<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Le Vocianti &#187; bambini</title>
	<atom:link href="http://www.levocianti.it/tag/bambini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.levocianti.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 22:37:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>L’infanzia rubata</title>
		<link>http://www.levocianti.it/2010/10/linfanzia-rubata/</link>
		<comments>http://www.levocianti.it/2010/10/linfanzia-rubata/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 22:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Cavalieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accenti]]></category>
		<category><![CDATA[Alla voce:]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[D-Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levocianti.it/?p=1132</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo oggi, dopo esserci consultate con Linda che l&#8217;ha scritta, questa lettera comparsa sabato 23 ottobre 2010 su D-Repubblica, perché ci è parsa particolarmente attinente ai temi che più ci...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.levocianti.it/wp-content/uploads/2010/10/bambolasexy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="http://www.levocianti.it/wp-content/uploads/2010/10/bambolasexy-151x300.jpg" alt="" width="151" height="300" /></a>Pubblichiamo oggi, dopo esserci consultate con Linda che l&#8217;ha scritta, questa lettera comparsa <strong>sabato 23 ottobre 2010</strong> su <a href="http://dweb.repubblica.it/home">D-Repubblica</a>, perché ci è parsa particolarmente attinente ai temi che più ci premono, visto che siamo convinte che il sistema in cui ci troviamo incastrati e contro cui stiamo tentando di far sentire le nostre voci cominci a infliggere i suoi assalti molto molto presto,  rendendo le persone talmente assuefatte alla sua violenza subdola da non riuscire più nemmeno a percepirla.</p>
<p>Della fretta che abbiamo di far crescere i nostri figli, le nostre figlie in particolare, cooptate da messaggi pubblicitari perennemente inisinuanti ed erotizzati che mercificano i corpi femminili fin da età precocissime <a href="http://www.levocianti.it/2010/06/quando-il-target-diventa-lolita-bambini-consumatori/">ha scritto, sul nostro sito, anche Valérie Donati</a>.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, mi capita di pensare al <em>furto dell&#8217;infanzia</em> che la nostra società ormai perpetra in un clima di quasi totale apatia, ogni volta che vedo un cartone animato di quelli <em>main</em><em> stream,</em> di quelli che riempiono le sale cinematografiche e riescono a meritarsi il plauso anche di critici apparentemente selettivi e quotati: ci sento comunque un eccessivo ammiccamento agli adulti, battute allusive, personaggi dalle personalità perennemente irrisolte che veicolano valori troppo ambigui per l&#8217;età di chi guarda, come se dovessimo da subito abituarci a un relativismo esasperato, a un pensiero tanto debole da farsi inconsistente.</p>
<p>E poi ritmi e rumori esagerati, irrinunciabili momenti di violenza, anche in film con temi delicati, come <em>Up</em>, che riesce ad avere uno sguardo così raro sull&#8217;amore in vecchiaia e poi si perde in un&#8217;esplosione di latrati lancinanti e cagnareassordanti in un Sudamerica chissà perché rappresentato come una <em>no man&#8217;s land</em> mezza lunare mezza infernale. In sala ci sono sempre 4-5 bambini che piangono e vogliono andare via.</p>
<p>Va a finire che, quando vedo un film che dovrebbe essere per bambini, esco dal cinema nervosa e amareggiata. Triste sia se le mie figlie non si sono divertite (triste per quello) sia se invece lo hanno fatto (triste per il timore che si stiano assuefacendo<br />
a un mondo che non mi piace).</p>
<p>Linda, in questa lettera, torna a lanciare un allarme per questa infanzia rasa al suolo, immolata sull&#8217;altare del profitto a tutti i costi: parla di bambine assorbite in quel &#8220;contesto prostituzionale&#8221; che tanta pubblicità contribuisce a far rimbombare e a diffondere, grottescamente incastrate in vestiti e atteggiamenti indotti, che preludono al tipo di donna più in voga, la donna-articolo in vendita, la donna-prodotto a disposizione sul mercato, la donna reificata.</p>
<blockquote><p><strong>DALLE DONNE AI BAMBINI</strong></p>
<p>Mentre il corpo maschile è a rischio, la mercificazione di quello della donna ha raggiunto livelli ormai inaccettabili ed è sotto gli occhi inconsapevoli o ciechi o disinteressati o impotenti, di tutti noi. Siamo talmente drogati e assuefatti allo sfruttamento dell&#8217;immagine femminile da non accorgerci di non fare troppa distinzione tra la parola sesso e la parola donna.</p>
<p>Nel mio piccolo, provo quotidianamente ad oppormi a tale visione (mi scontro ogni giorno sul lavoro con uomini, tutti uomini, principi e re di un mondo di battute, strizzatine d&#8217;occhio, furberie e racconti improbabili) ma mi rendo conto di essere anche io all&#8217;interno di un meccanismo più grande di me, che fonda le sue radici troppo lontano per non aver influenzato anche il mio modo di pensare e di agire. Fino ad ora sono stati gli uomini a dirigere, ad essere presenti in tutti i settori lavorativi, economici e artistici. È stato l&#8217;uomo a dettare, nell&#8217;arte, nella comunicazione, negli stili di vita, la visione del mondo e dunque anche della donna.</p>
<p>Ma oggi, ho paura, che stia accadendo qualcosa di ancora (se possibile) più grave. Qualcosa contro cui tutti, uomini e donne, dovremmo, a mio parere, scandalizzarci e opporci, prima che sia troppo tardi.</p>
<p>Le donne oggi subiscono e putroppo a volte, inconsapevolmente accettano, la costrizione di vedersi ritratte nelle pubblicità di moda in mezzo a cetrioli, indotte a compiacersi del ruolo di bambole di plastica senza altra funzione che fottere ed essere fottute, e ad immedesimarsi in canoni estetici che portano ad una devastazione psicologica tale per cui dopo aver sfogliato una rivista di moda il 70% delle lettrici si sente depressa e in colpa. Se tutto questo le donne subiscono, io vorrei fare in modo che altrettanto non accada ai bambini.</p>
<p>Sfogliando le riviste femminili e di moda, guardando i manifesti pubblicitari o le vetrine dei negozi o le fermate degli autobus, mi sono accorta di come siano in costante aumento le pubblicità di abbigliamento infantile, laddove &#8220;infantile&#8221; è un termine del tutto inappropriato. Bimbe dalle gote porpora e dalle labbra rosse private del sorriso, fissano l&#8217;obbiettivo. Qualcuno potrebbe vederle come piccole (molto piccole) Lolite. Niente hanno dell&#8217;infanzia se non l&#8217;età, ridicolizzate come scimmiette travestite, adultizzate, erotizzate. Oscene.</p>
<p>Immagini di bambini adulti, che parlano agli adulti e affascinano i bambini.</p>
<p>Non sono madre, non so cosa provino i genitori nel vedere tali immagini ma in me provocano profondo sdegno verso la nostra società. E paura. Paura nel pensare a chi tira i nostri fili, in quali mani siamo per sottostare a tutto ciò senza aprire bocca o peggio senza accorgercene o ancora, per ritenere le mie opinioni esagerate. E paura per i futuri adulti.</p>
<p>Cosa succederà ad individui privati dell&#8217;infanzia?</p>
<p>A bambini portati ad imitare e ad immedesimarsi in modelli troppo adulti?</p>
<p>Se lo stesso meccanismo di sessualizzazione dell&#8217;immagine porta problemi e confusione nell&#8217;adulto, cosa può accadere in un bambino portato troppo presto a spostare l&#8217;attenzione sul proprio corpo e sulla propria immagine?</p>
<p>A vedere il proprio corpo come arma seduttiva, merce di scambio, punto d&#8217;arrivo?</p>
<p>Ma soprattutto, non porta questo modello &#8220;infantile&#8221;, ad una normalizzazione di brame voyeristiche e pedofile?</p>
<p>In virtù delle nostre visioni edonistiche e utilitaristiche stiamo a mio avviso, andando oltre ogni limite, superando il livello del permesso.</p>
<p>In una società dove aumentano i diritti delle persone, vanno paradossalmente crescendo le violenze e gli abusi dell&#8217;individuo, della sua immagine, della sua sensibilità.</p>
<p>Linda (una 28enne)</p>
<p><em>(da &#8220;D-Repubblica&#8221;, n°716, 23/10/10)</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levocianti.it/2010/10/linfanzia-rubata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

