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	<title>Donne Pensanti &#187; bologna</title>
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	<description>Resistenza Attiva 2.0 / website</description>
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		<title>Candidato IDV bolognese invita la D&#8217;Addario per parlare di mercificazione del femminile e politica</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 11:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Quelli che &#8211; come noi di Donne Pensanti (http://www.donnepensanti.net) &#8211; stanno cercando in maniera decisa e approfondita di affrontare la grave emergenza del modello univoco di femminile che viene proposto, a tutti i livelli, nel nostro Paese, forse rimarranno sconcertati da una notizia che ha fatto fare a chi scrive un salto sulla sedia. Leggiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/03/gradisca.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-196" title="gradisca" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/03/gradisca-300x184.gif" alt="gradisca" width="300" height="184" /></a>Quelli che &#8211; come noi di <strong>Donne Pensanti (<a href="http://www.donnepensanti.net">http://www.donnepensanti.net</a>)</strong> &#8211; stanno cercando in maniera decisa e approfondita di affrontare la grave emergenza del modello univoco di femminile che viene proposto, a tutti i livelli, nel nostro Paese, forse rimarranno sconcertati da una notizia che ha fatto fare a chi scrive un salto sulla sedia.</p>
<p>Leggiamo da <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/03/16/news/candidato_idv_invita_patrizia_d_addario_per_parlare_delle_donne_in_politica-2697441/">&#8220;Repubblica</a>&#8221; di oggi, cronaca di <strong>Bologna</strong> che domani <strong>18 marzo 2010</strong> il candidato indipendente (IDV) <a href="http://www.valeriodalessio.it/">Valerio D&#8217;Alessio</a> ha invitato Patrizia D&#8217;Addario a presentare il suo libro <em>Gradisca Presidente</em>:</p>
<p>&#8220;per parlare di una politica che si è ridotta a spettacolo, in cui le candidate alle europee vengono scelte con dei provini&#8230; Perfino a Bologna un leghista fa campagna elettorale con alcune ragazze&#8221;</p>
<p>Ecco, caro Dott. D&#8217;Alessio, siamo consapevoli della questione e la sua scelta ci crea imbarazzo, perplessità e svilisce un po&#8217;.</p>
<p>Ci chiediamo e chiediamo a Lei p<strong>erché per affrontare una questione tanto grave</strong>, tra tutte le opportunità che aveva, ha deciso di presentare il libro di una donna che ha scelto in maniera precisa e razionale di sposare quello stesso modello che lei stesso dice di non apprezzare?</p>
<p>Non abbiamo nulla nei confronti della Signora D&#8217;Addario e non ne facciamo certamente una questione MORALE intesa come giudizio sulla persona, ma ne facciamo una <strong>questione MORALE intesa come opportunità mediatica e di comunicazione</strong>.</p>
<p>Non pensa che erigere la Signora D&#8217;Addario a emblema del problema possa essere veramente <strong>rischioso e svilente</strong> per tutte quelle donne e persone che ogni giorno tentanto di promuovere modi di essere donna e di scegliere diversi da quello che è emerso, grazie alle dichiarazioni della stessa signora D&#8217;Addario?</p>
<p>Ci chiediamo e chiediamo a lei perché &#8211; in seno a una campagna elettorale e dunque nel momento in cui la riflessione con i cittadini sui problemi della nostra Regione e Paese dovrebbe essere promossa seriamente e fortemente &#8211; lei non abbia pensato, eventualmente, di affiancare all&#8217;intervento in programma anche quello di altre donne, con <em>curricula</em> in grado di mandare un messaggio forte e serio a tutti: esistono persone che hanno scelto di far emergere le loro specificità e di non usare il corpo per arrivare alla politica o ai favori personali e non ci stanno più ad essere rappresentate solo in un&#8217;unica direzione.</p>
<p>Crediamo che la scelta che lei ha fatto, conciliando durante l&#8217;evento di domani la promozione di un libro e la sua campagna elettorale, siano un segnale preciso e trattino con estrema superficialità una questione grave e importante che sta minando le basi culturali e sociali della nostra Società.</p>
<p>Ci intristisce una volta di più sapere che chi si occupa di politica ha scelto di NON FARE politica (intesa come reale espressione della <em>polis</em>)  ma di cavalcare l&#8217;onda mediatica che sempre di più si sta sostituendo alla seria discussione.</p>
<p>Noi donne pensanti crediamo che sia opportuno lanciare un segno forte di dissenso alla sua scelta: se si denuncia la &#8220;spettacolarizzazione&#8221; non si può piegarla ai propri bisogni.</p>
<p>Abbiamo scritto al candidato Valerio D&#8217;Alessio, come collettività e come singoli. Invitiamo tutti coloro che vogliano dare un segnale a farlo: prima ma anche dopo l&#8217;evento di domani</p>
<p>Ecco i <strong>riferimenti</strong>:</p>
<ul>
<li>Sito web: <strong><a href="http://www.valeriodalessio.it/">http://www.valeriodalessio.it/</a></strong></li>
<li>Pagina per i contatti: <a href="http://www.valeriodalessio.it/valeriodalessio.php"><strong>http://www.valeriodalessio.it/valeriodalessio.php</strong></a></li>
<li>Mail:<strong> </strong><strong><a href="mailto:info@valeriodalessio.it">info@valeriodalessio.it</a></strong></li>
<li>Skype: <a title="Valerio D'Alessio - SkyPe" href="skype:valerix9?call">Valerix9</a></li>
</ul>
<p><strong>Ed ecco l&#8217;invito alla serata di domani:</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.valeriodalessio.it/images/patrizia_daddario.pdf">http://www.valeriodalessio.it/images/patrizia_daddario.pdf</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;incontro di Lorella Zanardo. Riflessioni</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 20:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Sanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 4 febbraio, grazie a Libertà e Giustizia di Bologna e alla Biblioteca italiana delle donne abbiamo avuto l&#8217;occasione di vedere il documentario di Lorella Zanardo Il corpo delle donne e ci hanno perfino permesso &#8211; nelle vesti della sottoscritta &#8211; di presentare il progetto Donne Pensanti al pubblico dell&#8217;Aula Magna di Santa Cristina. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/01/BANNER_corpodonne.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-124" title="BANNER_corpodonne" src="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/01/BANNER_corpodonne-150x102.jpg" alt="BANNER_corpodonne" width="150" height="102" /></a>Giovedì <strong>4 febbraio</strong>, grazie a <a href="http://www.libertagiustizia.it">Libertà e Giustizia</a> di Bologna e alla <a href="http://www.women.it/bibliotecadelledonne/">Biblioteca italiana delle donne</a> abbiamo avuto l&#8217;occasione di vedere il documentario di Lorella Zanardo <a href="http://www.ilcorpodelledonne.com">Il corpo delle donne</a> e ci hanno perfino permesso &#8211; nelle vesti della sottoscritta &#8211; di presentare il progetto Donne Pensanti al pubblico dell&#8217;<strong>Aula Magna di Santa Cristina</strong>.</p>
<p>Il documentario, visto sul grande schermo fa un effetto davvero dirompente. Più di tutti colpisce il testo di Lorella. Perché è chiaro, perfettamente calibrato alle immagini e induce a una riflessione che a tratti arriva come un pugno allo stomaco.</p>
<p>Lorella avvisa che in questo progetto non ci sono soldi. Non nasce per motivi professionali, non nasce per guadagno.</p>
<p>Nasce per responsabilità morale di coloro che lo hanno realizzato.</p>
<p>Questa premessa rende ancora più incisivo il girato, rende ancora più ficcanti le sue parole.</p>
<p>Me lo avevano raccontato, ho potuto assistervi di persona: dopo il film è nato un vero e interessante dibattito.</p>
<p>Mi è stato concesso l&#8217;onore di esordire, presentando anche il nostro progetto. Non ero in serata e credo di non essere stata particolarmente incisiva, ma sono aumentate le iscrizioni al social network, dunque spero che si sia capito quali sono gli obiettivi di Donne Pensanti. Gli stessi delle moltissime donne presenti in sala, credo.</p>
<p>Punti su cui riflettere, scaturiti dalla discussione:</p>
<ol>
<li>In Italia si è imposto un modello televisivo (l&#8217;analisi di Lorella si incentra sull&#8217;immagine televisivo del corpo femminile) che ha trovato sempre più seguito: seguito maschile e seguito femminile. Le donne abdicano al loro corpo &#8220;vero&#8221; a favore di quello che pensano piaccia agli uomini e di conseguenza attiri le altre donne. Non è una scelta, è quasi un&#8217;imposizione di marketing. Le donne &#8211; anche quando intelligenti &#8211; devono soprattutto apparire. L&#8217;apparenza vale più dell&#8217;intelligenza.</li>
<li>Perché siamo arrivati a questo? In Inghilterra &#8211; ad esempio &#8211; esistono leggi vincolanti che impongono &#8220;l&#8217;uso&#8221; del corpo femminile in pubblicità solo se strettamente necessario. Se pubblicizzi una crema contro le smagliature puoi mostrare una donna nuda, viceversa non ha senso farlo quando vendi acqua minerale. Non si può. In Italia siamo in uno stato di VUOTO ISTITUZIONALE. Interessano altri problemi, questa è considerata una questione di SERIE B.</li>
<li>Il ritocco, la chirurgia estetica sono entrate prepontemente nella televisione. Ogni giorno se ne parla e se ne parla soprattutto come se si trattasse di SALUTE</li>
<li>All&#8217;estero ci chiedono, chiedono a Lorella, perché in Italia le donne stanno zitte.  Una giornalista (non ricordo il nome ma Lorella lo ha fatto) ha usato un&#8217;espressione estremamente interessante e incisiva per spiegare la nostra situazione: &#8220;Le donne in Italia sono ZITTITE, non ZITTE&#8221;. Nessuno parla di quello che sta succedendo in Rete, nessuno racconta dei tanti movimenti, come il nostro, di indignazione collettiva</li>
<li>Le donne per lo più ACCONSENTONO: il modello merceologico è un modello vincente</li>
</ol>
<p>E poi le questioni che mi hanno colpita di più:</p>
<ol>
<li>Come mai in un Paese così poco libero e bigotto come in Italia, in televisione è tutto permesso? Cosa succederebbe se ognuna di noi andasse al supermercato e appoggiasse le tette sul bancone dei salumi (come molte fanno in televisione, durante i programmi contenitore per famiglie), in perizoma, per acquistare il prosciutto?</li>
<li>La vera rivoluzione culturale forse non è spegnere la televisione ma &#8220;prestare&#8221; i nostri occhi agli altri, perché chi ha naturalizzato quel modus, possa guardarlo con sguardo critico.</li>
</ol>
<p>E&#8217; stata una serata interessante e ricca di spunti.</p>
<p>Chi c&#8217;era potrebbe aggiungere nei commenti a questo post le sue riflessioni. Chi ha partecipato in altre città d&#8217;Italia al dibattito potrebbe inserire anche le sue annotazioni. Facciamo germogliare il seme. Ne abbiamo un gran bisogno!</p>
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