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	<title>Donne Pensanti</title>
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	<description>Resistenza Attiva 2.0 / website</description>
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		<title>Donne, lavoro, discriminazione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 07:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani sera alle 22.30 circa sarò ospite, a Bologna, di Salotto Precario, alla Festa Provinciale dell&#8217;Unità del Parco Nord per affrontare il tema delle discriminazioni sul lavoro lette in chiave femminile: VENERDÌ 10 SETTEMBRE, ore 23.00 DISCRIMINAZIONE: NEL LAVORO E NON SOLO Salotto Precario sulle discriminazioni, con particolare riguardo al punto di vista precario e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/09/path.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-863" title="Logo di Salotto Precario" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/09/path-150x150.jpg" alt="Logo di Salotto Precario" width="150" height="150" /></a>Domani sera alle 22.30 circa sarò ospite, a Bologna, di <a href="http://www.salottoprecario.it/il-programma-di-salotto-precario-alla-festa-provinciale-dell-unita/">Salotto Precario</a>, alla <a href="http://festaunita.pdbologna.org/">Festa Provinciale dell&#8217;Unità</a> del Parco Nord per affrontare il tema delle discriminazioni sul lavoro lette in chiave femminile:</p>
<blockquote><p><strong>VENERDÌ 10 SETTEMBRE, ore 23.00</strong></p>
<p><strong>DISCRIMINAZIONE: NEL LAVORO E NON SOLO</strong></p>
<p><strong>Salotto Precario sulle discriminazioni, con particolare riguardo al punto di vista precario e femminile</strong></p>
<p>Con contributi di Daniela Bortolotti, Francesca Rossi, Francesca Sanzo (network Donne Pensanti) e tante altre.</p></blockquote>
<p>E&#8217; un&#8217;occasione di confronto e per riflettere su un tema complesso e stratificato. Io ho scelto di partire dalle <a href="http://donnepensanti.ning.com/forum/topics/donne-e-lavoro-stipendi">testimonianze raccolte in community</a> per cercare di individuare elementi comuni alle molte donne che hanno partecipato all&#8217;inchiesta. Con le socie fondatrici di Donne Pensanti e dialogando con <a href="http://www.pensieridistefania.blogspot.com/">Stefania Boleso</a> abbiamo anche pensato a qualche proposta per le Istituzioni e per agire attivamente, come donne, sul problema.</p>
<p>Ma il contributo vero lo daranno tutti coloro che vorranno partecipare alla serata, con racconti, riflessioni, punti di vista.</p>
<p>Vi aspettiamo domani e ringrazio Daniela Bortolotti per avermi voluta invitare.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per ringraziare anche <strong>Eloisa Morra</strong> che ha ritenuto interessante intervistarmi per <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/donne-pensanti-svegliatevi-intervista-a-francesca-sanzo/">Cronache Laiche</a>. Ne è uscito un articolo che riassume obiettivi, presupposti e storia di Donne Pensanti. Grazie!</p>
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		<title>Un Vespaio al Premio Letterario: diamo una mano a Bruno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Non capisco il vespaio sollevato dalle dichiarazioni del Sig. Vespa al Premio Campiello. In fondo non è colpa sua, sono le tette della Avallone ad essere presenzialiste! Lui voleva solo fare dei complimenti. Garbati. Da uomo di altri tempi. Con un nome così &#8211; poi &#8211;  l&#8217;esimia scrittrice cosa si dovrebbe aspettare se non complimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/09/Bruno-Vespa-Avallone.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-858" title="Bruno  Vespa Avallone" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/09/Bruno-Vespa-Avallone-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non capisco il vespaio sollevato dalle <a href="http://www.corriere.it/cultura/10_settembre_06/vespa-avallone-campiello_f2af3118-b97e-11df-90df-00144f02aabe.shtml">dichiarazioni del Sig. Vespa al Premio Campiello</a>.</p>
<p>In fondo non è colpa sua, <strong>sono le tette della Avallone</strong> ad essere presenzialiste!</p>
<p>Lui voleva solo fare dei complimenti.</p>
<p>Garbati.</p>
<p>Da uomo di altri tempi.</p>
<p>Con un nome così &#8211; poi &#8211;  l&#8217;esimia scrittrice cosa si dovrebbe aspettare se non complimenti a prova di dossi?</p>
<p>Le buone maniere e  il gusto per la battuta ronzata nelle orecchie appartengono alle corde del celebre conduttore fin dagli inizi della carriera, quando &#8211; giovane <em>ancor men</em> &#8211; si occupava di &#8220;<strong>Porto al Porto</strong>&#8220;,  la trasmissione dedicata all&#8217;ittologia della Rete Ammiraglia<em>. </em></p>
<p><em> </em>Allora, in tantissime abboccavano all&#8217;amo.</p>
<p>Il Signor Vespa, d&#8217;altronde, non fa nascondimento di adulare parimenti donne e uomini (ma solo di <em>cul-tura</em>) e a sostegno della tesi della <strong><em>par condicio</em></strong>, dell&#8217;equo trattamento, cerca sempre di valorizzare tutte le doti (sia intellettuali che estetiche) delle persone.</p>
<p>Noi, per soccorrerlo in tempi in cui femministe oltranziste, giornalisti moralisti, bruttine stagionate e grilli canterini si uniscono al tavolo dei talebani del buon gusto accusandolo di svilire le donne, stiamo fortemente dalla sua parte.</p>
<p><a href="http://sulromanzo.blogspot.com/2010/09/grazie-vespa.html">Leggere l&#8217;incipit di questo post</a> ci ha fatto venire in mente di possedere un documento prezioso che può mettere fine a questo vespaio e che <strong>vi invitiamo a diffondere il più possibile.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <strong>DIAMO UNA MANO A BRUNO!!!!!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>La televisione è sguardo e il guardone  vuole la sua parte no?</strong></p>
<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/09/pacco_premier.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-856" title="pacco_premier" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/09/pacco_premier-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a></p>
<p><strong>Articoli  interessanti sul tema:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://sulromanzo.blogspot.com/2010/09/grazie-vespa.html">Grazie Vespa &#8211; Angelica Gherardi, Sul Romanzo</a></li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/09/06/news/lerner_murgia-6791000/">Se anche la scrittrice è trattata da velina &#8211; Gad Lerner, Repubblica</a></li>
<li><a href="http://www.michelamurgia.com/di-diritti/generi/prendete-e-mangiatene-tutti">Prendete e mangiatene tutti &#8211; Michela Murgia</a></li>
<li><a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/09/07/ce-di-peggio/">C&#8217;è di peggio &#8211; Loredana Lipperini</a></li>
<li><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/80035/campiello-vespa-risponde-lerner/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+giornalettismocom+(Giornalettismo)">Campiello: Vespa risponde &#8220;La Murgia e Lerner due seguaci di Grillo&#8221; &#8211; Giornalettismo</a></li>
</ul>
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		<title>Il caso Barbara Contini: le donne parlano solo per invidia di altre donne?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere questo articolo di Italia chiama Italia (quotidiano on line degli italiani all&#8217;estero) apre a un vastissimo numero di riflessioni.  Potrebbe essere usato come esercizio di stile critico e non nascondo che forse sarà così. Il fatto: Barbara Contini &#8211; senatrice Pdl &#8211; rilascia un&#8217;intervista a KlausCondicio in cui afferma che: &#8220;Nel PdL, non vedo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/08/tacchi_spillo160_logo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-487" title="tacchi_spillo160_logo" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/08/tacchi_spillo160_logo-150x150.jpg" alt="tacchi_spillo160_logo" width="150" height="150" /></a>Leggere questo articolo di <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/23026/2010-08-23.html">Italia chiama Italia</a> (quotidiano <em>on line</em> degli italiani all&#8217;estero) apre a un vastissimo numero di riflessioni.  Potrebbe essere usato come esercizio di stile critico e non nascondo che forse sarà così.</p>
<p><strong>Il fatto:</strong></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Contini">Barbara Contini</a> &#8211; senatrice Pdl &#8211; rilascia un&#8217;intervista a <a href="http://www.youtube.com/user/klauscondicio">KlausCondicio</a> in cui afferma che:</p>
<p>&#8220;Nel PdL, non vedo donne che possano confrontarsi con il Presidente in modo franco e dialettico, in modo diretto. Nel Pdl non amano le donne forti, in gamba, le donne con idee. Ne hanno paura. E questo è colpa di uomini piccoli&#8221; e che &#8220;Oltre a un declino del peso internazionale dell&#8217;Italia, dobbiamo purtroppo registrare un decadimento del nostro sistema paese certificato anche da tutte le recenti statistiche, alle quali, per gravi responsabilità politiche, non è stato posto freno. Il nostro processo di decadimento è grave, siamo obsoleti, vecchi e con forti necessità di integrazione, ma non siamo stati in grado di reagire. Siamo un Paese pieno di problemi ma anche di enormi potenzialità e risorse. A differenza della Germania o della Spagna, però, non siamo stati in grado di utilizzare a pieno le nostre risorse. In politica hanno prevalso logiche individualistiche, invidia, meschinità, ed ecco i risultati&#8221;</p>
<p><strong>Le reazioni politiche:</strong></p>
<p>Le donne del Pdl ovviamente si indignano. Si sentono offese nel personale. Non hanno alcuna intenzione di andare oltre il personalismo e guardare al sugo di dichiarazioni che vanno ben oltre il loro partito. Fanno QUADRATO attorno a quegli uomini che le hanno scelte, candidate, volute fortemente in Parlamento. Alcune di loro rilasciano dichiarazioni strettamente politiche, rivendicando la propria preparazione e professionalità, altre usano il modello che io chiamo &#8220;Uomini e donne&#8221;, per parafrasare la famosa trasmissione della De Filippi, giocata sulla dinamica dell&#8217;umiliazione reciproca e del chi urla più forte.</p>
<p>Daniela Santanché dice che &#8220;i tacchi logorano chi non ce li ha&#8221; e ancora che ci vuole <strong>equilibrio e coraggio</strong> per portarli e che &#8220;L’atteggiamento della senatrice Contini è il frutto, sostiene il sottosegretario, di ”un po’ di invidia, di gelosia ma anche di stupidità&#8221;.&#8221;</p>
<p>Ma ora passiamo all&#8217;articolista. Tale Gabriele Polizzi.</p>
<p>L&#8217;articolo si apre in questo modo:</p>
<blockquote><p><strong>Barbara Contini, senatrice del Popolo della Libertà alla sua prima legislatura, probabilmente avrebbe fatto meglio a stare zitta</strong>. O almeno, a non cercare di assomigliare così tanto a quelle donne dell&#8217;opposizione &#8211; vedi Rosi Bindi, ad esempio &#8211; che proprio non riescono a mandar giù il fatto di essere un po&#8217; &#8220;bruttine&#8221;, per usare un eufemismo, e quindi invidiano le loro colleghe, quelle belle, alte e con le curve al posto giusto; e che possono permettersi di indossare un bel paio di tacchi a spillo senza provocare grasse risate in chi le guarda.</p></blockquote>
<p>NON RIESCONO A MANDARE GIU&#8217; IL FATTO DI ESSERE BRUTTINE</p>
<p>INVIDIANO LE COLLEGHE CON LE CURVE AL POSTO GIUSTO</p>
<p>E si chiude così:</p>
<blockquote><p>Quanti manifesti ha attaccato la signora Contini, quanti gazebo ha montato, quanti volantini ha distribuito, quanti comizi ha tenuto, quante delibere ha scritto, quante piazze ha affrontato e convinto, quanti voti prende?”, ha spiegato Corsaro. Domande retoriche, naturalmente: Barbara Contini non ha mai fatto nulla di tutto questo. &#8220;È proprio vero che in politica le peggiori nemiche delle donne sono alcune donne, quelle che vengono catapultate in politica senza alcuna formazione &#8211; conclude Corsaro -. Torni a fare il suo mestiere originario questa signora, era più apprezzata e soprattutto si teneva lontana dall&#8217;Italia&#8221;. Amen.</p></blockquote>
<p>Noi non possiamo che offrire tutta la nostra solidarietà alla Senatrice Contini. Come persone e donne. Perché fino a quando ogni <strong>affermazione femminile critica</strong> verrà filtrata attraverso l&#8217;aspetto fisico di chi la dice, smontando discorsi sensatissimi e che richiedono solo un confronto puntando tutto sull&#8217;etica del tacco a spillo</p>
<p>siamo ben lungi dal considerarci un Paese civile.</p>
<p>L&#8217;articolo è da leggere. Davvero.</p>
<p>Per inciso, ci piacerebbe ricordare all&#8217;articolista come è andata la vicenda <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosy_Bindi">Bindi</a>:  fu Berlusconi &#8211; il 7/10/2009 a tentare di sminuirla attaccandosi al suo aspetto fisico con una battuta degna di un cabarettista (forse parte di un antico repertorio?) «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente»  e lei rispose in un modo che tutto fa pensare, tranne che a qualche invidia:</p>
<blockquote><p>Non sono una donna a sua disposizione e ritengo molto gravi le sue affermazioni</p></blockquote>
<p>Mi pare che una risposta di questo genere presupponga un <strong>uscire dalle logiche del sistema che l&#8217;ha provocata che tutto fa pensare, tranne che si tratti di invidia.</strong></p>
<p>Ma come spesso accade, prevale lo stereotipo, ovvero se una donna ha il coraggio di affermare idee contrarie alla maggioranza lo fa</p>
<p><strong>per invidia della bellezza altrui</strong></p>
<p>Perché noi donne, in televisione come in politica abbiamo un&#8217;unica libertà: sminuire le altre per prevalere. Ma se siamo brutte dobbiamo tacere.</p>
<p>Su friendfeed:<br />
<iframe src="http://friendfeed.com/panzallaria/26e8c103/se-una-parlamentare-del-pdl-dice-che-le-curve?embed=1" frameborder="0" height="600" width="400" style="border:1px solid #aaa"></iframe></p>
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		<title>Donne e lavoro: discriminazioni e altro</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 10 settembre 2010 sarò ospite di Salotto Precario, nell&#8217;ambito della Festa provinciale dell&#8217;Unità di Bologna. Il tema è quello del lavoro e delle discriminazioni nei confronti delle donne. Mi piacerebbe riflettere su casi concreti, le vostre storie quotidiane, quello che pensate come donne e uomini sull&#8217;argomento. Sul SOCIAL NET di Donne Pensanti ho attivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_483" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/08/donna-lavoro.gif"><img class="size-thumbnail wp-image-483" title="Donna al lavoro" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/08/donna-lavoro-150x150.gif" alt="Donna al lavoro" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Donna al lavoro</p></div>
<p>Il <strong>10 settembre 2010</strong> sarò ospite di <a href="http://www.salottoprecario.it/il-programma-di-salotto-precario-alla-festa-provinciale-dell-unita/">Salotto Precario</a>, nell&#8217;ambito della Festa provinciale dell&#8217;Unità di Bologna.</p>
<p>Il tema è quello del lavoro e delle discriminazioni nei confronti delle donne. Mi piacerebbe riflettere su casi concreti, le vostre storie quotidiane, quello che pensate come donne e uomini sull&#8217;argomento.</p>
<p>Sul <a href="http://donnepensanti.ning.com">SOCIAL NET</a> di Donne Pensanti ho attivato un forum dedicato all&#8217;argomento e mi piacerebbe che in molti rispondessero ad alcune domande sul tema per avviare un confronto che sarà utile a noi e da cui vorrei trarre considerazioni da mettere sul piatto anche nell&#8217;ambito della serata a Salotto Precario.</p>
<h4>Il forum è: <a href="http://donnepensanti.ning.com/forum/topics/donne-e-lavoro-stipendi">http://donnepensanti.ning.com/forum/topics/donne-e-lavoro-stipendi</a></h4>
<p>Troppo spesso le donne tacciono situazioni discriminanti perché temono per la propria indipendenza e stabilità professionale e perché SOPRATTUTTO non sanno di NON ESSERE SOLE.</p>
<p>Discutendone e facendo uscire il tema dal tabu, forse ci accorgeremo che in tanti possiamo provare a cambiare le cose. Ci proviamo?</p>
<p>Ho disattivato i commenti<strong> qui</strong> perché vorrei che si attivasse la discussione  <a href="http://donnepensanti.ning.com/forum/topics/donne-e-lavoro-stipendi">sul social net</a> dove ho segnato anche alcune<strong> domande generali</strong> che possono essere uno spunto per raccontare la vostra esperienza</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza delle parole dei Media</title>
		<link>http://www.donnepensanti.net/2010/08/limportanza-delle-parole-dei-media/</link>
		<comments>http://www.donnepensanti.net/2010/08/limportanza-delle-parole-dei-media/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi mesi estivi, durante i quali si sono consumati numerosi omicidi di donne da parte di familiari, conviventi, ex mariti, ex amanti o corteggiatori, oltre al giusto sdegno e alla riflessione sull&#8217;importanza di promuovere un&#8217;etica diffusa del rispetto reciproco per contrastare il fenomeno cercando di comprenderne le cause sociali oltre a quelle personali, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_480" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/08/il-conforto-delle-parole-scritte.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-480" title="Il conforto delle parole scritte - Immagine presa da http://www.etnografia.it/" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/08/il-conforto-delle-parole-scritte-150x150.jpg" alt="Immagine presa da http://www.etnografia.it/" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine presa da http://www.etnografia.it/</p></div>
<p>In questi mesi estivi, durante i quali <strong>si sono consumati numerosi omicidi di donne</strong> da parte di familiari, conviventi, ex mariti, ex amanti o corteggiatori, oltre al giusto sdegno e alla riflessione sull&#8217;importanza di promuovere <a href="http://www.donnepensanti.net/2010/07/io-promuovo-il-rispetto-appello-contro-i-femminicidi/">un&#8217;etica diffusa del rispetto reciproco</a> per contrastare il fenomeno cercando di comprenderne le cause sociali oltre a quelle personali, mi è capitato di interrogarmi spesso sul <strong>ruolo del linguaggio</strong>.</p>
<p>Ho letto sempre con grande attenzione gli articoli dei giornali, le cronache di questi eventi e via via che scorrevo pagine, storie, resoconti più o meno dettagliati, mi rendevo conto che in molti casi a questi fenomeni di violenza venivano associati termini che stonavano, che giustificavano, che in qualche modo straniavano dalla realtà quotidiana l&#8217;evento o l&#8217;assassino e che isolavano il fatto, come se si trattasse di un unicum di grande eccezionalità.</p>
<p>In molti, durante il mese di luglio hanno sottolineato come <a href="http://unionedonne.altervista.org/index.php/iniziative/hanno-scritto/286-non-chiamiamoli-delitti-passionali.html">sia importante non chiamare questi omicidi delitti passionali</a>, perché di passionale e amoroso non hanno nulla, ma secondo me c&#8217;è anche dell&#8217;altro.</p>
<p>Il 29 luglio sono nelle Marche dove il giorno precedente <a href="http://mirabilissimo100.wordpress.com/2010/07/29/claudio-alberto-sopranzi-si-consegna-dopo-aver-ferito-la-sua-ex-ed-ucciso-madre-e-sorella-della-sua-ex/">Claudio Alberto Sopranzi</a>, guardiano del campeggio dove ho trascorso numerose estati della mia adolescenza, ha ucciso la madre e la sorella della donna che l&#8217;ha lasciato &#8211;  davanti ai figli di questa &#8211; e lo ha fatto con una Berretta in suo possesso, andando a casa delle donne.</p>
<p>Dopo averle uccise è scappato, si è liberato del cellulare e della pistola e ha girato per lungo tempo per i campi.</p>
<p>Il <a href="http://www.corriereadriatico.it/articolo.php?id=112647">Corriere Adriatico</a> nell&#8217;edizione cartacea del 29 luglio, in una serie di articoli dedicati al fatto scrive:</p>
<blockquote><p>Strage per amore, uccise due donne</p></blockquote>
<p>titolando a prima pagina.</p>
<blockquote><p>Lite e minacce prima dell&#8217;esplosione di follia</p></blockquote>
<p>è il titolo di un secondo articolo</p>
<p>Si parla anche di &#8220;Trance&#8221; e &#8220;Raptus omicida&#8221;.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;assassino, una volta arrestato, a dire che non sa cosa ha fatto, che pensava di essere al <a href="http://www.corriereadriatico.it/articolo.php?id=113027">poligono di tiro</a>.</p>
<p>In questo caso, per fortuna, gli inquirenti non credono al raptus (l&#8217;uomo si è liberato del cellulare subito dopo l&#8217;omicidio, procurandosene uno nuovo e tentando di fuggire) ma il lessico, il lessico giornalistico inganna.</p>
<p>Ora. Definiamo Trance. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trance_(psicologia)">Wikipedia</a> scrive:</p>
<blockquote><p>Tra i comportamenti caratteristici si osserva l&#8217;aquiescenza acritica al comando con agiti consapevolmente o inconsapevolmente indipendenti dalla volontà con o senza perdita della memoria di circostanza.</p></blockquote>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raptus">raptus</a> è invece:</p>
<blockquote><p>un improvviso impulso di forte intensità che può portare ad uno <a style="text-decoration: none; color: #0645ad; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;" title="Ansia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ansia">stato ansioso</a> e/o alla momentanea perdita della capacità di intendere e di volere.</p></blockquote>
<p>Siamo proprio sicuri che un uomo che utilizza schede telefoniche &#8220;pulite&#8221; e tenta la fuga in macchina sia in trance o sotto l&#8217;effetto di un raptus? E&#8217; davvero follia, intesa come incapacità di intendere e volere?</p>
<p>Ovviamente il caso di cui sto parlando è solo un esempio, uno dei tanti esempi di come questo genere di eventi vengono narrati.</p>
<p>La <strong>narrazione</strong> è importante perché <strong>delinea l&#8217;immaginario</strong> del lettore. Parlare di follia, <em>raptus, trance</em> è già un punto di vista.</p>
<p>I giornali, le televisioni, i media contribuiscono &#8211; e non solo sulla questione di genere &#8211; a promuovere immaginari e nelle scelte dei Palinsesti e delle prime pagine c&#8217;è già un messaggio.</p>
<p>Il mezzo è anche un messaggio e in questo caso i<strong>l mezzo linguistico è portatore di significato</strong>.</p>
<p>In questo periodo estivo, così tragicamente costellato di <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_agosto_6/pugile-passante-aggressione-milano-1703532590251.shtml">delitti contro le donne</a>, ho davvero riflettuto sull&#8217;importanza della comunicazione per innescare un cambiamento.</p>
<p>Quando i giornali, le televisioni, i Media cominceranno a parlare e riflettere sulla questione e a farlo in un modo interrogativo e non scontato, senza usare formule obsolete o tranquillizzanti, allora il problema verrà percepito come tale a livello generale.</p>
<p>La rivoluzione culturale &#8211; su tutti i fronti &#8211; in Italia deve partire da <strong>giornalisti coraggiosi</strong>. Deve passare dalle redazioni e dall&#8217;Informazione.</p>
<p>La rivoluzione culturale, la resistenza al livellamento verso il basso  deve attraversare il linguaggio, portare <strong>parole che abbiano peso specifico</strong>.</p>
<p>E&#8217; fondamentale.</p>
<p>Forse per questo applaudo al fatto che &#8211; seppur in seconda serata e non sulla rete ammiraglia -<a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=3368"> domani sera andrà in onda sulla Rai</a> il documentario <a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89">Il corpo delle donne</a>. Non è molto, se non seguiranno atti altrettanto significativi, ma è già qualcosa.</p>
<p>Per questo ho accolto con entusiasmo l&#8217;approfondimento de l&#8217;Unità di una decina di giorni fa sulla questione femminile e sono fermamente convinta che ci sia un gran bisogno di <strong>parole nuove</strong> che parlino di questi problemi.</p>
<p>Parole che trovino nuova forza e sappiano <strong>mettere in discussione più che definire</strong>.</p>
<p>Perchè le <em><strong>de-finizioni</strong></em>, lo dice la parola stessa, <strong>concludono</strong>, mentre noi siamo solo all&#8217;inizio di quella che deve essere <strong>una nuova via verso il rispetto</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In risposta al decalogo di Faith mi scrive l&#8217;Ufficio di Gabinetto della Polizia di Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 18:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[In risposta alla nostra mail e dopo aver letto la sua storia su Repubblica, l&#8216;Ufficio di Gabinetto della Polizia di Stato che ringrazio sentitamente per la pronta risposta, mi scrive quanto segue: La cittadina extracomunitaria AIWORO Faith in data 30-6-2010 è stata accompagnata presso questi Uffici dai Carabinieri di Casalecchio di Reno (Bo), intervenuti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/mano-che-scrive.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-462" title="mano-che-scrive" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/mano-che-scrive-150x150.jpg" alt="mano-che-scrive" width="150" height="150" /></a>In risposta alla <a href="http://www.donnepensanti.net/2010/07/il-decalogo-di-faith/">nostra mail</a> e dopo aver letto la sua storia su <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/07/21/news/nigeriana_arrestata-5737373/">Repubblica</a>, l<strong>&#8216;Ufficio di Gabinetto della Polizia di Stato</strong> che ringrazio sentitamente per la pronta risposta, mi scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>La cittadina extracomunitaria AIWORO Faith in data 30-6-2010 è stata accompagnata presso questi Uffici dai Carabinieri di Casalecchio di Reno (Bo), intervenuti in seguito alla segnalazione di una lite all’interno di un appartamento.</p>
<p>L’intervento è stato effettuato non su richiesta della straniera bensì dei vicini allarmati dai rumori provenienti dall’appartamento.</p>
<p>All’arrivo dei militari la donna e due suoi connazionali, uno qualificatosi come fidanzato e l’altro come amico, di recente, si mostravano sorpresi dell’intervento, negando che vi fossero dei problemi, anche se l’amico presentava vistose lesioni procurategli proprio dall’AIWORO Faith.</p>
<p>Accompagnati in ufficio per una compiuta identificazione, la donna, che successivamente formalizzava anche una denuncia per tentata violenza sessuale ai suoi danni da parte dell’amico, risultava clandestina sul territorio nazionale nonché destinataria di due provvedimenti di espulsione del Prefetto di Bologna, emessi in data 30-6-2006 e 4-12-2007.</p>
<p>La straniera non risultava avere pendente alcuna procedura finalizzata alla sua regolarizzazione sul territorio nazionale.</p>
<p>In considerazione di ciò è stato adottato un ulteriore provvedimento di espulsione nonchè il trattenimento presso il CIE, essendo la stessa in possesso di valido passaporto.</p>
<p>Durante la permanenza presso il centro la straniera non ha manifestato in alcun modo l’intenzione di chiedere la protezione internazionale ne’ risulta avere raccontato ad alcuno la vicenda riferita dal legale e riportata dagli organi di stampa che l’avrebbe vista coinvolta nel 2007 in Nigeria.</p>
<p>Al riguardo dagli atti d’ufficio risulta essere stata identificata in Italia già in un periodo precedente e precisamente il 30.06.2006.</p>
<p>Nella mattinata del giorno 20 si è proceduto all’esecuzione dell’espulsione a mezzo di personale di scorta e mentre il servizio era in corso il legale ha fatto pervenire via fax all’Ufficio una richiesta di protezione nei confronti della straniera, priva di validità perché non sottoscritta né dallo stesso legale né dall’interessata, riferendo di una vicenda giudiziaria che avrebbe visto coinvolta l’AIWORO in Nigeria nel 2007, per la quale avrebbe corso dei rischi se rimpatriata.</p>
<p>Nonostante l’anomalia dell’istanza la straniera veniva interpellata dal personale che l’aveva in consegna al quale non manifestava alcuna intenzione di rimanere in Italia, riferendo altresì di essere venuta nel nostro paese al solo fine di aiutare economicamente la propria famiglia.</p>
<p>La ragazza ha mantenuto un atteggiamento sereno e tranquillo nel corso dell’accompagnamento non mostrando alcuna preoccupazione per il suo rientro in patria, ove l’attendevano i famigliari, effettuando numerose telefonate dal suo cellulare del quale ha avuta la disponibilità per tutto il viaggio.</p>
<p>Ad ogni buon conto si rappresenta che anche dall’esame della banca dati Interpol non è risultato alcun provvedimento di cattura internazionale inserito nei confronti della AIWORO.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Il decalogo di Faith</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver letto questa terribile storia che riguarda una donna nigeriana che viveva a Bologna, ci è sembrato responsabile prendere posizione pubblicamente. Valerie Donati, socio fondatore di Donne Pensanti ha elaborato un testo che sintetizza il nostro punto di vista e che invieremo alla Questura di Bologna, indirizzandola al Questore Dr. Luigi Merolla: urp.quest.bo@pecps.poliziadistato.it , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/mano-che-scrive.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-462" title="mano-che-scrive" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/mano-che-scrive.jpg" alt="mano-che-scrive" width="250" height="155" /></a>Dopo aver letto <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/07/21/news/nigeriana_arrestata-5737373/ ">questa terribile storia</a> che riguarda una donna nigeriana che viveva a Bologna, ci è sembrato responsabile prendere posizione pubblicamente.</div>
<div>Valerie Donati, socio fondatore di Donne Pensanti ha elaborato un testo che sintetizza il nostro punto di vista e che invieremo alla <strong>Questura di Bologna</strong>, indirizzandola al Questore <strong>Dr. Luigi Merolla</strong>: <a href="mailto:urp.quest.bo@pecps.poliziadistato.it">urp.quest.bo@pecps.poliziadistato.it</a> , <strong>all&#8217;Urp del Comune di Bologna</strong> <a style="text-decoration: none; color: #151dc6; font-size: 1em;" href="mailto:Urp@comune.bologna.it">Urp@comune.bologna.it</a> per conoscenza agli organi di stampa locali.</div>
<div>Vi invitiamo a dare ampia diffusione alla notizia e se lo condividete, a pubblicare questo testo. Potete sottoscriverlo con un commento e se pensate che sia opportuno, vi invito a vostra volta a scrivere una lettera alla Questura di Bologna.  Se qualcuno è a conoscenza di iniziative per aiutare questa persona, vi preghiamo di condividerle con noi per poter fare RETE.  Il tempo stringe.</div>
<div>Speriamo che ci sia la volontà di intercedere per questa donna.</div>
<blockquote>
<div><strong>Il decalogo</strong></div>
<ul>
<li> Faith ha 23 anni e quattro anni fa  ha ucciso un potente connazionale, per difendersi dai suoi tentativi di violenza sessuale.</li>
<li> E’ stata condannata a morte nel suo paese (che non contempla per le donne l’attenuante della legittima difesa).</li>
<li>E’ scappata dal paese che la vuole morta.</li>
<li>Si è rifugiata a Bologna credendo di essere al sicuro.</li>
<li>Hanno tentato di violentarla nuovamente.</li>
<li>Ha denunciato il suo aggressore.</li>
<li>E’ stata fermata dalla Questura.</li>
<li> E’ stata rimpatriata nel suo paese.</li>
<li> In questo momento forse è già stata impiccata.</li>
<p>E’ l’elenco puntato che riassume <strong>la vita di una donna di soli 23 anni</strong>. Dieci punti che pesano come se fossero 10.000 E’ difficile seguire i dedali della Giustizia ma ancora più difficile comprenderne il disegno quando proprio questa si trasforma in Ingiustizia. La costituenda Associazione <strong>Donne Pensanti</strong>, che <strong>ha sede proprio a Bologna</strong>, la città <strong>nella quale Faith aveva scelto di cercare rifugio</strong>, quella stessa città che ha deciso di rimpatriarla nonostante una condanna a morte, chiede al Comune di Bologna di considerare la gravità del provvedimento di espulsione ordinato per Faith Aiworo. Il provvedimento, che equivale ad una sentenza esecutiva di messa a morte di una donna che scappava per sopravvivere non colpisce solo Faith.</p>
<p><strong>Apre, infatti, un pericoloso precedente che intimidirà e zittirà tutte quelle donne che in situazione di irregolarità, volessero denunciare una violenza subita nel nostro paese, nella nostra città. </strong>Come cittadine, come Associazione, come donne esprimiamo il nostro sconcerto davanti alla decisione presa dalle autorità competenti in materia nel comune di Bologna. Esistono casi in cui la <strong>Giustizia</strong>, quella che ancora si chiama tale perché difende i diritti umani, deve saper ponderare, prendere tempo, valutare il singolo caso cercando la via che difende prima di tutto i diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Esistono casi di <strong>In-Giustizia</strong> in cui i provvedimenti vengono applicati perentoriamente, ciecamente, irrevocabilmente.</p>
<p><strong>Donne Pensanti è dalla parte della Giustizia.</strong></ul>
</blockquote>
<h3><strong>Notizia dell&#8217;ultima ora (venerdì 23/7/2010): mi ha scritto l&#8217;ufficio di gabinetto della Polizia di stato: <a href="http://www.donnepensanti.net/2010/07/in-risposta-al-decalogo-di-faith-mi-scrive-lufficio-di-gabinetto-della-polizia-di-stato/">http://www.donnepensanti.net/2010/07/in-risposta-al-decalogo-di-faith-mi-scrive-lufficio-di-gabinetto-della-polizia-di-stato/</a></strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come è andata a finire? Storia di buone pratiche</title>
		<link>http://www.donnepensanti.net/2010/07/come-e-andata-a-finire-storia-di-buone-pratiche/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo manifesto ha suscitato reazioni forti in Rete e il movimento trasversale è stato davvero corale da parte di tantissime persone. E&#8217; una pubblicità fortemente svilente sia per le donne che per gli uomini, percepiti anche loro come stalloni da monta. L&#8217;associazione Donne in quota si è mossa, è stata organizzata una mail bombing nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_441" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/06/montami.jpg"><img class="size-medium wp-image-441" title="Montami: cartellone comparso nelle strade di Milazzo - luglio 2010" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/06/montami-300x225.jpg" alt="Montami: cartellone comparso nelle strade di Milazzo - luglio 2010. " width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Montami: cartellone comparso nelle strade di Milazzo - luglio 2010. </p></div>
<p>Questo manifesto ha suscitato reazioni forti in Rete e il movimento trasversale è stato davvero corale da parte di tantissime persone.</p>
<p>E&#8217; una pubblicità fortemente svilente sia per le donne che per gli uomini, percepiti anche loro come stalloni da monta.</p>
<p>L&#8217;associazione <a href="http://www.donneinquota.org/">Donne in quota</a> si è mossa, è stata organizzata una <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=136175483080209&amp;ref=share">mail bombing</a> nei confronti dell&#8217;azienda e del Comune e sono state fatte le dovute segnalazioni allo <a href="http://www.iap.it/">IAP</a> che è l&#8217;<strong>Istituto di autodisciplina pubblicitaria</strong> che come è sempre importarte ricordare è l&#8217;<strong>Organo istituzionale deputato a questo genere di segnalazioni</strong>.</p>
<p><strong>Come è andata a finire?</strong></p>
<p>L&#8217;amministratore delegato della Cauldron Federico Calderone ha chiesto scusa <a href="http://lnx.donneinquota.org/?p=946">in una lettera a Donne in quota</a> e anche lo Iap ha accolto le proteste:</p>
<blockquote>
<p style="line-height: 20px;">“Con riferimento alla segnalazione in oggetto, comunichiamo che il Comitato di Controllo in data 19/7/10, sulla base di una segnalazione ricevuta il 15/7/10, ha emesso ingiunzione di desistenza dalla diffusione del messaggio per la violazione dell’art. 10 – <em>Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona -</em> del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.</p>
<p style="line-height: 20px;">Precisiamo che il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione definitiva allo scadere del termine previsto ex art. 39 del CA, ovvero il 30 luglio p.v. qualora la parte non proporrà motivata opposizione. Vi terremo informati sul seguito della pratica”. (fonte <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/">Loredana Lipperini blog</a>)</p>
</blockquote>
<p style="line-height: 20px;">
<p style="line-height: 20px;">Quando vediamo una pubblicità lesiva il modo più efficace per portarla all&#8217;attenzione pubblica e sperare in una sua sospensione è:</p>
<ul>
<li>Segnalarla agli organi competenti: <a href="http://www.iap.it/">lo Iap</a></li>
<li>Proporre un <strong>confronto pubblico</strong> con l&#8217;Amministrazione che l&#8217;ha affissa e l&#8217;azienda che pubblicizza per una riflessione sulle motivazioni che spingono ancora a scegliere questo tipo di comunicazione rispetto ad altra. Lo si può fare contattando associazioni come la nostra o cercando di attivare un buon passaparola in Rete.</li>
</ul>
<p>Alcuni <strong>ottimi articoli</strong> sull&#8217;argomento:</p>
<ul>
<li>Loredana Lipperini &#8211; <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/07/22/dignita-della-persona/">Dignità della persona</a></li>
<li>Giovanna Cosenza &#8211; <a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/07/21/quando-limprenditore-chiede-scusa/">Quando l&#8217;imprenditore chiede scusa</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Io promuovo il rispetto &#8211; Appello CONTRO i FEMMINICIDI</title>
		<link>http://www.donnepensanti.net/2010/07/io-promuovo-il-rispetto-appello-contro-i-femminicidi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 11:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e...]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[I recenti fatti di cronaca che vedono tragicamente protagoniste numerose donne, vittime di omicidi per mano di uomini impongono una riflessione collettiva. Con alcune donne variamente impegnate nella questione di genere abbiamo stilato un Appello Contro i femminicidi, per promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul VALORE delle PERSONE che non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/banner_femminicidi_web.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-436" title="banner_femminicidi_web" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/banner_femminicidi_web.gif" alt="banner_femminicidi_web" width="230" height="100" /></a>I recenti fatti di cronaca che vedono tragicamente protagoniste numerose donne, vittime di omicidi per mano di uomini impongono una riflessione collettiva.</p>
<p>Con alcune donne variamente impegnate nella questione di genere abbiamo stilato un <strong>Appello Contro i femminicidi</strong>, per promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul<strong> VALORE delle PERSONE</strong> che non sono cose da POSSEDERE sia una speranza di cambiamento.</p>
<p><strong>Ognuno di noi ha una responsabilità</strong> e dobbiamo ricordarci che promuovendo il rispetto, possiamo contribuire a <strong>fermare questa MATTANZA</strong>.</p>
<p>Se ti riconosci nell&#8217;Appello, ti chiediamo di <strong>sottoscriverlo lasciando un commento </strong>a questo post e SOPRATTUTTO di DIFFONDERLO in maniera CAPILLARE su blog, organi di stampa, mailing agli amici.</p>
<p>Puoi utilizzare anche il banner e includerlo sul tuo blog, sito copiando questo codice:<br />
<textarea>< a href="http://www.donnepensanti.net/2010/07/io-promuovo-il-rispetto-appello-contro-i-femminicidi/" title="io promuovo il rispetto -appello contro i femminicidi" alt="io promuovo il rispetto - appello contro i femminicidi"><img src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/07/banner_femminicidi_web.gif"/></a></textarea></p>
<p>Non è ABBASTANZA ma è FONDAMENTALE per creare un po&#8217; di CONSAPEVOLEZZA.</p>
<blockquote><p>&#8220;Una donna uccisa dal proprio uomo, compagno, fidanzato, ogni tre giorni è una guerra a bassa intensità che accade tutti i giorni sotto gli occhi di tutti ma della quale non si parla.&#8221;<br />
<em> Sandro Bellassai &#8211; </em><a href="http://www.maschileplurale.it/cms/index.php">Maschile Plurale</a></p>
<p>Dal 20 giugno scorso, in poco più di venti giorni sono state assassinate undici donne dal</p>
<p>compagno o dall’ex.</p>
<p>Tra le vittime anche un uomo, il nuovo fidanzato di una delle vittime. La più giovane aveva sedici anni, la più ‘vecchia’ poco più di quaranta.</p>
<p>In base ai dati statistici raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna, in Italia una donna muore assassinata dal partner ogni due/tre giorni. Sono oltre 100 le donne che ogni anno, dopo anni di violenze e stalking vengono assassinate per mano di un familiare, oppure mentre stanno affrontando la separazione.</p>
<p>E’ significativo che il rischio di essere assassinata per una donna aumenti proprio quando sta affermando la propria volontà di interrompere la relazione. Il fenomeno del ‘femminicidio’ in Europa aumenta mentre complessivamente sono in calo gli omicidi anche quelli attuati dalla criminalità.</p>
<p>Che dire?</p>
<p>Dopo un bollettino siffatto i non-italiani potrebbero chiedersi se si tratta di un’<em>escalation</em> pakistana, dall’acido solforico all’assassinio.</p>
<p>Invece, è Italia.</p>
<p>In questi ultimi giorni, molti sono i commentatori ed i blogger che offrono un’analisi del fenomeno.</p>
<p>Non tutte convincenti.</p>
<p>Ovviamente, c’è anche chi straparla: “Se la sono cercata”, “Le donne fomentano”, “Le donne esasperano”. C’è anche un blogger elvetico che chiede parità di informazione per uomini malversati e picchiati dalle donne. Addirittura, la Legge italiana sentenzia attenuanti alle condanne se la donna picchiata sapeva reagire o si dimostrava ‘poco vittima’.</p>
<p>Sembra, a volte, che si indulga più facilmente a capire questi delitti che non a condannarli tout.</p>
<p>Per la nostra proteiforme opinione pubblica potrebbe andare bene quasi tutto – dall’insicurezza maschile, al contagio comportamentale (tipo le ondate di suicidi), dalla debolezza affettiva, all’attaccamento materno mai risolto – ma delle lacune (lagune, potremmo dire!) di cultura e civiltà non se ne può parlare?</p>
<p>Nonostante ci si riempia di indignazione e di pubbliche condanne, il mainstreaming italiano (di cui fa parte anche una sorniona e compiacente elite intellettuale) incita gli uomini a pensarsi onnipotenti e a disporre delle vite degli altri, mogli, amiche, compagne, fidanzate, madri e – non dimentichiamolo – figli.</p>
<p>Sono i fatti che ce lo dimostrano.</p>
<p>Le donne diventano cose e in quanto cose possono essere buttate, distrutte, eliminate quando non sono più di colui che se ne sente proprietario. La logica dell’utilizzatore finale ha preso il sopravvento e, in effetti, a ben guardare, alle vittime dei numerosi reati non è offerta altra opzione che la FINE. Si parla del “solito psicopatico”, del caldo che fa ammattire per portare fuori da noi il MOSTRO, illuderci che non si possa fare nulla.</p>
<p>E invece esiste un’EMERGENZA e riguarda le donne in primis perché soggetti deboli ma è trasversale a generi e etnie: <strong>il RISPETTO dell’altro è stato barattato con l’esercizio di POTERE sull’altro.</strong></p>
<p><strong>Non è più tempo di demandare.</strong></p>
<p>E’ giunto il momento che ognuno di noi prenda coscienza della propria responsabilità sociale e civile.</p>
<p>Dobbiamo agire, promuovere una sensibilità che abbia a cuore i diritti degli altri, delle donne, dei deboli.</p>
<p>Siamo sicuri che l’immaginario stereotipato (donna/merce; donna/moglie e mamma) che riguarda il femminile e che investe POLITICA, MEDIA, PUBBLICITA’ non abbia un ruolo in tutto quello che sta succedendo?</p>
<p>Lo stesso <strong>Presidente Napolitano</strong>, riferendosi allo stile di comunicazione svilente per le donne parla di “contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche”.</p>
<p>Siamo sicuri che un cambiamento di percezione nei confronti del femminile e la promozione del rispetto non servano ad arenare il MOSTRO?</p>
<p>I ‘femminicidi’ ci riguardano TUTTI.</p>
<p>Riguardano la nostra società.</p>
<p>Riguardano gli uomini.</p>
<p>Riguardano le donne.</p>
<p>Riguardano i nostri figli e le nostre figlie.</p>
<p>Tocca a noi oggi.</p>
<p>Domani è già troppo tardi.</p></blockquote>
<p><em>Nadia Somma, Marika Borrelli, Francesca Sanzo</em></p>
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		<title>Straniamenti. Come lo sguardo dell’altro può aiutarci a smantellare gli stereotipi sessisti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Silvia Cavalieri Partecipare alla tavola rotonda sulla decostruzione degli stereotipi di genere in una prospettiva transculturale, organizzata all’interno dei Mondiali Antirazzisti di Casalecchio di Reno, mi ha stimolato una serie di riflessioni che vorrei condividere qui con voi. Sono partita da questa domanda: in che modo una prospettiva transculturale – allargata, cioè, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un articolo di Silvia Cavalieri</em></p>
<p>Partecipare alla tavola rotonda sulla decostruzione degli stereotipi di genere in una prospettiva transculturale, organizzata all’interno dei Mondiali Antirazzisti di Casalecchio di Reno, mi ha stimolato una serie di riflessioni che vorrei condividere qui con voi.</p>
<p>Sono partita da questa domanda: <strong>in che modo una prospettiva transculturale – allargata, cioè, da sguardi altri – può contribuire a quello smontaggio degli stereotipi di genere univoci e riduttivi che è l’istanza di fondo da cui ha preso vita Donne Pensanti?</strong></p>
<p>Le rare volte che sono intervenute, sulle nostre pagine, donne straniere o donne italiane che hanno vissuto a lungo in paesi lontani dal nostro, non solo geograficamente, ho avvertito nelle loro parole il sapore di una diversità illuminante, in grado di darci spunti determinanti per questo percorso di riscrittura delle identità femminili socialmente condivise che stiamo tentando di tracciare.</p>
<p>Il concetto di stereotipo viene introdotto nelle scienze sociali negli anni Venti da Walter Lippmann, un giornalista politico che studiava come si forma l’opinione pubblica. Nella stampa tipografica, lo stereotipo è una matrice cartacea copiata da una matrice in lega: una copia immodificabile che genera copie identiche a se stessa. Da qui l’idea di fissità che è legata al concetto di stereotipo anche in ambito sociale.</p>
<p>Mi pare che questa rigidità possa essere incrinata da testimonianze di vissuti che sappiano defamiliarizzarci rispetto alla nostra cultura, sfidandoci a venir meno ai nostri punti fermi, decentrandoci rispetto a quelle certezze che diamo per assodate. In un libro molto bello che il postino mi ha catapultato in cortile pochi giorni fa, <em>Sette vite come i gatti – Generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo</em>, Barbara Mapelli cita un brano di Fatema Mernissi, che mi pare emblematico proprio in questo senso:</p>
<blockquote><p>Fu in un grande magazzino americano, nel corso di un fallimentare tentativo di comprarmi una gonna di cotone, che mi sentii dire che i miei fianchi erano troppo larghi per la taglia 42. Ebbi allora la penosa occasione di sperimentare come l’immagine di bellezza dell’Occidente possa ferire fisicamente una donna, e umiliarla […] ‘Lei è troppo grossa’ mi disse. ‘Troppo grossa rispetto a cosa?’, le chiesi guardandola attentamente, perché mi accorsi di trovarmi di fronte a un serio divario culturale. ‘Rispetto alla taglia 42’, mi giunse la risposta della commessa. La sua voce aveva il taglio netto tipico di coloro che danno man forte alla legge religiosa. ‘Le taglie 40 e 42 sono la norma […]. Le sue parole erano così semplici e la minaccia che implicavano suonava così crudele, che mi resi conto per la prima volta che la taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo musulmano. (Fatema Mernissi, L’harem e l’Occidente, Firenze, Giunti, 2000, pp. 170-173)</p></blockquote>
<p>Quella che ci viene rilanciata in queste poche righe è un’immagine straniata di ciò che per noi si è fatto normalità e che agli occhi della scrittrice marocchina è, invece, una sottile e pervasiva forma di schiavitù, a cui noi donne occidentali per lo più ci assoggettiamo senza batter ciglio o che, in ogni caso, condiziona in maniera decisiva i nostri parametri su ciò che sia bello e adeguato: Non è raro, commenta Mapelli, che le donne di cultura musulmana individuino in maniera estremamente lucida “le trappole dell’emancipazione” così come tentiamo di metterla in pratica in Occidente, senza che questo gli impedisca di essere consapevoli delle forme di subordinazione a cui loro stesse sono spesso condannate. Tertium datur, finalmente: esistono molte strade per liberarsi. Il pluriverso femminile spalanca possibilità inattese: l’incontro con l’altra e con l’altro favorisce quell’irruzione dell’imprevisto capace di allargare i nostri orizzonti e farci immaginare soluzioni inattese.</p>
<p>Mi chiedo se sia possibile creare uno spazio di confronto, anche conflittuale se necessario, in cui formulare strategie di resistenza e di ricerca comuni con donne e uomini provenienti da mondi lontani, mondi che sono ormai dentro al nostro e che ci mettono davanti agli occhi non solo l’alterità in cui siamo immersi ma anche quella sommersa da qualche parte dentro di noi. Una sorta di frontiera nei termini in cui la descrive Boaventura de Sousa Santos: il luogo dove vivono soggettività emergenti, che aspirano a nuove forme di sociabilità e avvertono il potenziale emancipatorio che pervade questo territorio in bilico, in cui trasformare il mondo è diventata una questione personale.</p>
<p>Tentare di andare oltre il nostro etnocentrismo, ascoltando quel che hanno da raccontarci di noi sguardi necessariamente più distanziati del nostro, credo possa darci un contributo importante proprio nel depotenziare quegli stereotipi che ci assediano, di cui siamo vittime e, spesso, portatrici (più o meno sane).</p>
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