indignazione e di pubbliche condanne, il mainstreaming italiano (di cui fa parte anche una sorniona e compiacente elite intellettuale) incita gli uomini a pensarsi onnipotenti e a disporre delle vite degli altri, mogli, amiche, compagne, fidanzate, madri e – non dimentichiamolo – figli.

Sono i fatti che ce lo dimostrano.

Le donne diventano cose e in quanto cose possono essere buttate, distrutte, eliminate quando non sono più di colui che se ne sente proprietario. La logica dell’utilizzatore finale ha preso il sopravvento e, in effetti, a ben guardare, alle vittime dei numerosi reati non è offerta altra opzione che la FINE. Si parla del “solito psicopatico”, del caldo che fa ammattire per portare fuori da noi il MOSTRO, illuderci che non si possa fare nulla.

E invece esiste un’EMERGENZA e riguarda le donne in primis perché soggetti deboli ma è trasversale a generi e etnie: il RISPETTO dell’altro è stato barattato con l’esercizio di POTERE sull’altro.

Non è più tempo di demandare.

E’ giunto il momento che ognuno di noi prenda coscienza della propria responsabilità sociale e civile.

Dobbiamo agire, promuovere una sensibilità che abbia a cuore i diritti degli altri, delle donne, dei deboli.

Siamo sicuri che l’immaginario stereotipato (donna/merce; donna/moglie e mamma) che riguarda il femminile e che investe POLITICA, MEDIA, PUBBLICITA’ non abbia un ruolo in tutto quello che sta succedendo?

Lo stesso Presidente Napolitano, riferendosi allo stile di comunicazione svilente per le donne parla di “contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche”.

Siamo sicuri che un cambiamento di percezione nei confronti del femminile e la promozione del rispetto non servano ad arenare il MOSTRO?

I ‘femminicidi’ ci riguardano TUTTI.

Riguardano la nostra società.

Riguardano gli uomini.

Riguardano le donne.

Riguardano i nostri figli e le nostre figlie.

Tocca a noi oggi.

Domani è già troppo tardi.

Nadia Somma, Marika Borrelli, Francesca Sanzo

Straniamenti. Come lo sguardo dell’altro può aiutarci a smantellare gli stereotipi sessisti Come è andata a finire? Storia di buone pratiche

347 Responses to “Io promuovo il rispetto – Appello CONTRO i FEMMINICIDI”

  1. Elena scrive:

    Sfortunatamente non posso fare altro che condividere questo argomento, qualsiasi altra cosa si potrà fare io sarò partecipe.

  2. Elena scrive:

    Ottimo articolo che condivido pienamente! Complimenti! Ho già inserito il banner nel mio blog!

  3. Isabella scrive:

    sono stata fortunata molti anni addietro quando il mio ex fidanzato ha provato più volte a farmi del male fisicamente, in una di queste occasioni alzo il freno a mano mentre guidavo e la macchina ribaltandosi mi fece finire sull’asfalto dove oggi ancora dopo 16 anni porto le cicatrici e lui nn si fece nulla, ho lottato per liberarmene, ho denunciato ma fino a qualche anno addietro ancora poco si faceva per coloro che ti perseguitano perchè non accettano che li lasci e vai via. Firmo questo appello perchè spero che giorno dopo giorno questa situazione allarmante venga sempre più fuori per aiutare donne che hanno paura di parlare.

  4. Stefania C scrive:

    Sottoscrivo! E’ la cultura che deve cambiare, ci devono essere piu’ occasioni di riflessione, in cui si sottolinea che le donne sono persone.

  5. silvia trevisan scrive:

    Io aderisco!

  6. Rosy Mazzaccherini Grosseto scrive:

    Siamo nel 2010 e ancora continuano ha verificarsi femminicidi.

  7. Ale scrive:

    Condivido il vostro appello e lo pubbico sul mio profilo

  8. elena tognoni scrive:

    l’unica “arma” e nostra disposizione è una nuova EDUCAZIONE AL ROSPETTO DEI GENERI, in particolare al rispetto del genere femminile. BASTA CARNE DA MACELLO, BASTA OGGETTI SESSUALI!!

  9. Paola scrive:

    Sottoscrivo e condivido!

  10. Vittoria Giovannini scrive:

    sottoscrivo in pieno. Brave! grazie!

  11. Annie scrive:

    bisogna parlarne e poi FARE qualcosa!!!

    io aderisco.

  12. eleonora tiseni scrive:

    E’ davvero gravissimo e agghiacciante quello che sta succcedendo. E’ necessario fare qualcosa partendo dalla famiglia e le scuole, educare al rispetto per l’altro, a costruire relazioni sane con il prossimo e l’altro sesso. eleonora tiseni.

  13. PINA DARAIO scrive:

    SOTTOSCRIVO E CONDIVIDO!

  14. Jane Cole scrive:

    Ovviamente sottoscrivo e diffondo sia su facebook che sul mio blog.

  15. Monica Seksich scrive:

    aderisco!!!

  16. Barbara Consolini scrive:

    Inaccettabile! Basta con la violenza, investiamo di più nell’educazione e nella cultura del vivere insieme rispettandosi!

  17. ilaria scrive:

    sottoscrivo, diffondo su twitter e su blog

  18. Tiziana scrive:

    Aderisco!!!

  19. Tick scrive:

    I femminicidi non riguardano NOI. Riguardano i maschi. Ma la cosa più preoccupante è che gli Uomini nulla dicono. Tacciono. Non li ho mai visti in piazza a dichiarare la loro assoluta contrarietà nei confronti di tali delitti; a urlarlo a squarciagola; a volantinare; a parlare con i maschi e discuterne vis a vis. Il silenzio è assordante (tranne qualche sito che resta nel virtuale) Un silenzio che li rende complici. Non rompere questa “solidarietà” tra maschio e Uomo è la prima causa di tutto ciò. Si facciano avanti, se vogliono dimostrare consapevolezza e coraggio. Facciano una SCELTA CULTURALE. Dichiarino espressamente il loro disappunto, la reale disapprovazione. Avranno molto, molto da guadagnarci. E se non sono in grado, bene, allora ci spieghino il perché. Ce lo spieghino dal loro punto di vista. Grazie.

  20. michela bonora scrive:

    Putroppo gli omicidi di questi ultimi giorni sono “solo” la punta dell’iceberg, pochi dei tantissimi fatti di violenza di genere che ogni giorno si consumano tra le mura della famiglia italiana. il mito della mulino bianco è ormai tramontato, tutti sanno ma nessuno parla e questo atteggiamento di omertà è la doppia condanna per le donne: vittime della violenza e vittime del silenzio che le circonda. Da circa un mese mi trovo in Spagna, a Valencia, per studiare la legge sulla violenza di genere e le sue misure, in particolare i programmi rieducativi per gli uomini condannati a tali reati. Qui in spagna, per essere condannati non serve aver alzato le mani nemmeno una volta ma bastano un insulto, una minaccia. e non perche qui gli uomini siano diversi o la Spagna sia favorevole alle condanne a casaccio ma semplicemente perchè la ricerca ha dimostrato che la morte per violenza è uno stillicidio e intervenire sulla minaccia di oggi significa realmente fare prevenzione contro una morte del domani. questo è lo spirito che voglio importare in Italia, e questo è quello che esporto quando vado all’estero e per il semplice fatto di essere italiana mi sento chiamare “velina”. La legge cambia la cultura e le persone cambiano la legge quindi.. al lavoro. PER CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO A QUESTI PROGRAMMI PUO CONTATTARMI VIA E MAIL michela.bonora@hotmail.it

  21. barbara scrive:

    sottoscrivo…credo che non sia un problema di psicopatico e quindi di violenza legata ad una persona affetta da malattia mentale. Qui c’è in ballo la cultura e l’educazione maschile che,in alcuni casi,sfocia in atteggiamenti fuori misura,violenti,tragici. Le donne stesse devono insegnare ai loro piccoli a confrontarsi in modo equilibrato.

  22. Manuela Cervetti scrive:

    Sottoscrivo questo appello, lo sdegno e la preoccupazione per questo bollettino di guerra che accenna a non fermarsi sono davvvero forti e non si può ignorare il problema.

  23. Tiziana scrive:

    sottoscrivo, lo faccio al 100%, non si può accettare, non si deve accettare, si deve solo denunciare, senza paura, e farsi aiutare e sostenere nei momenti più difficili, ci sono troppe donne in questa situazione!

  24. Giorgia Vezzoli scrive:

    Sottoscrivo e diffondo!

    Giorgia Vezzoli
    (Vita da streghe)

  25. Ivana Stazio scrive:

    Sottoscrivo!
    Troppo facile parlare di mostri. Il femminicidio è la punta dell’iceberg di un modello distorto di rapporto tra i generi che è quello dominante nella nostra società ancora patriarcale e machista. Sta a noi, donne e uomini che non si riconoscono in questo modello – che è quello propagandato ogni giorno da media, pubblicità, riviste, ecc.. – farci avanti a rivendicare con forza un cambiamento. Insieme possiamo farcela. Grazie!

  26. Sara Matijacic scrive:

    Sottoscrivo pure io e condivido. Ricordiamoci che ognuno di noi nel suo piccolo può far molto affinchè queste cose non si ripetano.

  27. emanuela scrive:

    condivido e diffondo!
    sono con voi

  28. ilaria scrive:

    condivido pienamente!!!

  29. Oltre l’inaccettabile. Molto di più che vergognoso.

  30. LOLA60 scrive:

    putroppo anche io non posso fare molto. comunque condivido e diffondo.

  31. Stefania scrive:

    Sai che la penso esattamente come voi.
    Ed esattamente come voi sono sconvolta da quello che sta succedendo in questi giorni.
    Gli ultimi due post del mio blog parlano proprio di questo.
    Inserisco subito il link e condivido.

  32. Chiara Petrone scrive:

    Sottoscrivo e diffondo la protervia cultura del femminicidio e della mancanza di rispetto nei confronti delle donne va fermata ORA

  33. Irene scrive:

    Sottoscrivo,
    condivido,
    diffondo e mi indigno!

    irene

  34. lisa scrive:

    condivido, brave.

  35. Elisabetta La Torre scrive:

    condivido e sottoscrivo senz’altro…

  36. Alice Corradini scrive:

    condivido e inserisco nel blog il banner!!!

  37. michela bonora scrive:

    molto bene, mi fa piacere trovare tutto questo consenso! quando ho iniziato la mia battaglia per far conoscere questi programmi ho riscontrato molta resistenza e questo aveva un pò bloccato il mio entusiasmo.. ma ora che vedo che anche in italia si fa strada questa possibilità andrò avanti a studiare questi programmi innovativi e speriamo che presto ci sia una possibilità di sperimentarli amnche da noi!

  38. PINA scrive:

    E’ veramente vergognoso. Aderisco!

  39. Sottoscriviamo e diffondiamo!

  40. SABRINA DI NAPOLI scrive:

    io sto dalla parte delel donne. Delle donne che lasciano. Delle donne che sbagliano. Delle donne che hanno il coraggio di dire no. Io sto dalla parte delle donne e degli uomini che stanno dalla parte delle donne. :-) Diffondo la cultura dalla parte delle donne
    La denuncia è sacrosanta. Il rispetto fondamentale in ogni relazione umana.

  41. Francesca Menegon scrive:

    Come donna e come presidente dell’associazione femmiile VocidiDONNE aderiamo all’appello che crheremo di diffondere nel nostro piccolo biellese.

  42. Serena Massaro scrive:

    io aderisco

  43. Agata scrive:

    ci sono! sottoscrivo e diffondo.

  44. Luisa Tanzi scrive:

    aderisco, sottoscrivo, diffondo e autorizzo al trattamento dei miei dati, talora servissero:
    Luisa Tanzi
    Jesi (An)

  45. Caterina Avenali scrive:

    Aderisco, mi intristisco e sottoscrivo incavolata.

  46. Marilena scrive:

    aderisco e sottoscrivo , gia’ condiviso su Facebook e metti i link nei mie blog
    Marilena Sartori
    Vicenza

  47. Arianna Martignon scrive:

    Aderisco con profonda tristezza.

  48. @Tick (e a tutt*, ovviamente)
    Io il mio lo faccio. Ma il meccanismo mediatico di copertura, oscuramento, boicottaggio, attacco, funziona anche per quei maschi che si oppongono apertamente a questo andazzo – che sono, è ovvio, molti meno anche delle donne che si oppongono apertamente. Non vuole essere una scusa né una giustificazione, per ora è una constatazione. Io ci sto provando. E’ ancora pochissimo, è ancora niente, ma lo sto facendo. Per ora, com’è ovvio, è più facile trovare attestati di stima da donne che supporto operativo da uomini. Ma sta arrivando anche quello. Io me lo dico da solo: dàje, e non voglio né aiuto né accoglienza. Se no è inutile.

  49. Elisa scrive:

    Condivido e mi associo: è ora di dire basta!

  50. Isabella Bruno scrive:

    Ho inserito il banner sulla bacheca FB. Cos’altro aggiungere? Sto pubblicando, in questi gg, gli articoli di Veneziani, Massimo Fini, etc., di tutti quelli che facendo appello ad una sottocultura, continuano a danneggiarci…devo dire che anche molti uomini sono disgustati da quanto scritto.

  51. Alice Twain scrive:

    Aderisco e propago in ogni dove!

  52. Sara scrive:

    Aderisco e mi pronuncio nello stesso modo anche contro le violenze e le vessazioni nei confronti di LGBT

  53. Eleonora scrive:

    Sottoscrivo e diffondo in ogni modo possibile!

  54. Tick scrive:

    Caro Lorenzo, come capirai non scrivo sulle poche, pochissime “individualità” che – come nel TUO specifico caso – si muovono nel senso che prima ho “augurato”. La solidarietà maschile l’ho vista in un documentario Rai che faceva vedere la gran quantità di maschi e Uomini che scendevano in piazza per chiedere una legge sull’aborto nei ‘70. Come dice la pubblicità? “Vuoi vincere facile facile?” Come vedi, la discesa in piazza c’è stata… Personalmente non credo di sentirmi “in dovere” di educare o ri-educare i maschi. Una Donna morta, non lo potrà mai fare. Una Donna viva, deve essere in grado di mettere in forte discussione il SILENZIO dell’Uomo. Anche l’Uomo che le sta accanto. Senza il timore diffuso di perdere l’eventuale stima del partner. Se la perde, beh, forse, dico forse, non è proprio il partner giusto… Mi rallegra molto, DAVVERO, aver letto il tuo commento. Grazie

  55. betty scrive:

    io ci sono

  56. Eloisa Morra scrive:

    CONDIVIDO!

  57. Paola scrive:

    Non rassegnarsi alla sconfitta è una delle cose più gravi che ci possa essere. Sempre di più non si hanno, permettetemi l’espressione, le “palle” di superare gli ostacoli. Anziché trovare soluzioni le difficoltà vengono eliminate ancor prima di affrontarle. Pauroso. La generazione dei nostri giovani studenti sta crescendo così…

  58. MammaNews scrive:

    non posso non condividere.

  59. condivido e sottoscrivo

  60. ombretta gamberini scrive:

    condivido e sottoscrivo

  61. Federica Teodori scrive:

    Condivido e diffondo più che posso!

  62. mlcbrown scrive:

    grazie,metterò il banner nel mio blog

  63. Daniela Catellani scrive:

    condivido e sottoscrivo questo appello perchè sono una donna che credeva di vivere in un paese civile e invece vivo nel paese degli”utilizzatori finali”..espressione infelice ,ma molto,molto esplicativa!!!!!!!!!!

  64. Maria Luisa de Simone scrive:

    condivido e diffondo l’appello

  65. marilena scrive:

    dobbiamo insegnare ai nostri figli e figlie il rispetto reciproco, l’autostima, la respondsabilità, la capacità di gestire e risolvere i conflitti, ad amare ead accettare di non essere più amati. Dobbiamo costruire con i nostri compagni un rapporto d’amore basato sul rispetto e la libertà e non sul possesso. l’amore vero comprende anche l’accettazione della sua fine. Ma le culture dominanti del pianeta non comprendono la pari dignità tra uomo e donna, sono profondamnete maschiliste e improntate sul dominio del “maschio” e della sottomissione della “femmina”. La battaglia non può che essere radicale e culturale.

  66. Marcella Mastrorocco scrive:

    Sottoscrivo

  67. flavia scrive:

    Sottoscrivo tutte le posizioni che inducano ad approcciare il problema dal punto di vista politico, evidenziandone l’origine nei rapporti di potere ancora sbilanciati tra i generi. Purtroppo i media riportano le notizie di queste uccisioni come fossero casi isolati ed estemporanei. Mentre se una categoria di individui ne opprime un’altra, il problema è politico e sociale, non è cronaca nera.

  68. Valeria scrive:

    Sottoscrivo e condivido pienamente l’appello, lo diffondo tra i miei contatti.

  69. claudia mancosu scrive:

    Sottoscrivo e condivido.
    La mttanza deve finire. Basta Fidanzati che non accettano un no. Basta ex mariti che uccidono e cercano comprensione dicendo che l’ hanno fatto “per amore”.
    Io non lo comprendo e non voglio comprendere perchè cercando di capire si giustifica.
    Nessuna giustificazione.
    Dovremmo chiedere che venga approvata una legge che riconosca coem reato il femminicidio: l’omicidio di genere, aggravato se l’omicida è un familiare della vittima, uno di cui la vittima si fidava. Essere un ex marito , un padre , un fidanzato gelosi non dev’essere più un’attenuante “passionale” ma un’aggravante!
    Non si può venire assassinate solo perchè si è donne.
    Claudia

  70. la meringa scrive:

    Ovviamente sottoscrivo e difforndo anch’io!

  71. Maria Barletta scrive:

    Insegniamo ai nostri figli il rispetto dell’altro come persona qualunque cosa pensi anche se ha le idee opposte alle nostre e non risponde ai nostri canoni di bellezza e modo di pensare, ma soprattutto ricordiamoci di essere noi il primo esempio per loro. La vita è troppo breve per arrogarci il diritto di accenderla o spegnerla a nostro piacimento. Lasciamo agli altri il ‘piacere’ di sbagliare così come piace a noi e perdoniamo perdoniamo perdoniamo

  72. Ketty Increta scrive:

    Approvo e diffondo

  73. aurelia scrive:

    aderisco e sottoscrivo!
    aurelia

  74. Aderiamo all’appello affinche’ termini questa “mattanza”

  75. maria ida scrive:

    inorridisco, aderisco. agisco

  76. Marco Trotta scrive:

    Sottoscrivo e diffondo

  77. Maria Lorena Baraldi scrive:

    Aderisco e sottoscrivo come tutte prima di me
    con un velo di malinconia, dopo tanti anni dal 68 in poi a combattere contro la cultura sessista fuori di casa e dentro la famiglia, siamo ancora qui a lottare e a stupirci come nella sostanza non sia cambiato nulla.Se mai la paura dei maschi di cedere potere è accresciuta è diventata più aggressiva più distruttiva non solo fisicamente ma anche verbalmente.Ma noi donne di allora volevamo stimolare il confronto per far nascere un nuovo modo di intendere il rapporto uomo-donna
    più equilibrato. Alziamo la testa aiutiamoci reciprocamente facciamo in modo che le giovani donne sappiano creare una nuova cultura del rispetto.

  78. Federica scrive:

    :-(

  79. Federica scrive:

    Adesso bastaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

  80. maurizio scrive:

    condivido e PPROVO IN PIENO

  81. grazia degl'innocenti scrive:

    aderisco per forza contro l’indifferenza e la cultura di girare la testa dall’altra parte. E dico ai miei figli maschi di indignarsi in ugual misura e di non banalizzare mai quello che vedono intorno.

  82. Franca Lach scrive:

    aderisco, e spero. che si riesca, insieme, a cambiare.

  83. Lorenza Valentini scrive:

    Certo che sottoscrivo.

  84. arguzia scrive:

    Sottoscrivo e anche io promuovo il Rispetto.

  85. alessandra angelucci scrive:

    Ovviamente sottoscrivo e ricordo che Zapatero non sarà poi il migliore presidente del Consiglio del mondo, però una delle prime leggi che ha fatto insediandosi è stata quella contro la violenza di genere.
    E’ ovvio che la vilenza contro le donne è un grave problema “”"culurale”"” e psichico, ma una legislazione chiara, forte e applicata, sarebbe comunque un segnale, non credete?

  86. Maria domanica scrive:

    Aderisco

  87. Mary scrive:

    Sottoscrivo
    Maria grazia verderame
    Un altro genere di comunicazione

  88. Milamber scrive:

    Una donna ogni tre giorni viene assassinata da un uomo; tragico!
    Un uomo ogni giorno viene assassinato; e questo?

    Smettetela di differenziare la gravità di un reato (l’omicidio) in base al sesso della vittima e del carnefice; vi dimostrate soltanto più sessiste di coloro che accusate di sessismo

  89. adele falabella scrive:

    Alla base di tutto c’è la cultura del rispetto:verso se stessi e verso gli altri.
    Aderisco e condivido,ringraziandovi per la vostra iniziativa.

  90. marina scrive:

    aderisco

  91. Sottocrivo e condivido.. ricordo che sull’argomento ho appena pubblicato un romanzo ‘Il corpo non sbaglia’ (Salani) che è una denuncia della violenza contro le donne ma soprattutto dei meccanismi psicologici e culturali che rendono possibile la violenza e che sono particolarmente pericolosi in un paese come il nostro che non li considera tali! Qualsiasi iniziativa volta a diffondere questa consapevolezza non può che trovarmi schierata, complimenti a donne pensanti! lidia

  92. lilli scrive:

    ho ricopiato il testo sulla mia bacheca di fb citando il blog per diffonderlo tra i miei amici
    lilli

  93. michela scrive:

    Aderisco e diffondo!!

  94. Valeria scrive:

    Sottoscrivo, condivido, diffondo.

  95. Dario scrive:

    Condivido ogni cosa del vostro appello e lo sottoscrivo, impegnandomi a promuoverlo, non solo oggi.

  96. Angela scrive:

    Condivido e diffondo.

  97. Betty scrive:

    E’ assurdo che in un paese così detto civile non si faccia niente per arginare questa piaga…qualsiasi violenza psicologica o fisica è un crimine.

  98. Maria scrive:

    sottoscrivo e diffondo

  99. gianna glionna scrive:

    Ovvio che si promuove il rispetto, ma indignarsi davanti all’effetto: serve? Come dicono i buddisti, e lo trovo assolutamente vero, non possiamo cambiare l’effetto, bisogna lavorare sulla causa.

  100. Elena Baiguera Beltrami scrive:

    Ci vuole molta attenzione e molto interesse nei confronti di questi temi per stimolare azioni giuridiche mirate, ma anche una rete sociale in grado di segnalare e prevenire situazioni a rischio.
    Le donne per prime non devono avere paura di aprirsi e comunicare il propio disagio.

  101. adriana ciribuchi scrive:

    condivido e diffondo,,purtroppo questo è solo ciò che si vede e che si viene a sapere,credo che ancora le donne non denuncino abbastanza e che ci sia ancora molto da fare,,facciamoci coraggio facciamoci sentire insieme si può..

  102. laura scrive:

    Io credo che tutte le mamme debbano educare i propri figli maschi ad avere rispetto per la donne, poi la scuola, aggiungere alle materie scolastiche l’educazione ed il rispetto per l’altro sesso. In Spagna credo che già nelle scuole si discuta di questo tema in base ad un legge approvata nel 2009.

  103. maida scrive:

    Firmo e diffondo su FB

  104. Antonio Boreelli scrive:

    Io aderisco

  105. Luca scrive:

    Aderisco e diffondo! E’ inconcepibile tutto questo!

  106. lilia scrive:

    Condivido,assolutamente!Troppe donne uccise!

  107. Davide Valenti scrive:

    Sottoscrivo e diffondo!

  108. david ardito scrive:

    aderisco!

  109. ARRENDETEVI! SIAMO DONNE!!!!

  110. Daniela scrive:

    Pubblicato l’articolo sul mio blog, non sottovalutiamo il passaparola..

  111. annalisa scrive:

    Sono d’accordo, metterò un link sul mio blog. L’immagine della donna promossa dai media è fuorviante, bisogna fare qualcosa affinchè le ragazze non vi si riconoscano e i ragazzi capiscano che le donne sono persone come loro, non bambole.

  112. Rita scrive:

    Trovo la violenza sulle donne inaccettabile ma dobbiamo lottare per cambiare la mentalità maschilista di ritorno e l’accettazione passiva di alcune di noi purtroppo.
    Condivido e diffondo.

  113. mirella scrive:

    ovviamente condivido. basta!

  114. Cinzia Marroccoli scrive:

    Sono pianamente d’accordo, sulla mia pagina e su quella della mia associazione cerco di portare avanti un cambiamento culturale, sono su fb principalemte per questo.

  115. Alessia scrive:

    Condivido tutto pienamente! Grazie!

  116. elisabetta toccafondi scrive:

    sottoscrivo!

  117. milena montori scrive:

    aderisco cn piacere! BASTA!!

  118. lucia scrive:

    condivido in pieno l’iniziativa e sottoscrivo…

  119. Simona Mazzoli scrive:

    Aderisco e sottoscrivo

  120. roberta scrive:

    Sottoscrivo e mi indigno.
    Io sono felicemente sposata con un uomo meraviglioso che non mi metterebbe mai una mano addosso se non per amore e che si indigna e si incazza come una iena quando succedono queste cose.
    Mi sono sempre battuta contro la cultura del “se la sono cercata”, “ora le donne sono cambiate” e soprattutto l’oggettizzazione della donna, spesso portata avanti dalle stesse donne.
    Mi è anche capitato di sentirmi dire da alcune donne in occasione di un mio intervento nel quale avevo osservato che se ci fossero meno donne che usano il corpo anche a scapito delle altre che, se la pensavo in questo modo, era perchè sono brutta.
    Può anche essere vero, ma non mi pare che sia quello il punto.
    Se noi siamo le nostre prime nemiche è difficile che riusciamo sconfiggere gli altri rischi che corriamo.
    Difendiamoci e non abituiamoci.

  121. giovanna consonni scrive:

    condivido

  122. Irene Alesini scrive:

    eccomi!

  123. Marianna scrive:

    messo banner nel mio forum e speriamo che possa davvero aiutare…

  124. katia scrive:

    non potrei non condividere.
    k

  125. Paola scrive:

    Condivido! “Per ogni donna uccisa, violentata, offesa, siamo tutte parte lesa!”

  126. Patrizia scrive:

    Condivido in pieno

  127. Doris scrive:

    rimango sempre stufetta dall’odio che certi uomini arrivano a provare

  128. Aderico all’apello e vi invio un mio articoloo su tutta la questione.
    Eleonora aveva 16 anni Stampa E-mail
    Scritto da Maria Grazia Negrini
    mercoledì 14 luglio 2010
    Eleonora aveva 16 anni, l’età dei sogni. Perché a 16 anni si sogna di studiare, di lavorare e magari, chissà, di diventare una velina o di trovare il principe azzurro. Eleonora pensava di averlo incontrato, poi si accorge che evidentemente tanto “azzurro” non lo era. Lo lascia, desidera tornare ai suoi sogni di adolescente, alla sua libertà. Fabio, non è in grado di reggere l’abbandono di Eleonora e la uccide freddamente in strada con un colpo di pistola alla testa che poi punta contro di lui.

    I giornali spiegano il gesto con il dolore dell’abbandono. Fabio è troppo fragile, quanto lo può essere un giovane di 30 anni, con una laurea in Biologia per reggere lo “scempio” di essere lasciato da una sedicenne e viene colto da “lucida follia prolungata”. Questa è la più recente allocuzione per definire il “femminicidio” nel nostro paese. Non si può parlare di raptus. Del resto, gli esperti, affermano da tempo che il raptus non esiste. Ora, chiamano “lucida follia prolungata” per raccontare dell’assassino di Maria e Sonia legate dall’atto che sono state assassinate dalla mano, a distanza di alcune ore l’una dall’altra, di Gaetano, dall’ex amante ed ex conoscente di entrambe, già denunciato per stalking.

    Ancora, Anna Maria, dimenticata nei primi giorni dalle notizie delle pagine “nazionali”, probabilmente relegata in un piccolo trafiletto sulla cronaca locale, perché, a causa del luogo del ritrovamento del cadavere, e non riconosciuta immediatamente, gli investigatori l’avevano scambiata per una prostituta straniera, quindi non degna di rilevanza. Che volete, una straniera e prostituta che viene uccisa, non fa più notizia. Gli investigatori si accorgono, in seguito, dai vestiti indossati dalla donna, che si tratta di abiti di buona marca, quindi non può essere una prostituta straniera. La riconoscono e scoprono che è una collaboratrice de Il Tempo e scrittrice. Ha appena terminato un libro che avrebbe presentato da lì a pochi giorni. La notizia diventa un avvenimento degno delle pagine più importanti. Mica si può trascurare la notizia della morte di una donna così autorevole! Il suo assassino, Leopoldo, forse aveva avuto una brevissima storia con Anna Maria. Poi Anna Maria gli ha detto che il rapporto era finito, e lui, povero e abbandonato, naturalmente non ha retto a tal dolore, e l’ha strangolata. Lucida e prolungata follia? Margarethe von Trotta usò questa allocuzione per il titolo di un suo bellissimo film, che parlava, al contrario, di donne. Ma si sa, oggi si è raggiunta la parità, quindi recuperiamola questa definizione al fine di “giustificare” gesti che come ognuna di noi donne SA BENE, non sono dettati da follia. Ho scelto questi due esempi come rappresentativi e significativi di un nuovo modo di leggere il femminicidio. L’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine, ma non intendo turbare con le notizie eclatanti né le donne, né i “poveri” uomini abbandonati.

    Mi sorge il dubbio, penso legittimo, che nel 2010, gli uomini fatichino un po’ ad accettare che le donne sono persone, titolari di diritti civili, sociali, politici e di libertà conquistata con lotte, fatiche, lutti e anche sconfitte. Eppure, ci siamo, cari uomini, dovete accettarci. Se ci pensate un momento, siamo noi a darvi la vita.

    Siamo stanche di tanta violenza nei nostri confronti. E lo siamo ancora di più quando leggiamo dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione che, nel giudicare un caso di maltrattamento in famiglia (molto più diffusa di quella che avviene nelle strade ad opera di sconosciuti), ha assolto il marito violento ed ha sottolineato che “la condizione psicologica della moglie, per nulla intimorita dal comportamento del marito, era solo quella di una persona scossa, esasperata, molto carica emotivamente”. Secondo i giudici “nelle motivazioni d’appello non c’è alcuna indicazione che deponga per la sussistenza di una volontà sopraffattrice” del marito. E ancora si prosegue “perché sussista il reato di maltrattamenti in famiglia occorre che sia accertata una condotta (consistente in aggressioni fisiche o vessazioni o manifestazioni di disprezzo) abitualmente lesiva dell’integrità fisica e del patrimonio morale della persona offesa che, a causa di ciò, versa in una condizione di sofferenza”, in base a queste considerazioni gli ‘Ermellini’ hanno annullato la condanna precedente dell’imputato.

    Siamo stanche di pensare ad istituzioni che pure facendo leggi e leggine, di fatto non assumono nessuna responsabilità rispetto a ciò che accade contro le donne. Non solo i fondi necessari non sono sufficienti a far sopravvivere i tanti luoghi di aiuto ed accoglienza per donne che subiscono violenza soprattutto all’interno della famiglia, o da uomini di cui si fidano, ma soprattutto, non esiste una condanna “sociale” di tale comportamento lesivo e micidiale nei confronti delle donne.

    Allora il discorso si sposta di nuovo sulla nostra presenza, sulla pratica della nostra libertà, sulla prevenzione alla costruzione di rapporti di genere basati sul reciproco rispetto e non sulla sopraffazione di un sesso sull’altro. Gli uomini non sono attoniti e fragili, sono assolutamente consapevoli che in questi anni è sfuggito loro, nonostante un nuovo costrutto legislativo, il controllo sociale sulle donne. E questo non può essere tollerato dal mondo maschile, ne rivoluziona completamente i canoni tradizionali.

    Non possiamo più essere solo STANCHE. Dobbiamo arrabbiarci, farci sentire, e finalmente pretendere da parte degli uomini cui è rimasto un minimo di dignità, il pagamento di un credito che loro hanno storicamente nei nostri confronti. Pretendiamo che loro prendano la parola per dichiarare il loro rifiuto ad una pratica universale che ci vuole morte. Non vogliamo essere né sentirci vittime, desideriamo poter vivere la nostra libertà conquistata, non desideriamo tornare indietro, perché non è possibile per nessuna di noi, rinunciare ai nostri desideri, alle nostre vite, ai nostri progetti. Se le situazioni non mutano, saremo sempre più vicino alla barbarie, e quando questa si pratica vale per tutti: donne, uomini, bambine, bambini, lesbiche, gay, transessuali, ecc. Vale per tutto ciò che è diverso, perché fa paura. Abbiamo pulito e ripulito il mondo, ora è compito di voi uomini mantenerlo lindo.

    Maria Grazia Negrini, Presidente della Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza della città – Bologna

  129. tracy scrive:

    condivido ed aderisco

  130. Paola Favaretti scrive:

    “E una realta’ inaccettabile. ma non mi fermerei solo al problema donne ; il problema ‘e la violenza, che deve essere combattuta, verso qualsiasi essere umano.

  131. manuela scrive:

    in realtà il patriarcato è morto, ma questi sono i più feroci colpi di coda che dobbiamo affrontare.l’uomo occidentale è in una fase di grave smarrimento dovuto al fatto che fino a non molto tempo fa era incontrastato e legittimato dominatore. aveva quindi un ruolo ben preciso e le cose funzionavano solo con l”equilibrio” creato dalla sottomissione della donna. non appena il potere decisionale, dopo un cammino lungo e faticoso,è stato assunto anche dalla donna,e quindi soprattutto nell’ambito familiare ha un valore e rivendica la possibilità di contrattare e chiedere, il maschio è caduto da quel piedistallo millenario, ma completamente smarrito e certo di essere vittima di una donna aggressiva(come ci descrivono)e “cattiva”. è proprio una pericolosa regressione che si attua però in un uomo adulto che si sente escluso e rifiutato dalla donna. sono convinta che le esclusioni sono per tutto il genere umano fonte di conflitto. non c’è nulla che ci fa più paura di questo, perchè si attua una negazione,quindi non essere visti, non esistere, essere morti.e come sappiamo la morte, anche per programmazione di specie, è la cosa che ci atterrisce di più…ora se l’uomo viene negato dalla donna viene vissuto come la peggiore umiliazione della sua potenza…purtroppo è solo la consapevolezza che può contrastare questo terribile gap che si sta montando sempre più.la richiesta qui e adesso è che gli uomini debbano iniziare il loro cammino di consapevolezza, ripeto che significa iniziare ad entrare in se stessi nel sentiero della conoscienza che passa attraverso l’umiltà(da umus, terra fertile)ed è l’unica via che può ridare forza ed equilibrio. noi potremmo aiutare questo genere maschile così destabilizzato e quindi atto alla violenza di autodifesa, e quindi all’aggressione cieca ed estrema traducendoli a questa”autocoscienza”.e mi rendo conto che la strada è lunga isidiosa e in questo momento la fase che vivo è della rabbia della voglia di avere giustizia…ma nulla, credo ,si otterrà se non nel capillare e giornaliero lavoro , certosino ma nella natura della donna di creare quella trama e ordito che è il tessuto della vita, e che ripropone quei segni e disegni divini che sono la vera forza della vita. col rispetto per ogni essere che condivde la vita di noi esseri umani. cominciamo ad insegnarlo ai nostri figli!!! prendiamoci l’impegno da subito perchè ogni tassello di umiltà,rispetto cooperazione, scambio sensibilità contribuiscano alla tessitura del mondo che vorremmo!vigiliamo con tatto ed attenzione, impariamo a riconoscere le intuizioni e a renderle vivificate e proteggerle come un tesoro prezioso…diceva”scaltri come serpenti con cuori di colombe”…..

  132. romina caruso scrive:

    Condanno ogni tipo di violenza contro ogni essere vivente ed ogni follia che pervade la mente umana, condanno chiunnque minaccia, limita e violenta anche psicologicamente un’altra persona e coloro che le stanno intorno.Se tra due individui non c’è rispetto, non ci può essere alcun tipo di rapporto.

  133. romina caruso scrive:

    Condivido pienamente come donna e come madre di tre figlie perchè questa escalation di violenza deve essere fermata.

  134. dora scrive:

    Condivido e sottoscrivo l’appello per la difesa delle donne dalla brutalità maschile.
    Diffondo la petizione nel web attraverso il mio spazio su facebook
    dora

  135. Alessandra scrive:

    Aderisco!
    Uno stillicidio di vite umane sta passando sotto un silenzio agghiacciante, tacitamente tollerato come tributo annuo da pagare alla libertà e all’emancipazione. Basta.
    E per quei cervelli in affanno che non capiscono cosa hanno di peculiare questi omicidi – della serie “anche gli uomini vengono uccisi” – ricordiamo che gli uomini vengono uccisi nel 99% dei casi da altri uomini, e per i motivi (tutti deplorevoli) più svariati. Ma non perché hanno deciso di lasciarli, o hanno fatto scuocere la pasta. Non è difficile da capire.

  136. maria flavia semerano scrive:

    condivido diffondo e sottoscrivo…Basta con questa cultura che ci svilisce ci schiaccia e ci opprime noi siamo ci siamo e viviamo..per una cultura del rispetto io lo grido con forza “BASTA”

  137. lorella scrive:

    Sottoscrivo! Quando verremo considerate essere umani e non proprietà di un padre o di un compagno?

  138. Sara scrive:

    aderisco all’appello. dobbiamo FARE qualcosa, dobbiamo cambiare la cultura incancrenita della donna-oggetto da usare e buttare. lo dobbiamo a noi stesse, ai nostri uomini, soprattutto ai nostri figli.

  139. serafina scrive:

    condivido

  140. Sottoscrivo e aggiungo il banner sul mio blog :-( .

  141. michelangelo sullo scrive:

    presente

  142. Stefania scrive:

    Morti e soprusi del genere continuano ad offendere anni di rivolte per il riconoscimento di diritti civili da parte delle donne. Queste barbarie degli uomini devono essere punite severamente, con la condanna a vita…..solo così cadrà quel muro di omertà che a volte costringe a chi è vittima di non denunciare.

  143. o-mewe+ scrive:

    non stanchiamoci in ogni situazione di affermare la nostra dignita’, per noi stessi e per gli altri: il quieto vivere non merita un sacrificio cosi grande

  144. marina callegari scrive:

    purtoppo più femminicidi avvengono e meno le notizie fanno scalpore. Cerchiamo di invertire la tendenza, e continuiamo a indignarci.

  145. Nadia scrive:

    Condivido e sottoscrivo.

  146. Carla Casu scrive:

    Sottoscrivo e diffondo!

  147. Silvia Cavalieri scrive:

    Aderisco e diffondo. Sono in troppi ancora a non voler vedere la connessione tra concezione imperante della donna che c’è in Italia e questo tipo di omicidi, che sono anche e soprattutto frutto di una cultura che va cambiata.

  148. Aderiamo e diffonderemo l’appello sul nostro sito.

  149. Le donne dell’associazione Demetra adeiscono all’appello e lo hanno pubblicato sul loro sito

  150. Francesca Caiati - Lavezzola scrive:

    Aderisco all’appello

  151. Marco Trotta scrive:

    Adeisco e diffondo

  152. Marco Trotta scrive:

    Aderisco e diffondo

  153. L’Associazione S.O.S Rosa Onlus che gestisce il Centro Antiviolenza di Gorizia aderisce all’appello.

  154. Deborah D'Emey scrive:

    Condivo e sottoscrivo l’appello

  155. Sud DeGenere scrive:

    prima o poi qualcun* mi spiegherà come si usa il codice!!!ad ogni modo penso di aver risolto !

    Il Rispetto, ai giorni nostri, è veramente rivoluzionario.

    Aderisco

  156. selene scrive:

    io aderisco ma non so come condividere questa iniziativa su facebook
    grazie

  157. Maria Teresa Gaidano Ravenna scrive:

    Aderisco all’appello

  158. Carlo Anaclerio scrive:

    Aderisco..

  159. Chiara scrive:

    Condivido e sottoscrivo

  160. Valeria Bontadini scrive:

    Sottoscrivo, occorre riflessione davanti a questa bestiale inversione di tendenza del cammino di liberazione della donna in Italia

  161. silvia scrive:

    condivido e diffondo!

  162. Veronica Vicinelli scrive:

    Non posso che condividere e lottare….

  163. Silvia Campese - Ravenna scrive:

    Aderisco all’appello e condivido

  164. Antonella scrive:

    Questa cosa purtroppo esiste da sempre…noi che ci scandalizziamo vedendo un burka…abbiamo mai pensato che noi “Europee” il burka lo abbiamo mentale??? Vero o no che le donne sono comunque esseri inferiori??? Vero o no che al lavoro si deve sempre lavorare 1000 per avere riconosciuto 90??? Vero o no che non siamo mai considerate??? Vero o no che nei ricorsi storici non ci sono nomi di donne che hanno fatto storia “buona”???
    Io aderisco, ma la prima mossa dobbiamo farla noi!!! Vero o no che a volte le prime a criticare le donne sono le donne?????

  165. Emanuela Chiarini scrive:

    Aderisco all’appello e condivido

  166. Vespertilla scrive:

    Condivido pienamente e sottoscrivo!!!
    spero davvero che le cose cambino,è ora che si faccia una cultura del rispetto!
    Vespertilla

  167. http://www.donnepensanti.net/2010/07/io-promuovo-il-rispetto-appello-contro-i-femminicidi/ scrive:

    certo che aderisco. ugo santinelli

  168. Anonimo scrive:

    Sottoscrivo e condivido

  169. lilia scrive:

    condivido,assolutamente!

  170. Saamaya scrive:

    Non potevo mancare!

  171. Luisa scrive:

    condivido e sottoscrivo

  172. Irene scrive:

    condivido e sottoscrivo

  173. Carmela Brunetti scrive:

    a favore della libertà di scelta, mai condizionata dalla paura delle reazioni altrui

  174. santina verta scrive:

    Riprendiamo il coraggio di parlare di un’educazione all’affettività, costruiamo reti di scambio solidale : co-costruiamo saperi intorno al tema cruciale del diritto all’amore e alla vita. Possiamo fermare la spirale del possesso…la barbarie delle persecuzioni..non lasciamoci intrappolare dal malessere dell’impoverimento amoroso.. promuoviamo vita!

  175. susanna aroldi scrive:

    aderisco e invito tutti coloro che lavorano nel campo dell’insegnamento a promuovere iniziative, riflessioni e percorsi di studio che contribuiscano a radicare nel profondo dei ragazzi l’idea di PARI DIGNITA’!

  176. Gaetano Continillo scrive:

    Aderisco e sottoscrivo

  177. giorgio scrive:

    condivido ed aderisco. Peccato che tra chi ha aderito ci siano cosi pochi uomini!!!!

  178. lilla scrive:

    Rassegniamoci, non cambierà mai niente, millenni di dominazione a cui le donne non hanno saputo opporsi sufficientemente unite. Ci lasciano sollevare un po’ di polvere, ben sapendo che stiamo abbaiando alla luna

  179. vincenza fiorillo scrive:

    Affinchè non accada più!!!! Diffonderò e diffonderò e ancora diffonderò per non smettere di credere che le cose possano cambiare.

  180. Sabrina scrive:

    Sottoscrivo pienamente.

  181. Adamo B. Ravenna scrive:

    Sottoscrivo e aderisco

  182. Paolo scrive:

    Pochissimi uomini tra i commenti, che tristezza. Aderisco con convinzione, avete tutta la mia stima e solidarietà.

  183. Daniela scrive:

    Buongiorno, credo che la violenza di genere sia una piaga della nostra società da tanto di quel tempo che combatterla richiede, impegno, coraggio, determinazione e il lavoro di tante persone. Costruire una rete locale e nazionale è forse l’unica soluzione e i centri antiviolenza già agiscono in questo senso. Visitate ad esempio questo account di facebook http://www.facebook.com/reqs.php#!/group.php?gid=52144574264&ref=ts

  184. anna scrive:

    Sottoscrivo, Anna speranza

  185. Roberto Monti scrive:

    Aderisco e sottoscrivo

  186. Annalisa scrive:

    Eccomi,sottoscrivo e condivido!

  187. cinzia scrive:

    bell’iniziativa, non si può che condividere. Parlarne è fare cultura, l’unico modo per uscire dalla barbaria in cui stiamo sprofondando.
    CONDIVIDO E SOTTOSCRIVO

  188. patrizia de angelis scrive:

    Anche se si tratta di una cosa medievale, in realtà è la prima causa di morte nel mondo per le donne.
    E parte dalla mancanza di rispetto nei nostri confronti nelle piccole cose quotidiane. Lasciar passare il concetto che si possa anche soprassedere, alla fine fa credere a tutti loro che siamo nella loro totale disponibilità. Fino alla morte.

  189. Matteo scrive:

    E’ spesso sottile il modo in cui passa questa cultura della prevaricazione, in un certo tipo di lessico, in atteggiamenti tipicizzati all’interno dei gruppi, in battutine sentite mille volte, che hanno aspetto innocente.
    C’è bisogno di non prendere più per normale ciò che non deve esserlo.

  190. giuseppe musolino scrive:

    aderisco con estrema convinzione: occorre, tutt*, fare qualcosa (io sono disponibile con la mia associazione, Associazione Cultura Varese)
    contatti: 338 70 75 200
    gfmusolino@yahoo.it

  191. centro antiviolenza erinna - viterbo scrive:

    si uccidono le donne in tanti modi, ancor prima di vedere il loro sangue. psicofarmaci, ignorare grida di aiuto, non sostenerle nella fuga dalla violenza, toglier loro i/le figli/e, sottovalutare la loro condizione, far loro mancare il lavoro…. e noi negandoci dignità e autorevolezza per un poco di considerazione e un’idea di amore.
    stiamo accettando tutto: dalla pensione a quando saremo decrepite, alle leggi sui consultori che ci mortificheranno nei momenti più dolorosi e delicati per riprendersi il potere di controllo sui nostri corpi e sulle nostre menti…e le battute inqualificabili del capo del governo che fanno “cultura”.
    sì, è proprio ora di darci una svegliata.
    ovviamente aderiamo.

  192. Stefania Di Lino scrive:

    condivido e aderisco

  193. Panda scrive:

    Naturalmente condivido. C’è però una domanda che come uomo mi (e vi) pongo e cioè com’è possibile che donne frequentino uomini del genere. Per carità, ci saranno certamente i fulmini a ciel sereno ma di almeno un caso che non lo era sono stato diretto testimone: una mia cara amica è stata vittima di violenze (per fortuna molto lievi) e minacce da parte del suo compagno subito prima e dopo la rottura. Il ragazzo in questione non esibì un comportamento apertamente violento fin dall’inizio ma era comunque poco rassicurante, tanto che misi in guardia la mia amica da subito e poi con sempre maggiore insistenza. Forse la risposta al mio interrogativo sta nel commento di Adele: anche il rispetto di se stessi è fondamentale.

  194. Tati scrive:

    Orrore allo stato puro, notizie non commentabili, una vera mattanza.
    Diffondo quanto più capillarmente possibile.

  195. Sandro L. scrive:

    Aderisco e sottoscrivo.
    Felicemente sposato da quasi 21 anni (ne ho 51) mi indigno e a volte mi “vergogno” di avere tra i miei simili, uomini che commettono atti del genere. Sono contrario a qualsiasi tipo di violenza sia fisica che mentale. La violenza non ha nessuna scusante. Nessuna. Le donne sono fiori e come tali vanno trattate. Come i bambini. Buona giornata. Sandro L.

  196. raffa scrive:

    sottoscrivo e diffondo.

  197. gilda scrive:

    sottoscrivo pienamente

  198. Donatella Becattini scrive:

    sottoscrivo e condivido

  199. Annarita Salsi scrive:

    Sottoscrivo

  200. Anna Di Palma scrive:

    Sottoscrivo.

  201. lia scrive:

    Il problema della violenza sulle donne è enorme,oltre a quelli da voi già citati coinvolge infiniti aspetti(l’educazione familiare,l’educazione sessuale a partire dalle scuole elementari, l’esposizione ai media, etc…)sui quali è necessario che riflettano tutti, uomini e donne.Sottoscrivo con calore questo appello.

  202. Mirella Izzo scrive:

    Aderisco, aderiamo come Crisalide PanGender, associazione per la libera espressione delle identità di genere. Aderiamo perché pangender e come tali in tutela di tutte le identità “rese deboli” da un sistema millenario maschilista dominante. Crediamo nella sinergia che dovrebbe vedere tutte le identità (rese) deboli dal sistema (donne, transgender, gay, lesbiche, uomini che non si adeguano alla mentalità maschilista, persone intersessuali, ecc.) lottare insieme e promuovere una cultura di rispetto delle differenze.
    Pubblicherò il vostro banner con il link sul nostro sito.
    Auspichiamo abbiate voglia di leggere il nostro “Manifesto Pangender”, come speranza di un inizio di una “tradizione” di collaborazione continuativa tra voi e noi.
    Il link diretto al Manifesto è:
    http://www.crisalidepangender.org/2010/06/piccolo-manifesto-pangender.html
    Se ci autorizzate, potremmo anche pubblicare l’intero appello e raccogliere adesioni. Altrimenti un semplice link.
    Mirella Izzo
    Presidente Crisalide PanGender

  203. Darianna Saccomani scrive:

    Aderisco senza esistazioni a questo appello. Come membro del direttivo di Crisalide PanGeneder e come donna transessuale. Per tanto rimando alle motivazioni e quanto già espresso dalla Presidente Mirella Izzo
    Darianna Saccomani

  204. azzurra scrive:

    condivido il messaggio. ma bisogna fare di più ogni giorno, per evitare questa mattanza.

  205. Arnaldo - Ferrara scrive:

    Sottoscrivo e condivido

  206. Gummo scrive:

    nel 2010 sussiste ancora uno “stile di comunicazione svilente per le donne”

  207. Giò scrive:

    Aderisco e contribuisco a diffondere l’appello.

  208. lucia scrive:

    Condivido e diffondo anch’io….

  209. paola scrive:

    sottoscrivo, già condiviso il link

  210. Flavia64 scrive:

    Sono donna e mamma di una ragazzina. Vorrei che almeno per lei esistesse una società dove il rispetto per la donna non sia un fatto straordinario! Ho anche un figlio maschio che cerco di educare in tal senso. Non posso fare altro oltre che condividere e sottoscrivere.

  211. Anna Maria Torello scrive:

    Che dire? aderisco pienamente.diffondiamo la cultura dell’essere e non quella del possesso!

  212. Consuelo S. Thiene scrive:

    Aderisco e condivido

  213. Cristina scrive:

    Sottoscrivo con tutto il cuore

  214. debora scrive:

    aderisco e condivido

  215. Gian Guido Naldi - Consigliere Sel-Verdi Regione Emilia Romagna scrive:

    Aderisco all’appello

  216. Sottoscrivo anch’io. Pochi giorni fa, all’annuncio sul tg1 di un omicidio di una donna da parte dell’ex compagno, il commento introduttivo faceva rabbrividire: sembrava una delle tante intro alle notizie sul caldo torrido e sulle spiagge affollate, si parlava di momenti di follia mossi dal caldo e dal clima vacanziero (????????). E’ diventato uso parlare di “delitti passionali”, snaturando l’assassinio con un’aura quasi romantica…

  217. antonella dc scrive:

    condivido e sottoscrivo questo appello e come madre spero di riuscire ad instillare il seme dell’uguaglianza,del rispetto e del’attenzione verso gli altri intesi come altro da noi, chiunque essi siano e a qualunque genere appartengano.

  218. claudia c scrive:

    almeno ora se ne parla !!!pensate ai tempi delle nostre mamme e nonne restava tutto in silenzio”stampa”…noi donne dovremmo pensare seriamente a fare un corso di autodifesa almeno il primo passo sarà nn avere tanta paura e “reagire!

  219. Mirella Izzo scrive:

    Abbiamo dedicato una pagina alla vostra iniziativa invitando a commentare e firmare qui, ovviamente. Nell’adesione abbiamo anche aggiunto qualche nostra considerazione che trascrivo:

    Donne Pensanti propone un appello da firmare sul loro sito internet.
    Noi cme Crisalide PanGender non possiamo non aderire anche se avremmo chiamato l’appello “contro i donnicidi” o – ancor meglio – “contro i Ginecidi”.
    Crediamo sia l’entità donna, più che la fisiologia “femmina”, come elemento sia naturale, sia culturale a non essere accettato da troppi uomini che ritengono di poter disporre della loro vita.
    E’ l’essere e affermarsi come donna che dà fastidio. Così come accade alle donne transgender e (guarda caso in misura molto minore) agli uomini transgender. Così come accade ai tanti soggetti (resi) deboli a causa della propria identità sessuale. Numericamente il ginecidio è indubbiamente infinitamente più rilevante della transfobia che genera “transicidi” o dell’omofobia che genera gli “omocidi”.
    La “ginofobia” della nostra società che vuole sempre più divise le “identità” delle persone, che spinge per una “competitività” assoluta, senza limiti e controlli, che promuove di fatto la “legge dei più prepotenti” (non necessariamente più forti davvero) non ha radici diverse dalle altre fobie verso qualunque cosa venga vissuto come non comprensibile dal sistema di valori patriarcale millenario.
    I “femminicidi”, come dicono le amiche di Donne Pensanti, aumentano con l’aumentare degli omicidi e delle violenze conro le persone transgender, gay, lesbiche o anche contro ragazzi eterosessuali non dotati di attitudini “mache”. Non a caso questi ragazzi vengono presi in giro ossessivamente e l’offesa loro riservata è sempre la stessa: “sei gay” o “sei una femminuccia”.
    Ginofobia, Transfobia, OmoLesbofobia, Xenofobia stanno tutte dentro la stessa perversa logica.
    Siamo nella stessa barca alla deriva? Noi vorremmo trasformare la barca in un’Arca di soggetti differenti e con una rotta sicura verso la Cultura della Comprensione, ancor prima di quella del Rispetto.
    Arca che inizi a navigare verso una società dove i valori identitari possano essere paritariamente considerati e ogni individuo possa essere rispettato per la propria identità di genere, genere, sesso, orientamento, razza.
    Crisalide PanGender aderisce e ricorda che le adesioni devono essere lasciate sul loro sito cliccando sull’immagine qui sotto….
    Mirella Izzo
    presidente Crisalide PanGender
    http://www.crisalidepangender.org

  220. Mirella Izzo scrive:

    Crisalide PanGender ha dedicato una propria pagina all’iniziativa con il link a questa pagina per le adesioni. Nella pagina abbiamo anche aggiunto alcune nostre considerazioni che ci fa piacere condividere anche qui. Prima dell’appello abbiamo scritto:
    Donne Pensanti propone un appello da firmare sul loro sito internet.
    Noi cme Crisalide PanGender non possiamo non aderire anche se avremmo chiamato l’appello “contro i donnicidi” o – ancor meglio – “contro i Ginecidi”.
    Crediamo sia l’entità donna, più che la fisiologia “femmina”, come elemento sia naturale, sia culturale a non essere accettato da troppi uomini che ritengono di poter disporre della loro vita.
    E’ l’essere e affermarsi come donna che dà fastidio. Così come accade alle donne transgender e (guarda caso in misura molto minore) agli uomini transgender. Così come accade ai tanti soggetti (resi) deboli a causa della propria identità sessuale. Numericamente il ginecidio è indubbiamente infinitamente più rilevante della transfobia che genera “transicidi” o dell’omofobia che genera gli “omocidi”.
    La “ginofobia” della nostra società che vuole sempre più divise le “identità” delle persone, che spinge per una “competitività” assoluta, senza limiti e controlli, che promuove di fatto la “legge dei più prepotenti” (non necessariamente più forti davvero) non ha radici diverse dalle altre fobie verso qualunque cosa venga vissuto come non comprensibile dal sistema di valori patriarcale millenario.
    I “femminicidi”, come dicono le amiche di Donne Pensanti, aumentano con l’aumentare degli omicidi e delle violenze conro le persone transgender, gay, lesbiche o anche contro ragazzi eterosessuali non dotati di attitudini “mache”. Non a caso questi ragazzi vengono presi in giro ossessivamente e l’offesa loro riservata è sempre la stessa: “sei gay” o “sei una femminuccia”.
    Ginofobia, Transfobia, OmoLesbofobia, Xenofobia stanno tutte dentro la stessa perversa logica.
    Siamo nella stessa barca alla deriva? Noi vorremmo trasformare la barca in un’Arca di soggetti differenti e con una rotta sicura verso la Cultura della Comprensione, ancor prima di quella del Rispetto.
    Arca che inizi a navigare verso una società dove i valori identitari possano essere paritariamente considerati e ogni individuo possa essere rispettato per la propria identità di genere, genere, sesso, orientamento, razza.
    Crisalide PanGender aderisce e ricorda che le adesioni devono essere lasciate sul loro sito (…)

  221. Liviana Vendemini - Lugo scrive:

    Aderisco all’appello e lo sottoscrivo

  222. Manuela Fabbri Lugo scrive:

    Aderisco

  223. Loretta Bonora - Massa Lombarda scrive:

    Sottoscrivo

  224. Debora Cingano scrive:

    Sottoscrivo e divulgo

  225. elisabetta peru scrive:

    Io promuovo il rispetto ….SOTTOSCRIVO

  226. Nastinga Drei _ Lugo scrive:

    Promuovo il rispetto : sottoscrivo

  227. Maria Paola Zaganelli - Lugo scrive:

    Sottoscrivo

  228. Flavia scrive:

    Aderisco

  229. Claudio scrive:

    Aderisco

  230. Barbara scrive:

    Sottoscrivo anche io! Non se ne può più!

  231. Silvia scrive:

    Già, donne minacciate, donne controllate con la paura, donne che qualcuno vorrebbe solo come proprio dominio da girare come burattini….
    Io aderisco.

  232. Anna Maria scrive:

    Asoolutamente d’accordo che, in un’epoca in cui si parla di parità fra uomo e donna, si sconosce il significato di quanto detto e siamo ben lontani nel percorso che, con molta fatica e con grandi ostacoli, stiamo effettuando. Pertanto, aderisco all’appello relativo ai femminicidi, con molta forza e totale partecipazione.

  233. Chiara scrive:

    Aderisco.
    Investiamo nell’educazione a tutti i livelli!

  234. Vittorio Vitali scrive:

    aderisco

  235. Micaela Zota scrive:

    Sottoscrivo e condivido

  236. Maria Cristina Squarzoni scrive:

    Aderisco e diffondo

  237. roberta scrive:

    sottoscrivo e diffondo

  238. acasadiclara scrive:

    aderisco e condivido su fb http://www.facebook.com/home.php?#!/claramarina

  239. Maila scrive:

    Sottoscrivo e tristemente ma coscientemente condivido

  240. Come centro antiviolenza che da quasi vent’anni affronta il tema della violenza contro le donne non possiamo far altro che condividere la preoccupazione e lo sdegno per i femminicidi che continuano a insaguinare il Paese.
    Alessandra Bagnara
    Presidente Linea Rosa

  241. Letizia - Ravenna scrive:

    Contro questa barbarie

  242. stefania scrive:

    aderisco con convinzione e diffondo.

  243. Francesca scrive:

    Sottoscrivo pienamente!

  244. Martina scrive:

    sottoscrivo

  245. Daniela scrive:

    la barbarie deve finire

  246. Nadia Valli scrive:

    Sottoscrivo e diffondo

  247. Manuela G scrive:

    Contro il femminicidio

  248. Lella scrive:

    Sono Lella,ho 38 anni e non sono italiana e so bene cosa significhi essere maltrattati dagli uomini…io purtropo sono stata maltrattata,violentata e minacciata dai 9 anni fino a 12 anni fa.Adesso ho un compagno da 8 anni,adorabile e che con la sua pazienza,il suo amore,la comprensione e sopratutto il suo modo di fare mi ha fatto tornare il sorriso,certo le paure ci sono e ci saranno sempre,ma grazie a lui non mi pesano più cosi tanto,quindi concordo e sottoscrivo ben volentieri

  249. Stefano Bovero scrive:

    E’ vero,il SILENZIO MASCHILE davanti al ginocidio montante è ASSORDANTE. Noi maschi siamo in parte affetti da una profonda VERGOGNA inconscia per tutto il male fatto alle donne da quando esiste la civiltà (e anche prima), ma la maggior parte di noi uomini, nei rapporti con le donne sceglie di essere guidato dagli istinti (dividendo le donne-madri dalle donne-da-letto) finendo per essere così interni alla logica di una sociocultura autoritaria costruita nel tempo dal nostro stesso genere.
    Il nostro stesso stesso DNA dopo tanti secoli e millenni di dominio maschile in tutti i settori è intriso di aggressività e tendenza alla violenza, sia sociale che, soprattutto, di genere. Ma, nonostante tutto, non siamo schiavi del nostro DNA e possiamo e dobbiamo assolutamente cominciare a ROMPERE IL SILENZIO MASCHILE facendo leva sul senso di scandalo e ripugnanza che l’avvicendarsi orrendo dei femminicidi ci fa esplodere dentro, senza timore di apparire bacchettoni quando, per esempio, prendiamo le distanze da quegli ambiti che più sfruttano e sviliscono il corpo e l’identità femminili come la pornografia e la prostituzione, e promuovendo un’etica sessuale maschile non più schizofrenica e scissa tra eros e tenerezza. Questo è necessario per incrinare l’idea di fondo consumistico-fruitoria che il pensiero maschile dominante ha della donna e che in nome di un malinteso senso della libertà sessuale concorre largamante a promuovere una cultura nella quale prolifera il femminicidio.

  250. marcella scrive:

    Sottoscrivo!

  251. ali scrive:

    sottoscrivo in pieno

  252. Associazione Maschile Plurale scrive:

    Noi uomini di “maschileplurale” aderiamo volentieri all’appello di Nadia , Marika e Francesca, soprattutto per l’urgenza con cui sollecita una reazione contro la violenza maschile che continua a colpire le donne. L’Associazione “Maschile Plurale” è impegnata da tempo in diverse iniziative finalizzate alla responsabilizzazione degli uomini nella lotta contro la violenza. Si tratta di interventi pubblici; di azioni educative nelle scuole, rivolte ai giovani, e nel mondo del lavoro; di attivazione di servizi– per esempio a Torino – per cercare di intercettare la violenza maschile prima che produca i suoi effetti più negativi e tragici; di occasioni di scambio e di dialogo con le donne, sia nel campo specifico dei centri antiviolenza sia in altri contesti più politici e culturali.

    Il fatto che le promotrici dell’appello citino la nostra Associazione come sottotitolo al loro documento, rappresenta per noi un’evidenza del nostro impegno

    Non siamo del tutto d’accordo, però, a considerare le donne un “soggetto debole”, anche se molto spesso si trovano nella condizione di vittime di soprusi e discriminazioni.

    Riteniamo che la struttura tipica di molti di questi orrendi delitti – l’uomo abbandonato che reagisce colpendo con furia omicida, che spesso si rivolge anche verso i figli, e in molti casi si ritorce nel suicidio – indichino anche l’incapacità maschile di riconoscere la nuova libertà delle donne di non accettare più in modo subalterno legami non condivisi.

    Ciò non comporta per noi alcuna giustificazione, ma anzi chiede una azione più incisiva e capillare perché cresca la consapevolezza maschile che il mondo è stato cambiato irreversibilmente dalla rivoluzione delle donne, e che non sono più possibili i vecchi rapporti di dominio dei maschi sulle femmine. Così come non è accettabile qualunque comportamento violento e discriminatorio contro tutte le persone.

    Anche il rilevo con cui le cronache dei media si riempiono della violenza contro le donne è un sintomo del fatto che – salvo il sopravvivere di concezioni del tutto anacronistiche – il senso comune tollera sempre meno questi comportamenti violenti e disumani. Siamo dunque disponibili e interessati a un confronto e a una azione comune per “promuovere il rispetto” e reagire ai “femminicidi”.

    Associazione Maschile Plurale

  253. Assunta Mori scrive:

    sottoscrivo perchè credo che queste cose servino, ma vorrei tanto vivere un momento nazionale, una manifestazione in cui noi donne possiamo urlare BASTA!

  254. Arcangela Ingrassia scrive:

    Condivido sottoscrivo e diffondo tra i miei contatti su facebook.
    La mia amata sorella Raffella non c’è più dall’8 giugno, vittima della violenza omicida di un folle….

  255. Mirella Izzo scrive:

    Crisalide PanGender si mostra disponibile ed interessata ad una eventuale manifestazione nazionale, o convegno o altra iniziativa (anche via web) contro il feminicidio, da organizzarsi tra ass.ni che rifiutano il maschilismo, siano esse femminili, femministe, transgender, pangender, maschili (ma plurali :) ) che assumano una posizione sia contro i fmminicidi (che io preferisco chiamare ginecidi), sia contro i mille aspetti di una cultura maschilista che portano poi a gesti con estreme conseguenze, quasi “assolti” da una morale che vede l’uomo aver diritto di vita e di morte sulla propria compagna. Peggio se straniera, o transgender o comunque RESA debole da altre barriere culturali, legali, ecc.
    Mirella Izzo
    presidente Crisalide Pangender.
    per contatti: presidenza@pangender.it

  256. vincenzo manna scrive:

    …volentieri, sottoscrivo!! Continuate così, brave davvero!!!

  257. zizzi scrive:

    aderisco sottoscrivo e divulgo

  258. Federica Cuneo scrive:

    Contro la violenza, qualsiasi essa sia.

  259. Cristina scrive:

    Sottoscrivo e diffondo.

  260. selina grasso scrive:

    condivido e diffondo

  261. Manuela Flores scrive:

    Condivido fortemente e sottoscrivo

  262. Sergio Staino scrive:

    Sottoscrivo volentieri il vostro utile ed interessante appello.

  263. Mariachiara scrive:

    Sottoscrivo e diffondo

  264. centro donna lilith di Latina scrive:

    aderiamo con piacere al vostro appello contro il femminicidio nella speranza di promuovere una cultura di rispetto fra i generi.
    anche noi per sensibilizzare la cittadinanza abbiamo esposto uno striscione sul balcone della nostra sede contro questo fenomeno.
    ci impegneremo a diffondere l’appello

  265. sabrina lupinelli scrive:

    aderisco all’appello.

  266. Stefano Cioglia scrive:

    E’ una strage che deve essere fermata a tutti i costi.

  267. rosita macrì scrive:

    sottoscrivo e diffondo

  268. Centro AntiViolenza Trento scrive:

    Il Centro AntiViolenza di Trento aderisce all’appello

  269. Lino scrive:

    aderisco!

  270. Monica Pepe scrive:

    Aderisco all’appello

  271. Zeroviolenzadonne.it scrive:

    Aderisce all’appello contro i femminicidi!

  272. lia masi scrive:

    Naturalmente sottoscrivo e condivido lo sdegno ed il dolore.
    due considerazioni:
    1)non basta che moltissimi uomini individualmente ci condividano, perfino sottoscrivendo questo appello: devono sentire l’urgenza di organizzare essi stessi fra di loro un vero movimento di opinione maschile mobilitandosi per una cultura alternativa nei rapporti di genere, convinti che anche nel loro interesse questo impegno sia necessario oltre che qualificante.
    2) gli uomini, tutti, sono figli delle donne e le madri,per prime , devono resistere alla tentazione di adottare atteggiamenti diversificati tra figlie e figli.

  273. pianta di serra scrive:

    Premesso che condivido la causa in sé, io non sottoscrivo. Comincerò a prendere sul serio questo genere di appelli quando vedrò le stesse donne che vi aderiscono indignarsi anche per la violenza (sia fisica che psicologica) sugli uomini da parte delle donne, che viene quasi sempre giustificata in quanto, si sa, il maschio se si becca un ceffone o un insulto o un calcio nelle palle è perché qualcosa per meritarselo l’avrà pur fatto.

    Non ha senso parlare di educazione al rispetto reciproco se le aspiranti educatrici hanno a cuore soltanto la difesa dei diritti e della dignità di una sola delle due parti in causa. Per decenni un certo femminismo (purtroppo quello mainstream) si è illuso di poter risolvere il naturale conflitto uomo/donna demonizzando il genere maschile ed esaltando in pari misura quello femminile. Nei fatti, ha gettato benzina sul fuoco e ulteriormente complicato – se mai ce ne fosse stato bisogno – il cammino che conduce alla consapevolezza.

    Lo dico perché qui vedo un problema analogo. Continuando a fare inutili distingui tra questo e quel tipo di violenza, tra vittime di serie A e B, tra danni collaterali inaccettabili (nel caso specifico, le donne sacrificate sull’altare dell’emancipazione) e accettabili (avete una vaga idea di quanti uomini hanno le loro vite rovinate da false accuse di stupro/molestie?), si ottiene solo, a lungo termine, l’effetto di alienare l’altro. Sono sempre di più gli uomini che oggi, davanti alla scena di una ragazza che viene maltrattata, girerebbero la testa dall’altra parte e andrebbero dritti per la loro strada. Avete provato a chiedervi il perché?

    -Un uomo che ha rispetto per il suo prossimo.

  274. francesca sanzo - donne pensanti scrive:

    @pianta di serra: uno dei presupposti di donne pensanti è proprio quello del rispetto reciproco, come persone, dello smettere di guardarsi come genere e iniziare a pensare di essere individui che possono comunicare. ne leggerai ovunque, se hai voglia di approfondire, sul nostro sito e social net. detto questo, attualmente c’è un’emergenza e riguarda i moltissimi omicidi di donne da parte di uomini, qualora questa emergenza fosse rovesciata, saremo assolutamente le prime a impegnarci in un appello analogo. fermo restando che gli appelli – come dici tu – lasciano il tempo che trovano e sono solo il corrolario ai tanti progetti che stiamo portando avanti, volti a promuovere, specie tra i giovani, il rispetto tra le persone, humus in cui cresce ogni forma di violenza. grazie per il tuo punto di vista
    francesca – donne pensanti

  275. Ada scrive:

    Condivido il documento e mi impegnerò, qualora vengano decise iniziative contro la criminalità ai danni delle donne. Credo tuttavia, per onestà intellettuale e per lealtà nei confronti del genere maschile, che si debbano chiamare col loro nome -cioè prostitute, puttane, volgari zoccole e quant’altro- tutte quelle donne che si “vendono” in qualunque contesto, dalla politica al mondo dello spettacolo, a quello degli affari fino agli studi universitari. In particolare, quel continuo ammiccare e alludere al sesso, tipico di certe donne che guadagnano la copertina dei giornali scandalistici, oltre a diffondere volgarità, si ritorce contro le donne oneste che sono poi trattate alla stregua di merce, come se davvero fosse valido l’antico adagio “così fan tutte”. Occorre anche da parte nostra una seria autocritica riguardo a coloro, e sono tante, che usano tette e culi per avanzare nella società. Non sono “compagne che sbagliano”, sono avide arrampicatrici sociali nei confronti delle quali un movimento serio dovrebbe prendere lunghe distanze.

  276. Alessandra Merico scrive:

    Aderisco. Fermiamo questo massacro indegno.

  277. Maurizio Usai scrive:

    Voglio difendervi tutte, purtroppo posso utilizzare solo questa firma.

  278. mauro scrive:

    quello che non ho mai capito delle donne(che sono la maggioranza) è cvome mai alle elezioni votate sempre gli uomini e pochissimo le donne?
    Se posso scegliere il candidato io voto donna di qualsiasi colore ella sia. Come portano avanti la famiglia penso che porterebbero meglio avanti il paese.
    Un caro saluto

  279. Loretta Stringari scrive:

    Aderisco e diffondo!

  280. Luca Sgardello scrive:

    Ci sono anch’io!!!

  281. Nadia Somma scrive:

    @ Pianta di Serra: Mi trovo molto spesso ultimamente a fare questo tipo di specificazione. Quello che si chiede é l’adesione ad una iniziativa contro una cultura che giustifica la violenza sulle donne. Questo appello non é un appello contro gli uomini, né un appello che esalta il genere femminile e denigra quello maschile. Ma é un appello a respingere, condannare ogni forma di violenza nei confronti delle donne. Quello che é peculiare della violenza sulle donne é che é stata un diritto (forse anche un dovere) per secoli. Il delitto d’onore é stato abolito nel 1981. (ieri). E’ stata cioé espressione non di una devianza, o di esplsoione emotica, ma pratica strutturata e volta a “punire” comportamenti delle donne ritenuti sbagliati moralmente. Trovo però singolare che alcuni uomini si sentano come colpiti dagli appelli contro la violenza alle donne, quando, credo senza se e senza ma si dovrebbe essere pronti a rinnegare la violenza sulle donne come su qualunque altro essere vivente. Quanto a voltare la faccia dall’altra parte, ognuno agisce in base alla propria coscienza, questa é appunto una inziativa di chi la faccia dall’altra parte non ha intenzione di voltarla: né per le donne, né per gli uomini, né per i bambini o le bambine che subiscono violenza.

  282. Nadia Somma scrive:

    @ Ada Mi preme rispondere ad Ada. Non so che tipo di collegamento ci sia tra un appello contro la violenza sulle donne e “le puttane” (tu lo trovi?). Però io non ci sto. Ovvero non amo le lapidazioni né quelle fatte dalle pietre vere, né quelle fatte a parole o morali. Se c’é una cosa che ho abolito dal mio vocabolario é la parola “puttana” e compagnia. E non cucio addosso a nessuna lettere scarlatte. Se ci sono donne che adoperano la sessualità in maniera strumentale sono libere di farlo, non lo condivido ma non é un reato. Mi preme solo che il pattuito non sia una carica pubblica o denaro pubblico nel qual caso c’é una “appropriazione indebita” da parte sia di chi dà il compenso che da parte di chi lo riceve. Un ultima cosa: ogni volta che si parla di comportamenti “sbagliati” delle donne si resta sempre sul piano della sfera sessuale. Cara Ada siamo anche ben altro nel bene e nel male.

  283. maralb56 scrive:

    Totalmente d’accordo con i promotori di questo appello.

  284. Valeria scrive:

    Io SOTTOSCRIVO!

  285. Massimo Carraro scrive:

    Mi vergogno profondamente di appartenere al genere che causa così tanto dolore e così tanti danni; sottoscrivo il vostro appello e lo aggiungerò al mio profilo facebook oltre che pubblicizzarlo via mailing. il femminicidio, come avete deciso di chiamarlo, dovrebbe essere iscritto tra i crimini contro l’umanità.

  286. Sabrina Guidi scrive:

    Sottoscrivo.

  287. luigi casiglio scrive:

    io SOTTOSCRIVO !!!

  288. Chiara Ferrari scrive:

    Grazie per questo spazio di dibattito aperto.
    Condivido e mi impegno a diffondere l’appello.
    Vorrei dissentire da coloro che ritengono i femminicidi “il colpo di coda” di un patriarcato morente: il patriarcato gode ottima salute in Italia, e i femminicidi sono solo la punta dell’iceberg.
    Sono convinta che sia necessario avere consapevolezza di cio’ sia nell’analisi che nella ricerca di soluzioni e nel confronto con gli uomini. Bisogna avere ben chiaro cio’ che si vuole combattere se si vuole cambiare questa mentalita’ maschilista e il suo prodotto.

  289. Francesca Sanzo - Panzallaria scrive:

    Condivido in pieno quanto scritto da Nadia in risposta @Ada e vorrei aggiungere che donne pensanti non nasce per lapidare, giudicare o puntare il dito bensì per promuovere modelli alternativi di femminile che vadano oltre i soliti stereotipi di cui quello della “puttana” non è che il principale ma non unico. Abbiamo l’ambizione di pensare che con una cultura del rispetto diversa da quella che vige oggi (in maniera generalizzata), si formi una coscienza che induca molte donne e molti uomini a pensare che lo scambio di beni sessuali in cambio di cariche professionali o politiche non è l’unica via.
    Il problema è culturale e non ha colpevoli specifici. Fino a quando non proveremo ad avere uno sguardo allargato e rispettoso dell’altro, difficilmente si risolverà.

  290. SILVIA PETTAZZONI scrive:

    condivido

  291. Luisa scrive:

    Sottoscrivo. Sono reduce da una separazione che non ho cercato e nonostante ciò ho temuto per molto tempo di essere oggetto di violenze.
    Finchè siamo viste come oggetto di proprietà non cambierà nulla. Sarebbe utile indurre chi confeziona certi programmi televisivi a non farci fare la figura dell’oca giuliva, perchè non si fa una campagna di pressione in questo senso?

  292. Non commento , non c’è un senso.

  293. liberovito scrive:

    Come non essere d’accordo

  294. Alessandro Roveroni scrive:

    Che dire? aderisco, pur sognando un mondo, una nazione, in cui non dovrebbe nemmeno esserci il bisogno di sottoscrivere questi appelli.

  295. mauro recher scrive:

    per quanto riguarda contro la violenza ,diqualsiasi genere e di qualsiasi tipo ,credo che siamo d’accordo tutti a condannarla nel modo più assoluto , ma qui si parla di rispetto ,potrei non essere più d’accordo che il ripsto .l’equità tra i sessi porterebbe solo che benefici ,purtroppo ,e lo dico con dispiacere ,alcuni siti femmnisti ,denigrano l’uomo ,o meglio “il maschio” come lo chiamano loro ,nella maniera più subdola ,partendo dal suo aspetto fisico ,dedicandoci post come “l’uomo brutto ” che se prima era brutto ,cattivo ,e perchè no anche sporcomnel post successivo diventa adirittura stupido ,vogliamo parlare di rispetto ?? io sono pronto a rispetare un no ,ne ho presi alcuno uno in più non fa una grande differenza ,spero solo che ,ad un suo rifiuto ,non ci sia la frase “levati cesso del cazzo” ,le cose bisogna farle in due ,in ogni modo sono molto vicino a pianta di serra come pensiero

  296. rosy72 scrive:

    Aderisco, aspettavo da tempo un sito come il vostro, anche io faccio volontariato in un centro antiviolenza, e prima di farlo ero cieca su quello che stava sta succedendo. Ona non più!

  297. Eli scrive:

    Condivido il documento.
    E sono disgustata dal fatto che, anche qui, più o meno vistosamente, gli uomini vengano per accusare il femminismo. Questo significa che il rispetto per le donne, è lontano mille miglia, perché non c’è nessuna consapevolezza da parte degli uomini dell’astio che provano nei nostri confronti. E delle loro paure. Di cui noi non siamo (come loro pensano) la causa, ma diventiamo vittime.
    Auspico che nelle scuole verrà insegnato il giusto rispetto reciproco, con una specificità del rispetto dovuto alle donne. Perché la situazione è diversa. Ed è DOVEROSO cambiare questa cultura maschilista. A malapena si riesce ad attirare l’attenzione sulla mattanza delle donne. Lontane mille miglia dall’ottenere la giusta considerazione culturale e legislativa della gravità di abusi sessuali e stupri.

  298. Eli scrive:

    @Nadia Somma @ Pianta di Serra

    Per quanto riguarda il vostro “botta e risposta”, vorrei intromettermi per dire, in modo chiaro, alcune considerazioni:

    Con quale faccia si può paragonare un “calcio nelle palle” a un omicidio? Con quale faccia si
    paragona la condizione delle donne a quelle degli uomini?

    Una cosa dovrebbe essere chiara a tutti: le donne sono arrabbiate con gli uomini perché vivono in una costante situazione di oppressione (con casi più o meno gravi). Gli uomini odiano le donne perché le vogliono succubi e socialmente morte (a volte anche fisicamente): non mi pare proprio la stessa cosa.
    Se un uomo assiste a uno stupro e non soccorre la donna è un VERME e un COMPLICE, altro che colpa dell’odio delle donne per gli uomini? Ma stiamo scherzando?

    Vedi, Nadia? Il problema di aprire queste discussioni agli uomini, è che sono pochissimi a stare REALMENTE dalla parte delle donne.

  299. Francesca Sanzo - Panzallaria scrive:

    @eli: donne pensanti è uno spazio aperto alle PERSONE e promuoviamo il dialogo e il reciproco rispetto. Mi preme fortemente sottolineare che la nostra associazione è volta a promuovere modelli di femminile alternativi agli stereotipi e una cultura del rispetto per andare oltre la lotta uomo/donna. La questione femminile riguarda tutti, uomini e donne ed è un problema sociale e culturale, specchio di altre questioni del nostro Paese. La divisione su questi temi fa bene solo alla discriminazione e al mantenimento dello status quo di certe posizioni. Uno può essere d’accordo o meno con quanto scritto, può dissentire con alcuni commenti o no, ma se non ci saranno offese, siamo qui per cercare il DIALOGO anche con chi la pensa diversamente. grazie

  300. Nadia Somma scrive:

    @ Eli Comprendo la tua impazienza, ma concordo con quanto scritto da Francesca: il dialogo ed il confronto sono le uniche “armi” efficaci che possiamo (e vogliamo) adoperare per costruire qualcosa di positivo.

  301. Massimo Carraro scrive:

    @ Luisa Sono perfettamente d’accordo che non dovrebbero esistere format e programmi che degradano il concetto stesso di donna, ma che mi dici delle donne che accettano di farne parte e che spingono giovani donne a desiderare di diventare veline, letterine e quant’altro?
    “Educazione” è il concetto che secondo me dovrebbe essere valorizzato, non capisco le madri che spingono le figlie a usare la propria appartenenza di genere per “fare carriera” a discapito dell’immagine stessa di donna. Tutte le donne dovrebbero fare fronte unico contro queste persone cercando di far loro capire che ogni loro azione condiziona il modo in cui gli uomini vedranno tutte le donne.

  302. anna scrive:

    Condivido e sottoscrivo

  303. Katia Vacchi scrive:

    sottoscrivo e diffondo!

  304. Lucia Ferilli scrive:

    Sottoscrivo e condivo l’appello.

  305. Xiao Shan scrive:

    Condivido profondamente le radici dell’appello: che poi mi venga da scrivere “pur essendo maschio” dovrebbe dirla lunga sul nostro stadio di condizionamento sociale deviato.
    Come sempre in questi casi mi domando se però a recepire non saranno sempre i soliti che le orecchie per intendere già ce l’hanno,ma tant’è.Tentare sicuramente non nuoce.
    Un saluto a tutte le donne, a cui va la mia più grande solidarità per le difficoltà che debbono affrontare ogni giorno,ben più ardue delle nostre.

  306. pianta di serra scrive:

    @ Nadia Somma ed Eli: E la cultura che giustifica la violenza sulle donne sarebbe il maschilismo, suppongo? Per me non ha molto senso parlare di cultura maschilista dominante in un paese in cui gli uomini vengono fatti oggetto di scherno e di persecuzione (tanto verbale quanto giudiziaria) senza che nessuno (tantomeno il Ministero per le Pari Opportunità) muova un dito.

    Giusto stamattina ero lì che facevo colazione e, in preda alla noia, ho acceso la tv e preso a fare zapping. Su RaiUno c’era un talkshow il cui argomento era: gli uomini italiani che “snobbano” le connazionali e vanno a fare “conquiste” all’estero. Sapevo già come sarebbe andata a finire, ma ho ceduto al mio ottimismo e aperto le orecchie comunque. Non si sa mai, mi sono detto. Invece, la solita storia…! Una cacofonia di insulti diretti a tutti gli uomini, tanto quelli giovani (nelle parole dell’esperto collegato da nonmiricordodove, l’onnipresente Saluzzi, dei “maschietti” in crisi d’identità “incapaci di fare ALCUNCHE’”) che i non più così verdi, fatti passare per degli aspiranti dongiovanni, mammoni ed emotivamente insicuri. Questo tipo di trattamento in tv è riservato solo agli uomini, e praticamente è la norma in ogni dibattito su temi attinenti alla questione del maschile/femminile. La cosa veramente grottesca è che spesso e volentieri sono gli uomini stessi ad indulgervi! Mi chiedo, dove sono i maschilisti? Chi e quanti sono? Perché insultare le donne, o anche solo una donna in particolare, attira immancabilmente accuse di sessismo, di maschilismo, quando non di ottusità mentale, ma insultare gli uomini è una specie di sport nazionale? Non sono domande di poco conto, eppure gli unici (con rare eccezioni) che se le pongono sono uomini, e sono pochini (anche se stanno aumentando). Anche questo è un bel mistero, non credi?

    Sai perché alcuni uomini si sentono colpiti dagli appelli contro la violenza sulle donne? No, non è perché sotto sotto hanno paura delle donne e provano qualche tipo di non bene specificato astio nei loro confronti (ovvio, sicuramente per qualcuno sarà pure così, ma penso che si tratti di una minoranza). E non è nemmeno perché gli uomini fanno tutti parte di una qualche diabolica mente collettiva che li porta a volere le donne sottomesse, impotenti e piene di lividi. La mia opinione è che molti di quegl’uomini sono stati a loro volta, nel corso della loro vita, vittime di ingiustizie e violenze di vario tipi, o ne sono stati testimoni, e semplicemente reagiscono ad un martellamento mediatico che insiste ormai da anni sullo schema rigido donna vittima/uomo carnefice, e contribuisce soltanto a far sentire le donne un po’ più vittime, e gli uomini un po’ più stronzi.

    Quanto tu, uomo, che orco non sei, non solo ti vedi stereotipato e vilipeso, ma pure sminuito, perché la violenza contro gli uomini è generalmente una barzelletta, è ovvio che scuoti la testa… Forse è perfettamente naturale che esista una gerarchia delle violenze e delle sofferenze, e che, come alcuni sostengono, gli uomini siano considerati (persino da loro stessi!) “sacrificabili”. Però io non lo trovo giusto, tu sì forse? Anche questo appello, che riconosco essere animato da un nobile proposito, si inserisce in una lunga serie di appelli e di campagne che per un motivo o per l’altro puntano sempre l’accento sulla violenza contro le donne, implicitamente affermando che è l’unica violenza che conta. Che poi sotto quell’unica bandiera ci si voglia ci si voglia riunire, a margine, anche altri soggetti, poco importa, perché è chiaro fin da subito che li si vuole destinare ad una condizione di subalternità.

    @ Eli: “Con quale faccia si può paragonare un “calcio nelle palle” a un omicidio? Con quale faccia si
    paragona la condizione delle donne a quelle degli uomini?”

    La violenza è violenza, non sei d’accordo? Una spinta, un pugno, una castrazione coatta, una coltellata, dov’è che si comincia a fare una distinzione? Prima ho fatto alcuni esempi, ma avrei potuto farne altri. Ci sono anche uomini che perdono la vita per mano di donne, e non è mai difficile in quei casi rintracciare nei commenti di alcuni amici, familiari o naviganti, la malcelata volontà di giustificare l’assassina. Come dicevo nel post precedente, questo è dovuto in gran parte ad un pregiudizio sempre più diffuso nei confronti degli uomini. E la condizione della donna e dell’uomo sarà anche diversa, ma da qui a dire che una è assolutamente peggiore o migliore dell’altra, ce ne passa. Non so chi ti abbia raccontato cosa, ma neanche per gli uomini la vita è tutta rose e fiori.

    “Una cosa dovrebbe essere chiara a tutti: le donne sono arrabbiate con gli uomini perché vivono in una costante situazione di oppressione (con casi più o meno gravi). Gli uomini odiano le donne perché le vogliono succubi e socialmente morte (a volte anche fisicamente): non mi pare proprio la stessa cosa.”

    Donne buone, uomini cattivi. Chiaro, cristallino direi. Libera di crederci eh, per carità, ma a che scopo, mi chiedo io. Dove può portare una simile filosofia?

    “Se un uomo assiste a uno stupro e non soccorre la donna è un VERME e un COMPLICE, altro che colpa dell’odio delle donne per gli uomini? Ma stiamo scherzando?”

    Sono d’accordo, abbiamo tutti il dovere di intervenire quando un crimine viene compiuto sotto i nostri occhi, che si tratti di uno stupro o di un borseggio o di una mamma che picchia i propri figli. Io ho semplicemente constatato che 1. c’è una spinta fortissima, da più parti, per alimentare la diffidenza e l’odio tra i sessi 2. si fanno sempre più numerose le voci di uomini che si sentono ormai completamente estraniati e alieni ad una logica di civile convivenza e rispetto. E tra questi due punti ho tracciato una linea, individuato un rapporto di causalità. Non ci vedo niente di scandaloso. Non ho usato il termine “colpa”, non a caso, perché non mi sembrava appropriato in un discorso simile. Parlerei piuttosto di “responsabilità” condivise.

    “Il problema di aprire queste discussioni agli uomini, è che sono pochissimi a stare REALMENTE dalla parte delle donne.”

    Ebbene, mi dichiaro colpevole. Io non sto dalla parte delle donne… né degli uomini. Sto, cerco di stare dalla parte della giustizia.

    P.S.: ho scritto un altro mezzo papiro, e sicuramente anche stavolta mi sono dimenticato di dire qualcosa di importante, qualche precisazione… invoco il beneficio del dubbio ovunque applicabile.

  307. Francesca Sanzo - Panzallaria scrive:

    @pianta di serra: donne pensanti si muove proprio dal presupposto che la questione femminile riguarda tutti, uomini e donne che gli stereotipi che sviliscono le donne sviliscono parimenti anche gli uomini tutti. L’apertura deve essere bilaterale. Detto questo, sono le statistiche a parlare: le violenze si perpetuano molto più sulle donne che sugli uomini e spesso portano ad omicidi. questo appello nasce da una semplice, reale e tragica constatazione degli ultimi mesi. Non è un attacco verso gli uomini ma un modo per ribadire che dobbiamo far crescere la cultura del rispetto.

  308. pianta di serra scrive:

    Avevo postato alcuni link con riferimenti proprio a statistiche e studi scientifici sull’argomento, ma mi sa che il post è stato intercettato dal filtro anti-spam. C’è modo di recuperarlo?

  309. Panzallaria scrive:

    @pianta di serra: fatto, grazie per la segnalazione

  310. Nadia Somma scrive:

    Oggi ne hanno ammazzata un’altra. Vi invito ancora una volta ad aiutarci a pubblicizzare il nostro appello.

  311. Nadia Somma scrive:

    Uomini arrabbiati con le donne anche quelli che non tollerano e mal sopportano come fosse un affronto, un sito o un appello contro la violenza alle donne. Anna Paola Concia ne sa qualcosa di insulti e tentativi di boicottare la sua campagna Riconosci la violenza su Facebook. Un malcelato desiderio di censurare e di silenziare le voci che denunciano la disparità di potere tra i sessi, le asimmetrie, le discriminazioni che ancora oggi separano da una dimensione di reciprocità la relazione tra uomini e donne. Non firmano questi uomini gli appelli contro la violenza sulle donne, si richiamano al fatto che anche le donne fanno violenza agli uomini, anche se a dispetto di ogni evidenza ed ogni dato, non tanto statistico, ma dato di realtà: gli stupri, le violenze e le uccisioni si perpetuano macroscopicamnete sui corpi delle donne per una questione anche culturale e perché, non mi stancherò mai di ripeterlo: la violenza maschile sulle donne é stato un diritto, una pratica, esercitata in ogni parte del mondo per controllare e negare la libertà, la dignità delle donne. Affermare la totale parità e uguaglianza nei diritti e nella violenza, tra donne e uomini, ha una strategia che é quella di azzerare le differenze e cancellare le disparità che ancora esistono, livellarle, farle di nuovo scomparire sotto alla facciata di una parità raggiunta. “Che le donne non chiedano di più!”: sono uomini che hanno paura e ci dispiace per la loro paura.
    Anni fa a Bologna venne aperto Erendira un centro che voleva accogliere la violenza su tutti anche la violenza sugli uomini da parte delle donne. Ha chiuso dopo un anno. Segno evidente che l’agire della violenza delle donne sugli uomini ha effetti e caratteristiche e conseguenze diverse. Questi uomini che sembrano vivere la questione come se fosse una sorta di scontro “calcistico” e di tifo da stadio: uomini vis donne, e donne vis uomini, sembrano anche del tutto insensibili e dimentichi del fatto che quelle donne morte, siano anche sorelle, madri, figlie, amiche che abbiano lasciato vuoto e strazio nelle loro famiglie. A questi uomini domando se siete contro la violenza tout court perché non firmate e non aderite all’appello contro i femminicidi? Femminicidi ex delitti d’onore ma senza onore come ha ben scritto Beppe Grillo nel suo sito sulle Morti Rosa. Profonde sono le radici.

  312. pianta di serra scrive:

    E’ proprio vero, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Si continui coi vecchi metodi, dunque. Io tolgo il disturbo.

  313. loredana scrive:

    condivido e sottoscrivo l’appello

  314. conc scrive:

    condivido e sottoscrivo

  315. mauro recher scrive:

    ma ,vedi nadia ,la situazione e questa ,credo che tutti si dovrebbero indignare dinanzi ad un omicidio o ad un crimine qualsiasi ,ma questo non è il punto ,il punto sta che si usa spesso la parola uomo e non assassinoo ,cosa che effettivamente è…
    In quanto tale (cioe uomo),mi state mettendo alla pari dell’ucraino ,o del stupratore ,o di qualsiasi altro tipo di criminale , e come dire che ,chi ha gli occhi chiari ,sia più inclini ad essere criminali .
    ma ,se si pensa che sia l’uomo(in quanto uomo) ad essere il problema ,l’unica soluzione sarebbe quella di una pulizia etnica del genere ,senza scomodare orrori del pasato ,ma anche ,negli anni 40 si era iniziato a dare colpa agli ebrei , e poi si è visto come è andata a finire …
    diamo la colpa ai veri colpevoli ,cioe agli assassini , senza facili generalizzazioni che non fanno altro che aumentare il dissenso tra i sessi , e non cerchiamo sempre di rivendicare ,in una vera e propria galleria dell’orrore se siano più cattivi le donne o gli uomini ….

  316. Francesca Sanzo - Donne Pensanti scrive:

    @mauro, pianta di serra: vi chiedo gentilmente di fare uno sforzo concettuale per uscire dal vostro personale. In questo post è contenuto UN APPELLO. Chiediamo di firmarlo e condividerlo a chi si sente in sintonia, non di fare inutili polemiche: siamo un’associazione che si occupa della questione femminile in tuttti i suoi aspetti, ci occupiamo di questo, non vedo perché si debba polemizzare verso un gesto che non si propone generale ma MOLTO specifico e CONTESTUALIZZATO. Nessuno criminalizza l’uomo: PARTIAMO DA CONSIDERAZIONI OGGETTIVE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, ovvero che l’escalation di OMICIDI nei confronti delle donne è pazzesca. @mauro: chiedi di non discriminare e poi non vuoi essere assimilato agli ucraini facendo un palese atto di razzismo. Ora basta. Ho lasciato a tutti la libertà di esprimersi ma tutto ha un limite: se questo appello non è condiviso basta non firmare. I dati dei siti proposti da pianta id serra mi sembrano quanto mai opinabili mentre è la Farnesina stessa a produrre dati molto chiari sugli omicidi in famiglia. Non è una lotta e se avrò la sensazione che la china sia questa, mi vedrò costretta a cancellare alcuni commenti. Per il momento inserisco la moderazione e consiglio a tutti di spostare, se vogliono, la polemica su “chi ammazza più chi” altrove. Non è un gioco che ci interessa.

  317. Nadia Somma scrive:

    21 agosto 2010 alle 17:31
    @ mauro forse é difficile difendere l’idea che si debba dire no alla violenza sulle donne. A volte ho pensato e perdonami, e che mi si perdoni la crudezza, che se si facesse un appello contro la tortura e l’uccisione dei cani, ci sarebbe molto più accordo o perlomeno meno dubbi e contrasti sull’opinione che i cani non si devono ammazzare o torturare… detta questa provocazione voglio chiarire che questo é un appello contro una cultura, un sistema di valori, che giustifica, ignora, la violenza sulle donne, ancora oggi, nel 2010. Se potessi parlare con te, ti potrei spiegare meglio cosa intendo. Ma se ne vuoi parlare sono disponibile. Da vent’anni mi occupo di sostegno ed aiuto alle donne che subiscono violenza e da vent’anni ho a che fare con i pregiudizi, le resistenze da parte istituzionale, a dare aiuto e sostegno alle donne. Ci sono ancora oggi, 2010, colpevolizzazioni delle donne maltrattate, giustificazioni delle violenze, banalizzazione di episodi gravi. Tra queste figure istituzionali che giustificano la violenza, le donne delle istituzioni, non sono da meno. Perché il problema non sono gli uomini, e i loro cronosomi Xy,come tu mi obietti di pensare, ma il pensiero e la visione che abbiamo delle cose. Qua non si parla di donne e di uomini in relazione sentimentale. Ma del contesto in cui é agita la violenza sulle donne, cioé si parla di una situazione particolare e specifica, peculiare che si é stratificata nei secoli, che é stata agita in nome della legge, della tradizione, e dell’onore. Non si spazzano via così facilmente radici ancorate fin nel nostro inconscio perché hanno a che fare sul piano simbolico.
    E’ davvero così difficile capirci?

  318. mauro recher scrive:

    Francesca ,hai ragione,me ne sono accorto dopo di aver fatto descriminazione anch’io ,mi scuso se ho ferito qualcuno/a di quella provenienza ,intendevo dire assassino che ,purtroppo ,riguarda tutto il pianeta , ….ma vorrei che fosse chiaro ,e poi concludo (anche se credevo che si potesse discutere di un argomento ,anche se delicato,bastava che il post nno scadesse nel offensivo e triviale)che ,almeno io, non intendevo mancare di rispetto alle vittime ,ne tanto meno alle famiglie ,che hanno il dolore nel cuore..volevo solo chiarire questo punto che mi sembra fondamentale….

  319. mauro recher scrive:

    @nadia se vuoi parlare sono sempre disponibile
    la mia e-mail è recher70@yahoo.it
    ovviamente vale anche per gli altri …

  320. sottoscrivo in questo periodo in cui moralità, senso civico, rispetto, risultano essere parolacce ritengo che ogni azioni che promuova il rispetto tra le persone serva a ridare speranza a questo paese

  321. Alessandro scrive:

    aderisco all’appello e cercherò di proseguire , come tutti i santi giorni, la sensibilizzazione di uomini e anche di donne (che ancora non sono consapevoli del tutto della situazione che millenni di patriarcato ha prodotto) sulla necessità di superare gli stereotipi e gli squilibri fra i sessi che questa società produce da cosi tanto tempo . Sono interdetto e ancora amareggiato nel leggere i post della maggior parte degli uomini e trovo assordante e smisurata (ma già ne ero a consapevole..) la differenza di profondità, intelligenza, cultura, sensibilità, senso del rispetto (quello vero) che emerge leggendo i post delle donne rispetto a quelli maschili. Leggo le vostre risposte misurate, puntuali, intrise di solidarietà; frutto di chi davvero vuole promuovere la sacralità della vita e l’ unica cosa che mi viene da pensare è “perle ai porci”. Chiedo scusa in anticipo perchè non voglio davvero offendere nessuno, al massimo manifestare lo sconcerto per l’ evidente mentalità microscopica di taluni uomini e non vorrei distogliere dal focus dell’ iniziativa che è sottoscrivere senza esitazione e polemiche sterili un appello che manifesti la propria totale contrarietà alla violenza sulle donne. Scusate se mi ripeto, però davvero sono scioccato di vedere come persone, che stando su un sito del genere ci si aspetta un tanto più evoluti, almeno un pochino al di sopra della superficialità, al di sopra degli stereotipi che vanno avanti da secoli; cerchino attraverso ragionamenti dalla logica a mio avviso miserabile (dal loro immagino schiacciante) di dare un taglio pseudointelligente a quelli che sono invece da sempre i corollari comportamentali del patriarcato dominante. Alla richiesta per un appello contro la violenza alle donne, si invoca per rifiutarlo, la violenza che anche gli uomini subiscono? Spero di non essere bannato ma non posso tacere che la differenza fra queste donne e noi (anzi voi…) è che se chiunque (uomo, donna, animale, pianta o minerale) compisse una simile iniziativa promuovendo un appello contro la violenza che so, subita dagli uomini cui le ex mogli non fanno vedere i figli (è solo un esempio per carità non vi accanite su questo…andate oltre) loro aderirebbero senza sciocche e inutili precisazioni, mosse dal desiderio genuino di salvaguardare DAVVERO la vita, il rispetto, il dialogo e la comprensione. Trovo intollerabile che parlando di questioni cosi drammatiche si ribatta facendo l’ esempio di quella o questa donna che ha avuto un comportamento discriminatorio su un uomo o cose simili…..dire: “sono d’ accordo, però allora anche gli uomini subiscono vessazioni etc…” è solo un modo per mascherare il fastidio profondo nei confronti di ciò che i pensieri, gli studi, le azioni di queste donne fanno (giustamente) emergere: ovvero che l’ uomo, il maschio o come vi pare è al centro, da millenni, dell’esercizio del potere usandolo a proprio vantaggio e rendendo la donna ostaggio e al servizio dell’ uomo. Da decenni (anche grazie alla rimessa in discussione delle teorie sulle società preistoriche…anche l’ archeologia era patrocinio maschile che nascondeva gli antichissimi e diffusi culti della Dea Madre) le donne hanno acquisito coscienza di come diverso era il contesto sociale anticamente e di come è via via cambiato a favore di società aggressive dove la violenza era ( ed è) il presupposto del potere. Un tempo molto addietro le donne erano la guida, non perché esercitavano il potere ma perché erano in contatto con la nascita e la morte, con il senso profondo del cambiamento (virtù questa sconosciuta all’ uomo che tende a cristallizzare tutto ciò che lo riguarda) erano le guaritrici che sapevano guidare le coscienze umane a più alti livelli di spiritualità. Finalmente si mette in discussione sul serio il paradigma sociale in cui siamo immersi e noi uomini abbiamo il dovere di essere promotori di questo cambiamento che porta a società fondate su valori diversi dagli attuali. Si badi che non pongo la discussione sul piano del meglio donna, meglio uomo, farlo significherebbe travisare e confondere il senso dell’ appello. Questa adesione non necessità di un confronto sul primato dei sessi…..è una pura richiesta di aiuto e di anelito al miglioramento delle condizioni di vita. Sic et sempliciter
    Concludo con una cosa che le donne già sanno bene, ma preme comunque sottolinearlo: a mio avviso è ovviamente necessario dialogare con gli uomini per convergere sempre più sulla via della comprensione, del rispetto e della mutualità (salire insieme sull’ arca di cui si parlava prima…)ma è forse ancor più utile (le due cose non sono ovviamente supplementari) insistere sulla “alfabetizzazione della propria presa di coscienza da parte delle donne” di quelle donne che sono le prime vittime mentali dei retaggi dell’ attuale società; parlo per intenderci con un esempio banale di quelle donne che aspirano a tutti i costi ad avere il figlio maschio: quante volte ho sentito donne incinte dire con trionfo “è maschio me lo sento, ne sono sicura..”!!!!!!! o le donne che pensano, qualora tradiscano il partner, che se lui le da un paio di sganassoni o di calci in pancia un po’ se lo sono meritato!!! (nei paesi dell’ est è pieno ve lo assicuro…..garantisco però che non sono andato nell’ est per turismo sessuale!!!!!). Voglio dire che come per tutte le evoluzioni occorre pensare al presente e al futuro e per quest’ ultimo sono le donne madri dei maschi le prime a non dover trattare questi come i destinatari del futuro potere, come il mezzo attraverso il quale anche loro saranno accettate da questa società maschilista……ma a doverli crescere come esseri umani liberi e coltivare in loro il senso sacro per la vita.
    Scusate per la lunghezza il dono della sintesi non mi appartiene. O forse se leggevo post meno inquietanti sarei stato più corto. Buona fortuna a tutte le donne e tutti gli uomini (soprattutto a quelli picchiati selvaggiamente da donne senza pietà!) di questo mondo….anche se le donne ne hanno più ragionevole bisogno viste le statistiche.

  322. Alessandro scrive:

    errata corrige: nella seconda riga intendevo scrivere:….(quelle che ancora non sono consapevoli…etc etc–

  323. eliana scrive:

    sottoscrivo in pieno questo appello, lo pubblicherò sul profilo e lo diffonderò via mail per contribuire, seppur in minima parte, a scuotere le coscienze

  324. Mario scrive:

    Buona sera a tutte e a tutti. Aderisco a questa campagna: la violenza va sempre condannata, senza se e senza ma, a prescindere da chi la compie e da chi la subisce. La violenza contro le donne è sempre ingiustificata, condivido con voi. Ho trovato questi interessantissimi link, tra i tanti,che analizzano la situazione a 360 gradi. Inviterei tutti e tutte a leggerli. Buone cose

    http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/08/femminicidio-o-maschicidio.html

    http://www.uominibeta.org/2010/05/10/la-grande-menzogna/

    http://giustiziaintelligente.blogspot.com/2010/03/una-mimosa-da-frassi.html

    http://www.genitorisottratti.it/2009/03/la-verita-sulle-false-accuse.html

  325. sabina balduzzi scrive:

    sottoscrivo.

  326. Nadia Somma scrive:

    ringrazio Alessandro per il contributo.

  327. laura a. scrive:

    aderisco, ho linkato l’appello in un post sul tema sul mio blog, continuiamo ad agire nel quotidiano per un futuro migliore – grazie come sempre per il vostro lavoro.

  328. Pandora scrive:

    @ mario: 360° a proposito di quegli altri 180° Oggi riflettevo così lasciando andare i pensieri, e così mi é venuto in mente che una ragazza di 19 anni pochi giorni fa, é stata sfigurata con l’acido, credo sia successo a Torino. Non si sa nemmeno il nome di questa giovane donna…altre due donne sono state bruciate in Italia quest’anno, i mariti le hanno cosparse di liquido infiammabile ed hanno dato fuoco, é accaduto in Sicilia….corpi martoriati, sfigurati, corpi in vita che non avranno mai più una vita. Di queste donne non si sa nemmeno il nome, di quste donne non si saprà più nulla, possimao solo immaginare una vita estirpata della vita stessa…riflettevo quanto i corpi delle donne sono stati violati, mutilati, deturpati, usati con la prostituzione coatta, nel mondo occidentale e nel resto del mondo…poi mi é venuto in mente quando nel 1996 Lorena Bobbit evirò il marito…ricordo che se ne parlò per settimane, interviste, processo, riinterviste….la notizia fece il giro del mondo, la notizia girò e rigirò il mondo..stupore, turbamento. Una donna aveva violato e mutilato il corpo di un uomo…e allora mi domando e ti domando Mario a proposito di quei 180°: secondo te perché la deturpazione, la mutilazione, la violazione di un corpo di donna merita in cronaca lo spazio di un giorno, e la mutilazione di un corpo maschile giorni, giorni, settimane e settimane? Che riflessione fai sulla distanza di quei 180° che ci separano? A proposito nel link che hai messo cercavo il pezzo su la grande menzogna, ho visto che é stata tolta..di che menzogna si trattava, Mario??
    p.s. Come a voler creare una sorta di parità nella conta delle vittime, alcuni siti di uomini continuano a pubblicare riflessioni sui morti sul lavoro… che sono in stragran maggioranza maschili: quelli però Mario non li uccidono le donne o le mogli, ma altri imprenditori, uomini come loro….

  329. Claudia scrive:

    Non posso che condividere l’argomento!
    Metterò il banner sul mio blog!!
    A presto…

  330. Claudia scrive:

    Ho fatto copia e incolla del codice ma il banner non viene visualizzato sul mio blog! Come mai?
    E’ un codice particolare?

  331. Panzallaria scrive:

    @claudia: prova ora, c’era stato un problema, anzi grazie per la segnalazione, l’ho sistemato!

  332. Claudia scrive:

    Grazie a te! Ne approfitto per dirti allora che anche il banner per Una tv contro gli stereotipi non mi compare!!
    A presto

  333. Claudia scrive:

    Mi da ancora problemi! Ora compare ma con una parte del codice html!

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